LA SUA CASA A CHOBAR

Era lì, seduto su quella soglia di pietra liscia

Sembravano cresciuti insieme

E consumati insieme

Lui e la pietra

*

In una mano un vecchio bastone

Nell’altra un rosario

Non si capiva dove iniziasse il rosario e dove finissero le dita

Mano e bastone intrecciati fra loro

*

Aveva fatto mille mestieri

Lavorato molti anni in India, poi in Bhutan

Di nuovo in India,  ricca famiglia britannica

Giardiniere

*

Parlava un buon inglese

La “P” al posto della “F”, retaggio indiano

*

La sua casa a Chobar

Appena fuori dal villaggio

Sul fianco opposto della collina che guarda Panga

*

Ci ho passato un intero pomeriggio

Guardando le sue mani e le sue rughe

*

“ Quando muore un vecchio muore una biblioteca “

La sua biblioteca le mani e le rughe.

*

Dicevano piu’ delle sue parole.

*

Parlavano di campi sotto il sole, di terra e di pietre spaccate

Di schiene piegate da pesi impossibili

Di freddo , di fango, di vento

*

Finalmente il giardino .       Britannico

Finalmente il riposo .        Ormai vecchio

*

Poi la casa.

La sua casa a Chobar

Sul fianco opposto della collina che guarda Panga

*

Aspettando sulla soglia qualcuno che gli chieda della sua vita

* * * * * *

Si fa buio .     Rientro

Mi fa l’ultima domanda :    Credi in Dio ?

Gli ho risposto :    Se Dio sono le tue rughe e le tue mani, si

‘notte                                                                         Mauro

Annunci

9 commenti

  1. Mi hanno sempre detto “Ti no te ha fioi e non te po capir”! Il non averne avuti, invece, sviluppa una sorta di affezione, attenzione ed un attaccamento “diversi”. Un amore semplice che vuole solo il bene dell’altro. Solo che che no ha fioi po capir!

  2. DEVO DIRE CHE LA LETTURA DI QUESTO POST MI HA PROVOCATO UN RIMESCOLAMENTO, UNA FORTE EMOZIONE. SARA’ FORSE PERCHE’ ANCH’IO NON HO FIGLI?!!

  3. Grazie Mauro … che mi sorprende oggi per la “rassicurante ” sensibilita’ poetica .

  4. i commenti crescono,potenza della comunicazione………..

  5. continui a firmarti”Sandro”. Provvedi!
    Sbaglio ma a Chobar c’è un bellissimo kanyon?

  6. Credo che la poesia sia un dono: uno sguardo privilegiato sulle cose della vita, libero da sentenze e carico d’amore. Ciao Mauro

  7. Vi ringrazio tutti temevo di essere di nuovo fuori-tema … Grazie Lucia, ma non ho la pretesa della poesia Nel mio lavoro non faccio lo scienziato, ma l’artigiano …. Per Andrea : prprio non saprei come fare a sostituire il nome di Sandro : potrei usarlo come pseudonimo… e forse sarebbe meglio per me

  8. e infatti !!!! . . .. per lo scienziato le rughe sul volto altro non sono che “atrofia del connettivo sottocutaneo !!” :-)))) ciao e saludeme chei bellissimi boce !!

  9. Alessandra Zanetton · · Rispondi

    Bravo Mauro. Proprio bella. Grazie per averla condivisa con me. Buon lavoro…. bepicasagrande

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: