2 SETTEMBRE 2012: VIVA, VIVA SAN TOMASO

HERR PROFESSOR CON L’ EQUIPE MEDICA

Mi è venuto un dubbio, relativamente poco importante rispetto a quelli esistenziali che talvolta mi assalgono, ma sempre dubbio è.
Non è che, raccontandovi tante storie, per così dire, esterne, vi siete fatti l’ idea che io passi la maggior parte della giornata in giro per le campagne a cercare argomenti da inserire negli articoli che state leggendo ?
Solamente assicurarvi che non corrisponde a verità, probabilmente potrebbe non essere convincente abbastanza.
Potreste sempre pensare “va là che ce la  conti e che invece te la stai spassando alla grande, altro che pensieri per l’ADM ”
A parte il fatto che per venire qui a controllare ci sono solo 24 ore di viaggio, mi sento in dovere, pur restando nella reciproca parziale fiducia, di raccontarvi alcune patologie che ho visto durante questi circa 20 giorni di visite.
Come al solito quando si crea un servizio, anche se di quello prima nessuno sentiva l’ esigenza, si è contemporaneamente già creato il bisogno e le persone vi accedono come api sul miele.
Ed è quello che è capitato con l’ ADM !
Ogni mattina durante la permanenza mia o della dottoressa in ambulatorio, oltre a quelli chiamati per le visite programmate, arrivano  studenti la maggior parte delle volte con disturbi lievi, quali cefalee, poca febbre, qualche eruzione cutanea … disturbi per i quali una volta nemmeno ci pensavano a farsi vedere da un dottore e tanto meno a uscire dalla classe durante l’ ora di lezione.
Il bello è che per venire a raccontare questi disagi più che disturbi, si presentano di solito in 2 perchè un minimo di conforto di fronte alla scienza medica ci vuole sempre !
Potrebbe anche essere che i dottori decidano lì per lì di effettuare un intervento chirurgico urgente e allora  sapere di avere un amico che ti tiene la mano potrebbe essere più rassicurante.
Poi arriva anche il caso un pò più importante e se c’ è la dottoressa è molto più semplice.
Lei visita e, se mi chiama,  entro io con aria professorale del grande consulente occidentale che con una occhiata da lontano tutto capisce e nulla falla.
Do indicazioni terapeutiche, ma visto che qui non mi pagano, mi allargo a consigli igienici, dietetici, comportamentali trascurando solo quelli politici (quando lavoravo a Belluno certe volte non risparmiavo nemmeno quelli, tanto ce l’avevo su con il punto B.)
Tronfio, col petto gonfio per la soddisfazione di aver salvato un’ altra vittima del 3° mondo, me ne ritorno alla grande scrivania in mogano (veramente essendo cinese e anche di scarsa qualità del mogano ha solo la tintura) in speranzosa attesa di manifestare ancora tutto il mio sapere, di infonderlo e diffonderlo.
Arrivano anche bambini con i soliti dolori addominali e allora la diagnostica più difficle è quella di capire se: hanno vermi, han mangiato troppi fritti (come ho fatto io qualche blog fa e, per inciso, da allora non ne ho toccato più uno) oppure solamente starebbero meglio a casa.
A dir la verità viene anche qualcuno veramente malato con vomito e/o diarrea, allora quelli li teniamo temporaneamente su un letto della stanza di osservazione, dando qualcosa che li aiuti a stare meglio.
Naturalmente mal di gola, tosse, febbre e varie sono altri motivi per cui vengono farsi vedere accompagnati dal rassicurante compagno o dalla preoccupata maestra; quando invece si tratta di ferite o qualcosa di più importante sono trasportati in braccio dal nostro portiere, fisico da wrestling.
Per adesso abbiamo avuto una media di 4-5 accessi al giorno, ma considerando 700 alunni e soprattutto che si sta spargendo la voce della presenza di uno stregone bianco che con una pastiglia colorata o l’ imposizione delle mani fa stare presto meglio, il numero, vedrete crescerà rapidamente.
Quello che invece ho notato essere un’ altra patologia ricorrente, oltre a quelle già segnalate riguardanti miopia e carie dentaria, è quella cutanea, molto spesso trascurata ma non sempre trascurabile.
Non mi riferisco tanto alle solite ferite più o meno grandi che sono la norma in un gruppo di bambini attivi, tanto che si potrebbe pronunciare questo assioma ” se non ci sono ferite che necessitano di punti vuol dire che non ci sono bambini in giro oppure che sono motoriamente impediti ”
