1 SETTEMBRE 2012: ALLA RICERCA DELLA SANGUISUGA

TEMPIO  DI  SHIVA  A  DULIKHEL

E così, passo passo sono arrivato al penultimo sabato di festa e siccome sono come avete capito testardino, ho deciso di fare il giro che avrei voluto compiere sabato scorso con quell’ amico nepalese di cui vi raccontavo qualche giorno fa.
Da solo mi sono arrangiato a stiparmi in uno degli ultimi bus che, da Ratna Park in KTM, raggiungono Dulikhel.
Fermata dopo fermata la pressione dei passeggeri che salivano aumentava fino a  che per un gioco di togli metti e spingi mi sono trovato attaccato al parabrezza, contro il quale mi tenevo puntellato con una mano.
Mi sentivo anche fortunato perchè ero compressato da una parte sola e almeno vedevo qualcosa della strada, ma vi assicuro che un’ esperienza del genere in prima fila la si può provare solo su qualche acrobatico ottovolante.
Il conducente, un giovane ragazzo con tatuaggi, bandana e musica nepalrock per tutti a tutto volume, era uno a cui piaceva correre, per cui il viaggio è consistito in una continua, veloce gimkana fra gli altri mezzi di locomozione che doveva superare o evitare.
Sembrava di essere alle giostre, ma per fortuna non all’ autoscontro.
Finchè c’ era luce la folle corsa si poteva anche capire, ma vedere l’ emulo di Sterling Moss continuare a guidare così anche di notte mi ha quasi fatto diventare credente, in modo di avere un qualche dio a cui votarmi.
Dopo circa 2 ore di giostra, sono arrivato col buio ad una  Dulikhel altrettanto buia visto che era arrivato il suo turno di stare per qualche ora senza corrente elettrica.
Già poco prima di arrivare avevo capito che cercare un albergo in quelle condizioni, di sera e senza luci, sarebbe stato un pò complicato, quindi ho coinvolto tutti i passeggeri in una gara di proposte.
Idea efficace e scelta del vincitore azzeccata, perchè il fortunato passeggero che ha vinto la mia fiducia, si è premurato non solo di prenotare l’ albergo, ma anche di farmi dare dal figlio un passaggio in moto fino allo  sperduto Economic Lantang View Luxury Resort.
In questo multisonante, ma squallidino alberghetto per circa 11 euro ho avuto: grande stanza a 2 letti (ne ho usato uno solo, da solo  !), lenzuola pulite, doccia calda, cena cinese (finalmente non l’ innominabile), prima colazione e indicazioni turistiche.
Nel prezzo era anche incluso al mattino un superbo panorama sulla catena dell’ Himalaya se non fosse stato che ho imbroccato un sabato particolarmente nuvoloso; d’ altronde cosa ci si può aspettare in Agosto ?
Sveglia alle 6, colazione 6.30, partenza ore 7,15 per il lungo, solitario percorso previsto.
Dopo aver visitato in fondo alla valle, fra vasche, muschi e rivoli d’ acqua, un tempio dedicato a Ganesh, una salita di 200 metri mi ha portato sulla cima di un colle dal quale si gode un panorama eccezionale.
Si gode se è limpido ! Cosa ho visto io ? Nuvole, nebbie e foschie, ma ero ancora contento perchè almeno non pioveva.
Dopo una lungripida discesa su pietre appoggiate sul viscido fango ( ma cosa ci mettono sopra l’ olio ?), si è avverato il detto ” tanto va la gatta al lardo…”
Nel percorrere scorciatoie inerbate (mai che mi accontenti dei larghi sentieri frequentati !) mi son beccato la SANGUISUGA !
Mica me ne sono accorto subito; solo alla sera ho notato su un piede una piccola zona emorragica rotonda che solo al toccarla sanguinava ancora.
Così è la ferita che ti lasciano quelle assatanate assetate di sangue; nella migliore delle ipotesi, mentre stanno attaccate, si sente solo un leggero prurito.
Intanto loro fanno il loro comodo pasto, dopo di che,  a pancia piena, spontaneamente si staccano e scendono dal pranzo a digerire il maltolto.
Un lato positivo ? per lo meno la sanguisuga è un animale che con il morso non trasmette malattie.
Cammina e cammina mi trovo a passare, a momenti immerso nella nebbia, lunghi tratti di sentiero isolato nella vegetazione.
Per rendere la situazione ancora più frizzante mi è capitato proprio allora di leggere sulla guida che per il passato, in queste zone si è verificata qualche aggressione a danno di sprovveduti turisti solitari.
