23 AGOSTO 2012: 77 ANNI 7 MESI 7 GIORNI

COMPLEANNO A PATAN

Oggi sono stato a Patan, 12 anni dopo l’ ultima volta; per arrivarci ho preso un autobus che da Kirtpur vi arriva direttamente, viaggiando con le consuete modalità nepalesi precedentemente descritte.

Il bello è che fino ad ora non ho mai fatto un viaggio in pace, perchè ogni volta trovo qualcuno/a che mi fissa fisso fisso fino a che non gli rivolgo la parola, ed allora si aprono le cataratte e ci si interroga curiosi su vita e miracoli con il vantaggio che lui ha qualcosa di differente da raccontare a casa e che io ricevo molte informazioni interessanti e il viaggio mi diventa più veloce.

Patan è stata la capitale di un regno, ma forse è meglio che vi accenni un pò di storia:

“La dinastia dei Malla era una delle più antiche ed importanti monarchie del nord dell’India; sotto la spinta di invasioni questi re, verso il 1200, hanno trovato rifugio nella valle di KTM, dove hanno regnato per oltre 550 anni.

Sovrani amanti della magnificenza, hanno creato nella valle delle opere architettoniche talmente belle e importanti che oggi sono tutte patrimonio dell’ umanità; l’ impulso maggiore a costruire templi, regge e altre splendide strutture si è avuto dopo il 1450, quando alla morte del re Yaksha Malla, i 3 figli si spartirono il regno creandovi ognuno la propria capitale, a pochi chilometri di distanza l’ uno dall’altro.

Cominciarono allora a gareggiare per realizzare la città più magnifica, con templi e palazzi i più straordinari e preziosi; potevano d’ altronde permetterselo, perchè la valle era un ricchissimo punto di scambio sulla via commerciale fra India e Tibet”

Ancora oggi si è imbarazzati a dire quale delle 3 Durbar Square ( = piazza del palazzo reale) sia la più ricca e affascinante: quella di Kathmandu (l’antica Kantipur), quella di Bakthapur (anche Badhgaon o Khwopa) o infine quella di Patan , che ancora oggi molti chiamano con l’antico nome di Lalitpur; se si ha l’occasione di venire in Nepal, è comunque obbligatorio vederle tutte e 3.

Questa volta, avendo la possibilità di tornarci facilmente , invece di andare a vedere l’ armoniosa piazza di Patan, ho preferito rivolgere l’ attenzione ai monumenti generalmente ignorati dalle frotte di turisti.

Mi sono così imbattuto nel tempio di Minnath dove induismo e buddismo sono fortemente compenetrati, nel tempio di Macchendranath dedicato alla divinità più venerata della città, che vien portata in primavera lungo le vie di Patan sopra un enorme carro di legno trascinato dai fedeli, nel silenzioso ex monastero I Baha Bahi, uno dei più antichi del Nepal, restaurato benissimo dai giapponesi, in una grandissima piscina, Pim Bahal Pokhari, dove, fra templi indù e stupa buddisti, sguazzavano le anatre, in officine artigianali dove battevano il bronzo, intagliavano legni e scolpivano pietre, in cani e bambini che giocavano in strada e in tutta la restante variopinta folla che si dedicava al lavoro o alle chiacchere.

Me ne andavo per una Patan, staordinariamente e piacevolmente priva di turisti, quando sono stato richiamato sulla strada principale da un gran baccano.

Bande di suonatori con tamburi, cembali e pifferi precedevano e seguivano una lunghissima processione di donne elegantemente vestite con il caratteristico vestito newar e di uomini tutti con lo stesso cappellino tradizionale nepalese.

Al centro della processione una coppia di persone anziane agghindate in modo sontuoso, trasportate da 4 giovani su 2 portantine, LUI davanti e LEI dietro.

Mi sono inserito nella fila, seguendo la coppia per un bel pò, sostando con loro nei templi quando facevano le offerte e, soddisfacendo finalmente la mia curiosità, mi son fatto spiegare il perchè di tanto apparato: stavano festeggiando i 77 anni 7 mesi e 7 giorni dell’ anziano.

In questa festa per l’ anniversario più importante nella vita di un uomo, lo accompagnavano oltre 200 persone fra amici e parenti ed un infiltrato straniero italiano di età non troppo lontana (avviso per gli amici: anche a me piacerebbe, al momento giusto, fare un giretto per Belluno in portantina ).

A questa processione molto originale e interessante sarebbe poi seguito pranzo prevedibilmente principesco, al quale però, nonstante i tanti sorrisi e apprezzamenti, non sono stato invitato.

Quello però che con tutta questa lunga descrizione mi premeva farvi notare e capire è come, nella gran parte delle nazioni della terra, l’uomo venga sempre prima della donna.

E’ una cosa che avviene anche nella mia famiglia ( io di solito cammino più velocemente di Cristina e quindi lei mi viene dietro ) con la differenza che mentre, quasi ovunque nel mondo, le donne subiscono o condividono questa antichissima tradizione, nel mio caso io ricevo SOLO il permesso di stare un pò più avanti , ma che non creda mai……

La foto a corredo mostra meglio di tante parole a chi si dovrebbe dare il passo; attenti uomini questa nostra sacrosanta prerogativa donataci fin dalla notte dei tempi dagli dei, mostra, nella nostra società, qualche segno di cedimento.

Con animo preoccupato e desiderio di ritorno alle antiche tradizioni mi accingo ad andare a letto. BUONANOTTE UOMINI !!!

Paolo

UOMINI, COSI’ DOVREBBE ESSERE !

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2 commenti

  1. ma perchè non è forse già così???
    forse no, pensandoci bene bene

  2. cristina marangone · · Rispondi

    ahhh……finalmente un vero maschilista!!

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