Rispetto alle ferite più profonde, sono molto più subdole e a volte gravi le lesioni da grattamento o le piccole ferite da taglio che per la loro inziale banalità vengono generalmente, trascurate; queste  poi o fanno prurito o fanno la crosta ( qui alzi la mano chi non ha mai trovato  piacere a togliersi una crosticina ), le si tocca con le mani qui un tantino più luride che dalle nostre parti, ed ecco allora formarsi l’ infezione  il favo, il patereccio, l’ ascesso, il flittene, la  cellulite, la fascite, e via via aggravando.
Bei termini se letti come cantilena da un profano, ma che suonano allarmanti per chi del mestiere sa che, se trascurati, possono anche portare a gravi conseguenze.
Uno dei motivi che ha convinto Fausto de Stefani, a cui va tutto il merito per aver pensato di aggiungere alla scuola questa struttura sanitaria, è stata l’ episodio che ha coinvolto una ragazzina di 12 anni di questa scuola.
Si era tagliata in modo banale ad un piede e a causa dell’ ambiente poco igienico dove viveva  la lesione si è infettata; il medico aveva prescritto una semplice pomata antibiotica, ma la piccola viveva in una famiglia povera che ha cercato di risparmiare le POCHE RUPIE necessarie per  l’acquisto del farmaco.
L’ infezione trascurata è diventata in breve setticemia  e a quel punto non c’ è stato più il tempo nè la possibilità di salvare la povera bambina dalla morte.
A Fausto, e a ognuno di noi, sembra impossibile, che al giorno d’ oggi, anche se si tratta di un paese povero com’ è il Nepal, si possa morire per poche rupie, poco più del costo di un nostro caffè !
Ritornando ai problemi cutanei e tralasciando quelli banali come reazioni cutanee da contatto, forme ittiosiche, brufoli da beata gioventù ecc., abbiamo anche visto qualche iniziale ascesso e qualche lesione infetta trascurata da oltre 7 gg che iniziava a portare febbre.
Dal momento che vediamo gli studenti, ma anche i numerosi adulti che gravitano intorno alla scuola, il caso più strambo è stato quello di una donna di circa 40 anni che lavora qui come operaia di fatica.
Lei scava e porta in giro la terra, rompe e trasporta mattoni, porta cemento, lavora sullo scavo per le acque reflue ed altre amenità del genere, l’ importante che siano tutte faticose e umili.
Da 4 mesi aveva una lesione sulla gamba che non riusciva a guarire perchè obbligata spesso a stare  in ambienti umidi, fangosi e sempre in ogni caso poco puliti.
Ha ricevuto dalle vicine il consiglio di mettere sulla ferita un prodotto per la pulizia del WC !!!
Non sono riuscito a capire quanto questo temibile “farmaco” abbia avuto effetto sulla chiusura della lesione, fatto sta che è venuta da noi perchè dopo l’ applicazione la cute era diventata localmente dura e tutta nera.
Non essendoci segni di lesione in atto  nè di infiammazione, non ho potuto fare altro che darle una pomata emolliente e soprattutto raccomandarmi che non consigliasse  a sua volta alle amiche questa pericolosa terapia d’ urto; tutto sommato a questa donna, non avendo velleità estetiche e viste le premesse è andata anche bene !
Altre cose interessanti hanno riguardato ancora altri adulti presenti nella scuola, ma adesso, siccome sono un pò stanco di scrivere, mi è tornata voglia di segreto professionale.
Per quanto riguarda la scuola posso solo farvi immaginare cosa succede quando suona la campanella della libertà: i 700 alunni sono come impazziti dalla voglia di giocare a calcio, di correre e rincorrersi a perdifiato, di spingersi e strattonarsi, insomma di vedere se riescono anche a farsi un pò di male.
In poche parole scuola vista come un naturale serbatoio di eventi traumatici; fino ad ora 3 ferite da punti e una frattura al braccio, tutte trattate nel vicino ospedale di Kirtipur con il quale il nostro ADM ha una convenzione facilitata, sono un tributo sanitario quanto mai accettabile.
Quindi, come avete sentito, oltre a tenere sotto controllo uomini e mezzi, scrivere blog e perchè no rilassarmi passeggiando, trovo il tempo anche per dimostrare che sono un pediatra vecchio  di mestiere (…o un vecchio pediatra  di mestiere? boh ! fate voi)
Sperando di essere stato convincente, invito i San Tomasi a venire a vedere di persona …. e anche a dare una mano !
Ancora qualche articolo e poi passerò la penna ( o il tasto ?) a Sandro, che non ha mai avuto il coraggio di dirmelo, ma aspetta il suo turno con trepida impazienza.  Paolo

I LAVORI PESANTI DELLE DONNE

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