10 SETTEMBRE 2012: ….. E LA STORIA CONTINUA

GLI ASSORDANTI IN UN MOMENTO TRANQUILLO

Con questo mio ultimo articolo , voglio infine ringraziare tutti quei bambini e ragazzi della scuola che , pur avendomi tormentato a volte con le loro schiamazzanti esuberanze, mi hanno fatto trascorrere un periodo assolutamente indimenticabile;la loro simpatia mi fa prtire con il magone.
Tanti di loro mi hanno detto il proprio nome, ma mi ricordo solo quelli dei ragazzi con cui mi sono ritrovato più spesso o quelli che mi sono trascritto.
Anche per qualcuno di loro un brevissimo ritratto, specialmente caratteriale; sono per lo più ragazzine, perchè , a differenza dei maschi, sono quelle che hanno instaurato più facilmente un colloquio:

SONURAI
vive nel collegio, ha solo 9 anni, quindi è sempre in cerca di attenzioni e di manifestazioni di affetto. E’ straordinariamente intelligente , sveltissima a capire i bisogni; parla senza paura l’inglese, che solo una vocina estremamente acuta e la mia sordità incipiente impediscono di comprendere.
Questa bambina molto bella con un viso ovale e lunghi capelli neri, alla sera va a prendersi le coccole da Raje, che fa un pò da mamma a tutti i bambini che restano in collegio.
SOBITA
anche lei carina, mi ha mostrato con orgoglio i nuovi occhiali, conseguenza delle visite che abbiamo fatto. Anche lei è una piccolina che cerca affetto, ma ha già una bella propensione per l’ipocondria, perchè non c’è volta che mi incontri senza parlarmi di qualche piccolo disturbo; forse anche questo le serve per richiamare attenzioni. Molto intelligente ed attiva, molte volte anticipa i desideri, ad esempio a cena mi porta l’ acqua prima che la chieda.
BIPANA:
la amica di Sobita con la quale sta sempre assieme; è magra alta, molto timida per cui resta un carattere sconosciuto per me in penombra
RITTU:
tratti leggermente tibetani magra, molto carina; viene da Kjangin Gompa, l’ultimo paese della bella valle del Langtang. Quando l’ ho saputo mi è diventata ancora più simpatica perchè nel suo piccolo, sperduto villaggio ci  sono stato 2 volte , con Valeria e con  Silvia, mia figlia.
Già il nome del suo villaggio mi faceva sognare, quindi sono stato spesso a parlare con lei dei suoi posti e dei suoi ricordi.
Il padre ha 2 lodges, uno in Langtang e uno in Kjangin Gompa e si vede che deve avere una buona disponibilità economica, perchè Rittu è curatissima e con bei vestiti.
A causa dei 3 giorni necessari per raggiugere casa, vi ritorna solo 2 volte all’anno.
Per fortuna che insieme a lei ci sono
PEMA e POONAM:
2 ragazze tibetane che vengono dalla stessa valle del Langtang, un pò più timide , ma che insieme a Rittu, si fanno una buona compagnia.
Un pomeriggio a tutte e tre ho fatto vedere le foto scattate  2 anni fa nella valle del Langtang, durante il trekking che ho fatto con Silvia. Era bellissimo sentirle dire emozionate tutti i nomi delle località e riconoscere anche qualche persona che avevo fotografato, fra cui una loro zia ed un loro cuginetto.
Una volta finiti gli studi chissà se manterranno la gestione dei lodges lassù e chissà mai , potrei anche reincontrale lì fra un pò di anni.
KHUSBUKAFLE:
una della squadra di pallacanestro, sport nel quale non è molto dotata; viene da un piccolo villaggio del confine orientale con l’ India.
Anche la bellezza non è per così dire eccessiva, assomiglia un pò al suo nome, ma è molto simpatica ed è stata la prima che mi ha avvicinato. Mi aiuta sempre a dire le cose in nepalese in modo corretto.
Oggi, mentre rientravo distrutto da un lunghissimo percorso sulle montagne di Panauti, mi ha visto che arrancavo dolorante per raggiungere, dalla fermata di Kirtipur, la nostra scuola.
Ha fatto fermare il pulman su cui si trovava di ritorno da una trasferta di pallacanestro (i maschi hanno vinto, le femmine perso) per farmi salire.
Per inciso appena salito sono stato accolto da una ovazione come se fossi stato chissà che campione; invece i campioni erano loro, tutti gasati per la vincita ottenuta contro un’ altra scuola.
SUSHMITI
molto carina , ma molto timida; mi gira intorno fino a che non la chiamo per farmi dare qualche indicazione su nomi, professori o lingua nepalese ( su questa , credo di aver messo sotto tutti o quasi !).
Qualche giorno fa è anche riuscita a chiedermi se poteva chiamarmi Paolo, come fanno alcuni maschi più intraprendenti.
Da 2 gioni mi saluta con un Ciao Paolo, che la riempie di orgoglio nei confronti delle compagne. Oggi mi ha regalato una delle sue caramelle preferite.
BHARAT
finalmente un maschio, anzi un maschiaccio di 16  anni, che un giorno è venuto a farsi medicare perchè aveva fatto a pugni con un ubriaco del paese che lo aveva aggredito; ha un accenno di barba, sguardo deciso e sicuro di quello che sa il fatto suo; naturalmente intorno ha una piccola corte di ammiratori.
Fin da subito è entrato in contatto con me in modo diretto e quasi paritario; ho dovuto fra l’ altro dargli la mia amicizia in Face Book, proprio io che odio tutte queste menate digitaliche.
QUELLA TRACAGNOTTA CHE GIOCA A PALLACANESTRO:
un’ altra molto sicura di sè, che mi saluta senza però darmi confidenza  e mantenedo un minimo distacco; solo da qualche giorno mi saluta con più calore perchè ha saputo che fra poco vado via.
QUELLE CHE VIAGGIANO IN 3 E HANNO LE STESSE MALATTIE:
si presentano una volta alla settimana, insieme, per lamentare dolori molto localizzati, ma privi di base evidente; probabilmente se li studiano prima a tavolino.
Quando arrivano mi parlano tutte contemporaneamente, cercando di sovrastarsi nel richiamare la mia attenzione.
I BAMBINI DELL’  ASILO CHE QUANDO MI VEDONO DIVENTANO ASSORDANTI:
hanno delle voci così squillanti e acute e forti che si fa fatica a resistere a lungo; la maestra dell’asilo capisce quando le mie orecchie, poco abituate come le sue, non ce la fanno più e allora cerca di calmarli e frenare gli  assordanti “HI !”  che mi rivolgono come prima parola che imparano in inglese e che vogliono vedere se funziona davvero
I CURIOSI A CUI HO RACCONTATO CON DISEGNI LA STORIA DI VENEZIA:
ero seduto all’ombra su un muretto della scuola quando alla spicciolata mi sono ritrovato circondato da un grumo di ragazzini che non sapevo come intrattenere, finchè non mi è venuta l’ idea di raccontare la storia di Venezia aiutandomi con una serie di disegnini.
Il giorno dopo mi hanno chiesto di raccontare a fumetti la storia degli Etruschi (!?); per questo ho invitato qui  Roberto C. l’esperto in racconti difficili per Nepalesi, racconti che fa in un modern english senza nemmeno l’ ausilio di carta e penna.
GLI STUDENTI POVERI:
anche se tutti indossano la stessa divisa , i poveri, come sempre , li riconosci lo stesso: scarpe vecchie o consumate, vestiti sporchi e stropicciati.
Per loro comunque è già una gran fortuna poter accedere, a volte anche del tutto gratis, ad una scuola di buon livello come questa.
QUELLO DELLA BANDA CHE MI VUOLE FAR SUONARE LO STRUMENTO:
ogni mattino come vi ho già detto tutti si riuniscono in molte file sul piazzale, per cantare l’ inno accompagnati da una piccola banda della scuola; fra quelli che suonano armoniche a bocca e tamburi di varia dimensione, ce n’è uno che da subito si è messo in testa di farmi suonare l’inno sulla sua fisarmonica. Ancora non sono riuscito a fare 5 note giuste di seguito: se lo venisse a sapere il mio insegnante di piano ….
L’ INVADENTE CHE METTE LE MANI SUL COMPUTER:
qualche volta in cerca della connessione perfetta mi debbo trasferire sulla terrazza coperta vicino all’ ufficio di Narayan.
Questa terrazza è però anche luogo di passaggio di alcune scolaresche verso le aule, quindi quando mi vedono con il computer in braccio, non c’ è verso che non si fermino, mi attornino e mi stordiscano di richieste.
Fra i tanti, qualcuno che osa mettere le dita sullo schermo c’ è sempre e allora basta un mio richiamo un pò più severo e si calmano tutti.
La cosa che però più li affascina è quando sono in collegamento video con Skype e possono vedere (IN ITALIA !) Silvia, Cristina e Nikàcagnon come fossero al cinema.

