3 SETTEMBRE 2012: UN UOMO DA STRADA

DULIKHEL: LA STRADA VERSO IL TIBET

I giovani e valenti architetti  che ho conosciuto quando ho risistemato il tabiè in Comelico (per questo saranno famosi), mi hanno colpito un giorno con la frase “Dio è nei particolari” perchè un pò mi ci ritrovo, nei particolari ovviamente, non nel Dio….anche se ….
Sono un pignolino e sto attento anche alle minuzie; nel corso di questa doverosa autocritica mi sono accorto che ho applicato questa caratteristica del mio carattere anche ai racconti che vi ho finora fatto.
Sono stato attento a descrivere tutta una serie di piccoli avvenimenti, forse trascurando il fatto generale che li comprendeva; chissà se diventerò mai capace di vedere, pensare ed agire anche in grande …. oltre che in Grosso
Non potendo cambiare il mio habitus vi regalo ancora un insieme di spot, cioè di osservazioni di particolari, che spero vi siano graditi.

MUCCHE ALLA NEPALESE.
Le mucche qui non si toccano perchè sacre e questo lo sanno anche i bambini; quello che è straordinario è invece dove riescono a vivere.
Le si trova lungo le strade di KTM a frugare fra le immondizie, continuando a sperare di trovare prima o poi della tenera erbetta verde e profumata di fiori; le si trova in centro a KTM dove i poveri non lasciano loro nemmemo le immondizie, forse, come i cani e gli uccelli, si sono adattate a mangiare il riso delle offerte che trovano nei piccoli templi diffusi nella città; le si trova esattamente al centro di incroci spaventosi per il traffico che solo a guardarli mettono paura (L’ ultima volta al centro di uno di questi luoghi caotici, fra fumo, smog e polvere, stava disteso un vitello che se la ruminava bellamente chissà cosa); le si trova in mezzo alle strade meno trafficate, obbligando gli autisti a scartamenti improvvisi o frenate di emergenza; le più fortunate le si ritrova ai bordi della superstrada KTM Bakthapur, mentre brucano un qualcosa verdegrigio sporco che di erba ha solo la forma.
Potrebbe essere interessante in uno studio multicentrico, analizzare cosa contengono le loro carni oppure quanto riescono a vivere in ambienti così estremi, altro che 8000 senza ossigeno.
VISIONI NOTTURNE.
Chissà se è dovuto al fatto che diverse ore della sera e della notte, sia per risparmiare che per assenza di energia elettrica, sono obbligati a stare a lume di candela, oppure al fatto che la stragrande maggioranza ha sempre vissuto a bassa intensità luminosa, fatto sta che i Nepalesi vedono di notte come i gatti.
Continuo a chiedermi come fanno a guidare di notte accorgendosi di ostacoli  a me invisibili o come riescono a lavorare nei proprio negozi o nelle officine al fioco chiarore di una candela o di una lampadina da 2 Watt e a dare indietro il giusto resto.
La loro capacità visiva con il buio  resta per me un miracoloso mistero.
STRADE E  DINTORNI.
Argomento che mi viene spesso da descrivere perchè gran parte della vita di queste persone si svolge in strada e poi perchè anch’ io faccio la gran parte delle osservazioni e delle elaborazioni mentre mi trovo a camminare lungo strade e sentieri.
Detto che la salute economica di una nazione si basa molto sulla facilità dei trasporti e diffusione dei collegamenti, in Nepal l’ argomento strade va completamente ridimensionato  e valutato secondo altri parametri.
Ad esempio la strada che va da KTM a Pokhara si chiama Highway (= autostrada), ma corrisponde grosso modo ad una nostra strada comunale periferica,ma con in più buche profonde e franamenti vari e ripetuti.
Si deve considerare il fatto che in Nepal le loro vere strade, quelle che a ragnatela collegano tutti i villaggi, a volte sperduti e lontanissimi, altro non sono che i sentieri da percorrere con animali o a piedi.
A seconda delle dimensioni poi si possono dividere in categorie: dove passano 2 muli contemporaneamente è la  strada nazionale, dove passa un solo mulo alla volta regionale, dove 2 portatori possono procedere appaiati provinciale  e infine dove uno deve dare il passo comunale.
Proprio l’ intrico di sentieri che vanno ovunque fra le colline  e addirittura valicano alti passi di comunicazione ha fatto sì che il  Nepal sia diventato la culla del trekking.
Adesso è in atto una forte spinta dei cinesi e  dei maoisti (loro succedanei locali) per costruire strade di collegamento fra Tibet e Nepal, questo in vista di una penetrazione economica cinese che già senza strade si fa molto sentire ad ogni livello qui anche più che altrove nel mondo.
Una volta saliti al potere, i maoisti (che pensate un pò sono seguaci di un leader in Cina oramai dimenticato) hanno perseguito l’ idea cinese di costruire strade ovunque, a qualsiasi costo e prezzo.
Così vi faccio degli esempi vissuti di persona: le valli Marsyangdi e Kaligandaki, una volta luoghi di passaggio del trek più frequentato al mondo (circa 30.000 trekkers annui) e secondo per fama solo a quello dell’ Everest, oramai sono percorse da strade costruite tutte a mano anche su verticali, vertiginose pareti di roccia.
