24 AGOSTO 2012: ROSPI E LIMACCE, MUCCHE E POLLI

PARLANDO CON I POLLI IN GABBIA

Ieri ha piovuto tutto il giorno, sicchè non ho potuto fare i miei abituali 4 passi pomeridiani che mi rilassano dopo aver lavorato mattino e primo pomeriggio con il medico o l’infermiera dell’ ADM.
Oggi si prospettava la stessa situazione  (monsone sì, monsone no, vedrai che mai lo capirò) e guardavo sconsolato fuori della finestra, dicendo ai miei arti inferiori pazientate, domani sarà un altro giorno, si vedrà …
Mentre tenevo a bada  le mie inquiete appendici, mi accorsi che, sotto la pioggia le mondine stavano tranquillamente continuando a lavorare.
E’ ben vero che i nepalesi sono abituati al monsone, e , ancor di più, che le mondine con l’ acqua ci convivono, però mi sono detto non vorrai mica dimostrarti meno forte di loro per ventiquattro gocce di pioggia…..
Così mi sono attrezzato con ombrello e coprizaino e sono partito sotto la pioggia; il portiere mi ha guardato un pò stupito e ha fatto un segno con la mano non so se per dire “ma dove c.. vai, se il monsone già ce l’ hai”  oppure  “ma tu si’ proprio fesso”.
Gli sono passato davanti facendo finta di essere Superainman e mi sono incamminato fra acqua dal cielo e fango per terra con l’ intenzione di completare il giro del lago TAU DAA che avevo lasciato incompiuto in uno degli articoli precedenti (Sbadando ecc).
Camminare in mezzo alle acque (attenzione non ho detto sulle acque, non sono mica megalomane) ha, dopo un primo momento di incertezza, un suo fascino, basta soltanto dimenticarsi di avere i piedi e le gambe bagnati e cercare di evitare di trovarsi ortogonalmente ad una pozzaghera quando passa un veicolo a ruote, specie se veloce.
In cosa consite il fascino? c’è meno gente (vorrei vedere) e si fanno anche incontri particolari; ad esempio sono venute fuori certe schifide limacce grandi, che dico, enormi giuro un 15×4, di colore grigio marrone, che se ne avessi 3 di queste sull’orto che coltivo a Belluno, non mi resterebbero che i pali di sostegno.
L’ unica persona che ne riceverebbe una gran soddisfazione sarebbe Cristina che dell’orto è un pò  gelosa perchè  dice che bado di più alle mie piante che a lei; Cristina nell’ orto non ci vuol mettere piede, se non quando la obbligo a venire ad ammirare le mie coltivazioni e a farmi i  conseguenti, dovuti complimenti.
Dovete sapere che, per una invincibile legge del contrappasso, in questo lungo periodo di mia assenza è CRISTNA che sta “curando” quell’ orto che minaccia ogni anno di lastricare di mattonelle per impedirmi di coltivarlo amorevolmente.
Scusate ma come al solito divago. Cos’altro ho incontrato ?
Ah sì delle galline che da dietro le grate di enormi pollai (quindi oltre all’umido c’ era nell’ aria anche una gran puzza, penetrante di pollina) mi guardavano incuriosite e sembrava chiocciassero    “sì, sì cammina pure, dandoti le arie di essere libero, tanto stasera rientri anche tu  fra le sbarre del tuo pollaio”
Non ho avuto il coraggio di smorzare loro il sorriso in becco , dicendo sì io stasera in gabbia , ma voi domani in pignatta !
In quel momento ho sentito che la vera forza consiste nel saper vincere il desiderio di vendetta; amici ed EX amici meditate !
Di pollai così in questa zona ce ne sono una bella quantità, sono molto grandi e riescono a fornire galline a una buona parte di KTM; a questo proposito una cosa che ho notato rispetto le volte precedenti, è un fiorire di piccole macellerie, per lo più scarsamente attraenti.
Sembra infatti che la richiesta di carne sia molto aumentata in questi ultimi anni perchè, così mi è stato detto, costa meno delle verdure !!??
Nelle risaie le mondine continuavano a togliere le erbacce fra le piante di riso, nei campi  le mucche pascolavano beate, circondate da moltissime egrette, grandi e belli uccelli bianchi con le zampe nere, che approffitavano degli animaletti smossi per papparseli.
Chissà se una di queste garzette è parente di quelle che si vedono oramai spesso anche da noi lungo il Piave.
Ancora durante questi momenti di umida passeggiata, sentivo il gracidare fortissimo di milioni di rospi che, dall’ intensità del verso, avrebbero dovuto essere stati anche belli grossi; poco dopo ho avuto la conferma della loro grossezza perchè ne ho incontrato uno fermo sulla strada, peccato che fosse fermo perchè spiaccicato.
Dopo circa mezzoretta di pioggia , indovinate chi è uscito ?   Il SOLE !
Questo fatto conferma 2 mie convinzioni, note a coloro che mi seguono in montagna:
1) non guardare le previsoni metereologiche perchè spesso sono sbagliate o, se le guardate e sono brutte, non tenerne conto
2) si va in ogni caso perchè in base ad una personale, prolungata statistica, sono molte  più le volte in cui il brutto tempo si trasforma in bello o per lo meno non riesce a rovinare una gita, piuttosto di quelle in cui il brutto effettivamente fa rimpiangere di non essere stati a casa, sotto le coperte.
Camminando con un bel solicello , sono arrivato al romantico lago Tau Daa, punto di arrivo del mio giro precedente, provenendo però oggi dalla  direzione opposta.
Per tornare indietro facendo un anello e stando ben attento a non fare lo stesso percorso dell’ andata (altra mia mania), ho dovuto seguire una stradina che contorna la base della collina di Chomrong.
Dopo una prima parte di strada sterrata, fangosetta ma larghetta, ho dovuto adattarmi a percorrere un collegamento fra fitta vegetazione grondante acqua e passare di nuovo sui stretti sentieri che correvano sulle dighe fra le vasche delle risaie.
Memore del pericolo che si corre quando questi sentieri sono bagnati e quindi proditoriamente scivolosi, ci ho camminato sopra con estrema prudenza; mi sono immaginato visto di lato con l’ andatura che si dice sulle uova credo nel mio caso parecchio ridicola.
Non me ne importava, l’ unica cosa che mi interessava era di non ripetere l’ esperienza descritta in uno dei miei primi post.
Dopo aver incontrato, come  al solito, frotte di bambini con cui parlare, un vecchietto simpatico, che ha fatto finta di essere un soldato Gurka per spillarmi 10 rupie e persone al lavoro (tante donne e pochi uomini in verità) sono arrivato soddisfatto e con i piedi umidofangosi alla mia sede.
Qui mangio DB, bevo acqua, faccio plinplin, mi depuro, vado a dormire e vi auguro buona notte.
Monsonici  saluti.   Paolo

DOPO LA PIOGGIA

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