30 AGOSTO 2012: UNA LAMA AL COLLO

IL CENTRO DI KIRTIPUR ANTICA

Mi preme anzitutto farvi notare una cosa: dopo 20 giorni in cui compariva regolarmente, quasi fosse una fissazione o una maledizione, sono oramai almeno 2 giorni che nelle mie descrizioni non parlo più del Dhal Bhat, come se me ne fossi liber ….. Ooops ! cavoli, senza accorgermi ora nominandolo sono caduto in un paradosso: dicendo di non parlarne, ne sto parlando.
Così adesso ai  famosi paradossi di Achille e del Mentitore si aggiunge anche questo, scoperto in questo momento insieme a voi.
Che ne dite se lo chiamiamo, francesizzandolo  Le Paradossò de Dalbàt  (pr.dalbà); in italiano dovremmo dire di Dalbatto, ma perderebbe sicuramente charme.
Dopo la divagazione logico-matematica, vi metto brevemente al corrente della situazione dell’ ambulatorio.
Anche se è presto per dire qualcosa, ho l’impressione che siamo partiti con il piede giusto, adesso si tratta di rendere l’ attività più fluida ed efficiente.
Dopo 3 sedute di visita, la dottoressa Nafisha si è ammalata restando a casa per 3 giorni; è comunque un piccolissimo intoppo che non influirà sull’attività in quanto è stato concordato che i giorni persi andranno recuperati.
Per non perdere tempo io e l’ infermiera abbiamo stilato una lista di medicamenti di prima necerssità, compilato i vari registri delle visite, dei farmaci, del materiale di consumo e abbiamo iniziato a fare l’ inventario di tutto quello che appartiene all’ ADM.
Poi c’ è sempre qualche bimbo da visitare e dulcis in fundo, debbo dedicarmi alla macchina digitale infernale che in questo momento sto tenendo sulle ginocchia come se fosse una bella ….
Fra mail, skype e soprattutto blog, le dedico la mia attenzione per almeno 2-3 ore al giorno, ricordando con tenerezza quando, prima di partire, ero preoccupato di come avrei fatto per far passare il tempo.
E il tempo è effettivamente passato, perchè sono qui oramai da 4 settimane e anche se mi sono ambientato molto bene, comincio a sentire un pò di nostalgia di Cristina, Silvia, cagnonnikà, di gite con gli amici …
Dal punto di vista alimentare invece, non avendo particolari esigenze, non soffro nostalgie; a dire la verità  c’ è qualcosa di cui più che desiderio sento quasi necessità: di limone (qui  a scuola non ho mai visto nè limoni nè lime), pensandoci bene anche di radicchio del mio orto … e anche di patate appena raccolte ….. anche di un sugo con i miei pomodorini freschi  e basilico ….. anche di mangiare sul ballatoio nel silenzio del mio tabià …. anche …. ma basta con questi deboli desideri materiali.
Dicevo che sono passate 4 settimane, tempo sufficiente per la crescita della poca  barba e dei rarefatti capelli.
Di questo se ne sono accorte anche le insegnanti meno timide che mi hanno fatto capire che per “sembrare” più giovane  (o meno vecchio, fate voi ) avrei avuto bisogno di fare un salto dal barbiere.
Ho seguito il consiglio e ho fatto come Silvio, un amico che dovunque vada all’estero ha il gusto e il piacere di affidarsi alle mani di un barbiere locale; mah, chissà se avrebbe stomaco di farlo anche qui.
Scelto il negozio all’ apparenza meno lurido, sono entrato convinto che , come accade con tutti i barbieri italiani, ci sarebbe stata fra noi una fitta chiaccherata fra inglese, nepalese, gesti e mimica.
Ma quando mai …. questo barbiere era di pelle e di umore quanto di più scuro si possa immaginare, un serioso assoluto, mai un sorriso nè tantomeno un accenno di parola, nemmeno quando si è trattato di pagare l’ esosa cifra di 80 Rupie (poco più di mezzo euro).
Mi ha accorciato barba e capelli, rifilato i bordi; ho apprezzato quando al rasoio a mano libera ha cambiato la lametta prima di utilizzarlo,  anche se non ho visto se ne avesse messa una nuova.
Chissà perchè in quei momenti mi venivano in mente scene da film dell’orrore; forse perchè per quei lunghi minuti di rasoio lungo il collo si mette la propria vita in totale balia delle decisoni di uno straniero sconosciuto( .. e se fosse mezzo talebano ?) e in certi film ….
C’ era anche un altro pensiero su cui la mente si soffermava mentre me ne stavo seduto e silenzioso su quella lurida, scomoda sedia: le storie, un pò realtà e un pò leggenda metropolitana, di clienti  che in certi negozi di barbieri poco puliti si sono presi di tutto: AIDS, epatiti, lue, lebbra, malattie veneree, cutanee, pidocchi, serpenti e scorpioni e chi più ne ha…..
Alla fine il mio bel tenebroso si è prodigato in un lungo massaggio del cuoio capelluto, con carezze, stiramenti, colpi dati col pugno e altri dati con le dita incrociate; insomma proprio un massaggio intenso e lungo.
Anche qui un dubbio serpeggiava: questi massaggi li stava facendo da una giornata e non credo proprio che fra un cliente e l’ altro si sia mai lavato le mani o almeno non dopo il cliente che mi aveva preceduto.
Ma oramai ero in ballo e in balia dell’ oscuro barbiere, mica potevo scapparmene o dirglidi lavarsi prima di toccare un delicato occidentale; fino ad adesso comunque non ho sintomi nè di malattie generali, nè locali, vedremo entro 6 mesi.
Liberato dall’eccesso di peli, sono salito per una serie di scale ripide fino alla piazza vecchia di Kirtipur là dove delle bellissime case antiche dalle finestre tutte intarsiate, si affacciano su una piscina di acqua stagnante verde smeraldo.
Avendo ancora un pò di tempo a disposizione ho fatto il giro del tempio di Bag Bairhav, insieme ad un locale che ha voluto accompagnarmi parlandomi in uno stentato italiano, imparato grazie ad sua amico di Brescia; qui quasi tutti i nepalesi sono amici di qualche italiano.
Su uno dei tetti superiori del tempio sono appese le spade utilizzate  dai soldati di Prithvi Narayan , per tagliare i nasi degli abitanti …..  ma la storia ve la racconto domani !
Dopo aver ammirato dalla terrazza del tempio il panorama di una KTM tutta illuminata per la notte, sono rientrato lentamente a piedi fino al mio ostello, assaporando la stupenda temperatura di una serata tersa e priva di umidità.
Dopo aver cenato, come da consuetudine mi sono messo a scrivere questo articolo, ma ora sono le 22.30 quindi termino qui, punto.    Paolo

CELLA E STRUMENTO DI TORTURA

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2 commenti

  1. ortolan sandro · · Rispondi

    finalmente ti si vede!!!!!!!!!!!!!!

  2. GRAZIE SANDRO A TE E A TUTTI QUELLI CHE CI STANNO IN VARIO MODO, ANCHE SOLO DIFFONDENDO IL BLOG, DANDOCI UNA MANO. A PRESTO RIVEDERCI.

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