Altro esempio le colline che  delimitano la valle dell’ Helambu sono state sventrate da un numero incredibile di strade che arrivano fino ai crinali.
Solo che a rusparle si fa presto, ma poi a mantenerle è una impresa titanica; dopo ogni stagione delle piogge le strade diventano tutta una voragine e quindi sono del tutto inutilizzabili, con vantaggio per chi ?
Forse  per i maoisti che hanno così fatto vedere che mantenevano la promessa di dare un collegamento a tutti quei paesetti anche sperduti che li avevano a suo tempo sostenuti nella guerra civile contro la monarchia.
I maoisti ora sono arrivati al governo senza dimenticare la loro smania di fare e allargare strade; anche a KTM stanno demolendo le abitazioni che si trovano sul percorso di ogni strada programmata  anche 25 anni fa, ma finora mai attuata.
A differenza dei governi precedenti che si potevano su questo argomento corrompere, i maoisti non stanno guardando in faccia a nessuno e hanno dato obbligo ai privati di assumersi le spese delle demolizioni di quelle case che si trovavano, abusivamente in verità, sul percorso previsto.
Così oggi fra Kirtipur e KTM si percorrono tratti di strada con ai lati le case sventrate come se fosse passata la guerra; la visione dei muri delle stanze con le tappezzerie, di lavandini ancora attaccati, di porte aperte sul vuoto e qualche armadio rotto e impolverato danno un senso di tristezza e di commiserazione per quelle persone che, pur violando la legge, si trovano ora la casa dimezzata oppure abbattuta.
AMBULATORIO ALLA NEPALESE (quasi fosse un piatto tipico).
Adesso ancora qualche appunto su come viene gestita la parte tecnica dell’ambulatorio.
C’ è bisogno di aggiungere un altro collegamento elettrico e non sono stati  previsti in fase di costruzione cavi dove passano i fili ?  nessun problema, lo facciamo correre lungo i muri, sperando che non si sbreccino all’ inserimento dei chiodi; il ricevitore modem viene installato sul tetto, come si fa per far passare il cavo fin dentro la segreteria ? basta lasciarlo penzolare all’ esterno, poi infilarlo in un montante della finestra ed infine lasciarlo libero di girare per la stanza fino a che il povero cavo non riesce a trovare il suo sospirato modem; si deve appendere un calendario del peso di qualche centigrammo? e che sarà mai.. col trapano si fa un buco, si mette un chiodo ad espansione da 7 e  si lascia sporgere di un centimetro la vite reggi calendario; medesima  procedura per appendere l’ asciugamano nella stanza delle visite; ci sono le targhe segnaletiche da mettere fuori della stanza ? prima si  fanno i buchi con il solito trapano, poi si fissa il cartello con i soliti Fischer da 7  e solo dopo mi si chiede se il cartello, che sporge dalla porta un buon 10 cm., mi va bene (incazzatura..); una delle prime cose che sono state comperate è l’ autoclave, strumento di un certo costo usato per sterilizzare strumenti in metallo (raramente usati), ma mancano abbassalingua e guanti da visita che, dopo 2 settimane, arriveranno sempre domani; mi offrono un paio di ciabatte, rispettosamente molto più lussuose delle altre a disposizione dell’ambulatorio, ma non mi chiedono il numero, mi arriva un 38 scarso che mi obbliga a girare per le stanze camminando come una gheisa; dell’ unica chiave che apre il lucchetto con il quale chiudo di notte una inferriata da leoni ve ne ho già parlato, per timore di perderla giro sempre con la chiave al collo …. come le conigliette di Play Boy, per chi se ne intende….
queste e altre le  tante piccole amenità che rendono meno monotona e semplice la vita nell’ Ambulatorio De Marchi.
Avrei ancora qualche cosa da raccontarvi , ma mi è venuto in mente che non ho ancora proclamato il vincitore della foto misteriosa.
Allora fra le centinaia, forse decine… forse meno di una decina, beh insomma le 4  risposte ricevute ho scartato quelle oscene, quelle strampalate, quelle inventate e  devo comunicarvi che una sola persona si è avvicinata al vero, ma senza capirne il significato:
la foto ritrae una studentessa di spalle mentre legge un libro e tiene sulla testa una bottiglia di acqua per mantenere una corretta posizione eretta, un pò come facevano un tempo le indossatrici.
Cristina è quella che si è avvicinata di più quindi vince metà del set di bandierine; verrà in Nepal in Ottobre, invitata a spesa dell’ organizzazione, per ritirare il premio direttamente dalle mie mani.
Il premio di consolazione per tutti gli altri, proverò  a pensarlo questa notte perchè sembra che  porti consiglio. Allora vado a letto per farmi ben consigliare.  Buona notte a tutti, vincitori e vinti.  Paolo

INCONTRI LUNGO I SENTIERI MINORI

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: