Vita lenta

Stamani a colazione parlavo con Sunil (insegnante di danza) e Sua moglie Raye (materie sociali) della diversa percezione del tempo tra Italiani e Nepalesi. Loro non capiscono la nostra fretta. Se faccio le scale di corsa (mi manca il Serva) guardano stupiti.

Ieri mi ero un po’ inalberato perché in un’ora e mezza tre operai non erano riusciti a montare un pensile della Farmacia, se non storto e dopo sei fori da 6 mm sul muro (tanto che alla fine abbiamo convenuto che forse era meglio usare il secondo, pur più piccolo, come base del primo: tipico pragmatismo italo nepalese). Quando è stato il momento di appendere quello dello studio, dopo il primo foro è mancata la corrente e il generatore è andato subito in tilt. Lunedì forse si potrà finire. Magari sempre lunedì si potrà capire perché manchi l’acqua in due stanze.

Prima di pensare a soluzioni drastiche  (il caro Beppe da Pisa mi suggerisce un passaggio di Monti in Nepal con soddisfazione forse di due Popoli) dovrò imparare ad ascoltare Mauro quando dice che non abbiamo aperto ambulatorio a Stoccolma. E quindi mi adeguo, cammino con lentezza, leggo molto, ascolto gli amici nepalesi e cerco di apprezzarne le qualità indubbie.

Una di queste è l’amore per la scuola dei ragazzi: sono chiaramente fieri della divisa che portano, fanno anche lunghi tratti disagevoli per raggiungere gli Isituti, sorridono sempre e hanno molto rispetto degli edifici. I muri a esempio sono puliti e nessuno li colpisce con le scarpe, i banchi non vengono istoriati come da noi.

Pensate che in Kirtipur (che tra centro e primi dintorni potrà avere 30000 ab.), ci sono 45 istituti scolastici, alcuni in posti veramente improbabili.

Ieri pomeriggio, girando per le risaie e i campi e guardando il lavoro duro soprattutto delle donne, pensavo alla aspettativa di vita alla nascita dei Nepalesi che è di ca 66 aa vs i nostri 82. Il miglioramento progressivo c’è e ci sarà: le potenzialità di un popolo così giovane son ben superiori alle nostre occidentali. Il servizio che stiamo facendo, con la Scuola e con l’Ambulatorio, forse servirà per accelerare l’andamento e speriamo per rendere equilibrato lo sviluppo.

I ritmi lenti che mi avviluppano mi portano a un ricordo, irrituale forse in un blog (ma lo è anche non inserire foto – non ho ancora capito come si fa!) di Belluno. Come diceva Paolo: concorso a premi, 1° un calendario della Rarahil MS

Di luce in luce vengo verso te,

e la luce si fa sempre più chiara.

Poso la testa sopra i tuoi ginocchi…

Sto bene… Ce la faccio, anima cara…

Guarda! Il cielo è sereno… E’ tutta luce

la neve sulle cime dello Schiara!

Da oggi per tre giorni Scuole chiuse: domani e domenica tuffo nella Capitale: cambio di ritmo, sano smog, basta riso e risaie!

Buon risveglio ai sei lettori, domani scriverò di un piacevole incontro con Italiani venuti in visita.

 

Sandro

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