Vediamo di trovare anche qui il lato positivo?  la guida per fortuna non specificava  che erano pelati, con la barba e occhiali e di nome Paolo, quindi ero meno preoccupato.
Mi sforzavo di non pensarci, ma vi assicuro che mi sono rilassato di più dopo circa 1 ora quando ho raggiunto una carrozzabile,anche se pochissimo frequentata.
Lungo tutto il percorso non sono comunque mancati i miei soliti incontri con persone interessanti; fra questi un giovane nepalese che si sta dedicando (quassù !) all’agricoltura biologica  e che nella sua fattoria ha una camera a disposizione per eventuali ospiti; qui sì che si sarebbe fuori dal mondo quindi la sua proposta di ospitalità tuttora mi incuriosisce, chissa mai …
In poco più di 3 ore son arrivato sull’ alto, panoramico colle di NamoBudda, occupato da una serie impressionate di colorati edifici buddisti, fra i quali qualcuno veramente imponente.
Nel grandissimo monastero accettano anche quegli ospiti stranieri che desiderino fare meditazione o percorsi spirituali più profondi, fino a diventare perfino sacerdoti.
A questo proposito, mi hanno fatto una impressione particolare i 3 occidentali, completamente pelati, con gli occhiali , ma senza barba e sicuramente senza il mio nome, che giravano con lo sguardo perso nell’ estasi di visioni a noi mortali precluse mentre tutto attorno un’ areola di luce illuminava i colori rosso mattone e giallo delle loro tuniche.  Mah !
Dopo una lunga discesa e un percorso fra le infinite risaie, verso le quali ho sentito per la prima volta indifferenza, sono arrivato a Panauti, un piccolo paese posto alla confluenza di 2 fiumiciattoli.
In circa 7 ore e mezza ho percorso così più di 20 chilometri e sulle gambe cominciavo a sentirli quasi uno per uno.
Il villaggio è molto caratteristico e bello, ha le strade tutte lastricate di mattoni e una serie incredibile di antichi monumenti non molto grandi, a parte un grande tempio a 4 tetti posto all’ interno di una piacevole corte e attorniato da altri interessanti edifici.
Il tempio, uno dei più  antichi di tutta la valle di KTM, nonostante sia del 1200 è ancora ben conservato e per le caratteristiche architettoniche e le sculture è entrato  da qualche anno a far parte dei patrimoni dell’ umanità dell’ UNESCO  (400 rupie solo per vederlo per fuori !).
Un agognato posto a sedere sull’ autobus, mi ha permesso di arrivare a KTM in condizioni di ancora sostenibile stanchezza.
Ho così effettuato una lunghissima escursione, con panorami estesi anche se penalizzati quel giorno dalle nuvole e sono passato per luoghi ingiustamente trascurati dal turismo ” veloce”.
D’ altra parte, pensandoci bene, anch’ io se avessi solo pochi giorni da dedicare al Nepal, difficilmente li userei per passeggiare in collina, quando so che lassù mi stanno chiamando picchi e ghiacciai.
Ecco come la mia  lunga permanenza in Nepal, grazie all’ ADM, mi ha permesso di visitare  e soprattutto assaporare lentamente molti luoghi particolari del Nepal, che probabilmente non avrei mai visto.
Come al solito, stanco, semidistrutto, seminudo e semiserio (l’ intero s…o  tenetelo fra i vostri reconditi pensieri !) trascinandomi sulle stanche membra mi sono orientato verso il letto dove il sonno mi ha raggiunto nel giro di pochi minuti.
Questo è quello che mi accingo a fare anche adesso, per cui buona notte  a tutti !  Paolo

PREPARAZIONE DEI COLORI PER LE DIVINITA’ INDU’

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2 commenti

  1. alessandra sponga · · Rispondi

    Adorato dott Grosso che gioia e piacere leggere delle sue avventure nepalesi! Siamo orgogliose di lei e, anche se e’ scappato dal Ps pediatrico, ci manca sempre tanto e nel nostro cuore lei e’ sempre presente! Alessandra e Orietta ( e chi altri senno’?)

  2. CARISSIME , ADORATE INFERMIERE, MA COME CI SIETE ARRIVATE ANCHE VOI AL BLOG , CHE LO STAVO TENEDO SEGRETO ? QUANDO AVETE VOGLIA CHE VI STORDISCA DI PERSONA CON IL TORRENTE LOGORROICO DEI MIEI RACCONTI, FATEMI UN FISCHIO …. E NON FATE FINTA DI NON AVER CAPITO. UN BACIO E UNO STRUCCOTTO A TUTTE ! PAOLO

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