Era giusto venire?

Ho fatto bene a venire?

Per me sì ma per i ragazzi nepalesi?

Verso la fine di questa esperienza mi devo chiedere che cosa ho fatto e soprattutto quale sarà il futuro dell’Ambulatorio De Marchi.

Intercalerò a queste riflessioni un po’ dei disegni fatti dai ragazzi l’altro ieri, sì che venga alleviata la pesantezza dei dubbi, e alcune foto di cose belle che si possono trovare girellando senza meta.

Mi pongo questo problema anche perché mi ritrovo quotidianamente nella posta elettronica commenti molto favorevoli al nostro operato ma anche per le sollecitazioni di Antonella, sempre presente nel fornire spunti critici di riflessione.

Anche la critica magari aspra di un comune amico con grande esperienza in ONG mi fa continuamente pensare alla sostenibilità del progetto.

La mia forse banale interpretazione è che il nostro lavoro sia un minuscolo tassello incastrato in una situazione enormemente complessa e che, preso da solo, abbia grande valore per la formazione di chi viene dall’Italia ma impatto minimo sulla popolazione locale. Si deve dunque integrare in un impegno complessivo di altre Organizzazioni (e sono tantissime, enormi e piccole) che abbiano lo stesso scopo. Qui purtroppo viene il bello: è proprio così? Organizzazioni che spendono 3/4 del bilancio per automantenersi possono avere i nostri scopi, se non i nostri ideali?

Ho forti dubbi, per non dire certezze.

Questo però non deve esimerci dal continuare: i rapporti sempre più stretti che abbiamo con questo Popolo e che spero di aver fatto intuire nei miei modesti blog lo richiedono. E’ una questione doppiamente etica ancor più che legata a rapporti ormai amicali: rispetto per Chi ha meno e rispetto per la memoria.

Venedo alla pratica: in una prima fase (1 anno?) si dovrà solo assestare il presente modello. Sembra facile ma la nostra disponibilità a venire in Nepal è ovviamente limitata. Credo che un periodo di pur blanda supervisione sia necessario.

Chi avesse interesse e previsione di un anche breve soggiorno in Nepal (ho visto che i nostri blog son seguiti costantemente da più di 100 persone) ci contatti e il Suo potrebbe essere un impegno fondamentale.

Per il futuro idee ce ne son tante ma, pur nella necessità di eleborarle, al momento rimaniamo con i piedi per terra.

Certo, convengo con Paolo che utilissimo sarebbe poter aprire un ambulatorio odontoiatrico: qui la situazione è pessima, ma ripeto che è presto, prima ci dobbiamo ben assestare.

I ragazzi sono una garanzia ma parlo di questi che, pur nella sostanziale povertà, sono dei privilegiati. Il Paese è purtroppo economicamente e socialmente distante dagli standard cui noi pensiamo.

Si ha la impressione che la Igiene dell’ambiente sia fatta non per consapevolezza ma perché così abbiamo chiesto dall’Italia: meglio di niente ma la strada è lunga.

Devo dire che con grande soddisfazione ho visto Personale dirigente e docente della Rarahil di grande capacità e sensibilità.

Me ne sono progressivamente accorto sia vedendo come lavorano con i ragazzi, sia nelle nostre cene in mensa chiacchierando con alcuni Docenti;  il Preside  Narayan, che io quotidianamente tartasso con le richieste per Lui più strane, è dirigente capace, impegnato, sensibile ai problemi anche nostri e ascoltato.

Per oggi chiudo prima che la scomparsa dell’energia elettrica mi blocchi ogni collegamento, ai prossimi blog, ormai gli ultimi.

Grazie

 

 

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