Infine debbo ringraziare le centinaia di bambini e ragazzi che ho incontrato lungo le molte strade e i molti sentieri che ho percorso; mi hanno dato il piacere di fermare il mio cammino e il dono di  così tanti sorrisi che penso di averne fatto scorta per un bel pò di tempo.
Infine degli infine ringrazio tutti voi bloglettori che mi avete seguito fino ad ora; dopo di me non ci sarà il diluvio, anzi arriveranno gli altri sanitari ( e adesso  qui è arrivato Sandro ) che continueranno a raccontarvi storie e vi terranno al corrente di quello che stiamo facendo.
Un GROSSO abbraccio a tutti PAOLO

PS — Se dopo tanti racconti, vi è venuta voglia di venire a visitare questo affascinante Nepal, di conoscere i suoi splendidi abitanti, di camminarci con itinerari semplici o più impegnativi, se avete infine curiosità di toccare con mano quello che stiamo facendo a Kirtipur, credo di avere acquisito  esperienza sufficiente per consigliarvi il viaggio migliore.
Contattatemi all’indirizzo Mail :    paologrosso.bl@libero.it

INCONTRI E SORRISI

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Un commento

  1. Laura Lucheschi · · Rispondi

    Ho seguito il diario, mi spiace di non esserci incontrati, anch’io sono passata da KTM, ma il 5 di agosto,per proseguire verso il Tibet.
    Conosco la realtà di Kirtipur che ho visitato lo scorso novembre.
    Faccio parte del Soroptimist Club Conegliano Vittorio Veneto, conoscevo Giuliano e con il club abbiamo contribuito alla realizzazione dell’ambulatorio, anche se in modo modesto.
    Durante la mia visita a Kirtipur ho conosciuto il preside Narajan, molto gentile, ho fatto a nome del club e mio un’adozione scolastica lo scorso luglio.
    Complimenti per il lavoro!!!
    Laura

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