2 POST AL PREZZO DI 1

Oggi, con vostra grande felicita’, 2 Post,  che descrivono in modo diverso la stessa giornata

Il primo per chi non ama sdolcinature, prolissita’  e voli pindarici                                                                                                                              E non ha tempo da perdere

Il secondo per chi ha tempo , voglia e pazienza                                                                                                                                                                                 Ma soprattutto un’indole diversa

                        1° Post : Dati, asettici dati

iSTOGRAMMA DELL’INCREMENTO DEGLI STUDENTI ALLA RARAHIL

Alla data del 28 09 2012 sono stati visitati in totale 482 studenti, divisi in 7 classi    ( ogni classe puo’ avere varie sezioni ), tutti appartenenti alla Rarahil Memorial School

Su questo numero totale ne sono stati individuati circa 140 con patologie di vario tipo

Nell’ordine :

  • Dentarie 59
  • Oculistiche 38
  • Respiratorie 13
  • Ortopediche 9
  • Cardiologiche 5
  • ORL 3
  • allergiche 3
  • urinarie 2
  • intestinali 1
  • Dermatologiche 1
  • altre

Sono stati inoltre richiesti 14 consulti con i genitori, per problemi di vario tipo,dalla timidezza al ritardo mentale, o altri

In data 03 10 2012 si e’ aperto l’ Ambulatorio anche agli Studenti meno abbienti di una Scuola pubblica, la Bishwo Rastra

Di questa sono stati visitati in tale data 45 bambini, divisi in 2 classi:   1a e 2a

Sono stati individuati 9 studenti con patologie:

  • Dentarie 5
  • ORL 3
  • Orchite 1

13 di questi presentavano importanti problemi di igiene della persona

Sono per ora previste altre 2 giornate di visita , per un totale di circa 120 – 130 studenti, nei giorni 7 e 10 di Ottobre
Postilla ai dati :

C’è un termine che ricorre con molta frequenza da queste parti : “ Busy “
Significa occupato, impegnato, sovraccarico.
Sono sempre “Busy “ le linee telefoniche , Internet e tutto ciò che corre su filo o attraverso l’Etere.
Ma non solo , come potrete leggere.
Vi descrivo la visita, con apposita lettera di presentazione della Scuola, ad un ambulatorio pubblico.
Entro : Tre signore tre dietro una sorta di bancone. Tutte con occhiali d’ordinanza.
Sensazione di Ufficio Postale negli anni ’70 – ’80 . Quasi un dejà-vu
La prima prende con distacco la lettera. La porge alla seconda, che la apre e a sua volta la porge alla terza, che la legge.
Dopo attenta lettura la lettera torna alla prima, che mi comunica che posso aspettare il “Principal”. Che naturalmente era “busy “. Qui tutto sembra essere “busy “
Attendo. Segue visita guidata agli ambulatori, con spiegazioni varie , fantasiose e talora credibili, ma con un’unica , incrollabile certezza : I pubblici dipendenti, almeno gli apicali, lavorano pochino, tanto per usare un eufemismo; niente se proprio vogliamo dire la verità.
Giorno successivo : Analoga visita, previo opportuno appuntamento con il solito “Principal”, ad una Scuola Pubblica.
Ovviamente anche lui è “busy “. Devo aspettare. E’ l’ora di ricreazione e spunta come per incanto una palla. Tutti dietro , io per primo, circondato da un ammasso urlante di bambini.
Dopo 20 minuti, sfinito, entro dal “ Principal “, tutto impegnato in attività post-prandiali.
Sonnecchiava. “ Busy “. .
Propongo alla sua vigile attenzione un programma di prevenzione scolastica.
Mi farà sapere. Non subito. E’ “ Busy “.

‘notte. Mauro

                             2° Post : I poveri si riconoscono dalle scarpe

E’ proprio vero :   i poveri si riconoscono prima di tutto dalle scarpe : o sono troppo nuove, o troppo vecchie  o sono di plastica                        Cinese

Arrivando all’ambulatorio do sempre un rapido sguardo verso l’ingresso

Se c’e’ un paio di scarpe davanti alla porta ( si entra scalzi o in ciabatte ) significa che e’ gia’ aperto, altrimenti si va da Surye a farsi dare la chiave              Vive nei laboratori di fronte

Questa mattina, svoltato l’angolo, tutte quelle scarpe ! ! !

Mi e’ presa una stretta al cuore e,  non ve lo nascondo né me ne vergogno, una certa commozione

Scarpe piccole, misure da bambino, tutte rigorosamente di plastica ed usurate come lo sono soltanto quelle dei bambini

Non si sa perche’ gli adulti, che tante cose vogliono e sanno insegnare, non sono capaci di imparare quel particolare modo di consumare le scarpe che hanno i bambini :   problema pediatrico oppure geriatrico ?

Varcata la soglia dell’ingresso mi accoglie il sommesso brusìo di sorpresa di 45 bambini fra i 6 e gli 8 anni Tutti in sdrucite divise, diverse da quelle della Rarahil

Bishwo Rastra School di Kirtipur

Avete letto bene : sommesso brusìo            Capisco quanto vi sia difficile comprendere come sia possibile che 45 bimbi, chiusi in una sala d’attesa, producano solo un “ sommesso brusìo “ , abituati come siamo allo schiamazzante vociare       ( quando va bene ) delle nostre scolaresche

Non che manchi loro la vivacita’.                     Sono anzi vivacissimi, sempre in movimento, tutti magri-magri ( anche quelli che mangiano ….. ).                       Corrono e cadono, cadono e corrono

Attraverso la sala annusando lo stesso odore che si avverte negli autobus stracarichi di gente in ogni parte di questo mondo , tutto questo mondo

L’odore e’ sempre lo stesso;             negli autobus esso e’ talvolta mitigato dal tentativo infruttuoso da parte di qualche signora di mezza eta’ in Sari di contribuire alla salubrita’ dell’aria con abbondanti quantita’ di profumo,  di solito al mughetto, con il solo risultato di confondere i recettori sensoriali, incapaci di riconoscere la biologia dalla chimica

Personalmente non ne vengo disturbato piu’ di tanto. 35 anni di Istituto Putti mi saranno pur serviti a qualcosa ….. !

In questo caso confesso che la cosa mi ha anzi fatto molto piacere: era la prova provata che avevamo scelto bene    Oltre alle scarpe, questo e’ un altro criterio per riconoscere i poveri

Con buona pace dei benpensanti, che dopo aver preso un bagno caldo ed aromatico,  si siedono in poltrona a leggere     “ Il Profumo “ di Suskind

Gia’ pentiti di non aver scelto il Post N° 1 ?

Abbiate pazienza, siamo appena alla Sala d’attesa

Lo avrete gia’ capito, come lo ho capito io, che siamo riusciti a portare gli alunni di una scuola pubblica di Kirtipur, la Bishwo  Rastra  ( in nepalese : Il Mondo e’ il nostro Paese ),  e ne abbiamo visitati 45

Prevediamo di vederne altrettanti il giorno 7 e 10 di Ottobre

Ora dobbiamo fare un po’ di conti, decidere quante volte all’anno vedere i bambini, sia della nostra che delle altre scuole, dividere per il numero di visite ad ogni seduta e valutare quindi quanti “esterni” alla nostra Scuola potranno essere visitati in totale

                        In ogni caso quella di oggi e’ stata una grande giornata

Ho avvertito ancor piu’ forte il senso del nostro essere qui          Ed il bambino piu’ felice ero io

Piu’ volte sono uscito a gurdare quelle scarpe e quelle divise sdrucite

Non fatevi ingannare dalla divisa : essa non e’ segno di benessere od opulenza, ma semplicemente il retaggio della cultura prima inglese, poi indiana                               Come la “coda”

La coda in mensa alla Rarahil

Ogni Scuola , di qualunque livello, ha la sua divisa, il suo colore

Divisa e colore della Rarahil

Anche questo e’ un criterio di valutazione della poverta’

Linde e profumate quelle delle Scuole di piu’ alto livello;          sdrucite , piene di macchie d’inchiostro ( in queste Scuole lo si usa ancora ), di Dhal e di “ snaroci “ le altre

Quello che Fausto ha voluto, ed ottenuto, e’ che anche gli Studenti piu’ poveri della Scuola potessero accedere ad un livello di vita e di conoscenza pari agli altri  Stessa linea di partenza per tutti.         E’ cio’ che vogliamo anche noi per quanto attiene la salute

Io speriamo che me la cavo “

‘notte                                Mauro

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7 commenti

  1. Bellisimo questo ultimo post,specie il 2°!!! Mi raccomado di lasciar in pace infermiera e dottoressa.Continua con le foto,la scarpe,le divise,i boce!Cerca di risolvere la formattazione.
    Andrea

  2. La prego, dott. Ciotti, non smetta di scrivere i post n. 2: per quanto ritenga utile anche il n.1, è dal n. 2 che si sente quello che siamo: uomini, uomini che provano a fare del loro meglio perchè altri uomini abbiano qualcosa di meglio. non perda la sua Umanità a beneficio di sterili cifre.

  3. a proposito il post n.1 era per me?

  4. Intanto grazie a tutti voi che mi state seguendo ed incoraggiando a proseguire….. chissa’ pero’ cosa ne pensino tutti gli altri ……..
    Certo, caro Andrea, che era per te So bene quanto tu ami l’asetticita’ delle cifre….
    A proposito di cifre,oggi ci sara’ una piccola e ” divagante ” sorpresa

  5. :)))))) , come si dice nel linguaggio moderno. . . . e ti credo che sei il bambino piú felice.

  6. Seduta sul mio comodo divano milanese ho viaggiato, Mauro, e sono arrivata fino a lí. Leggendo il post 2, ho potuto “vedere” tutto, quei bambini, quell’ambulatorio, quelle scarpe che mi hanno ricordato anche il mio viaggiare in India…. Bello sentire anche la tua/vostra comprensibile emozione che per un attimo é stata anche mia. Grazie

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