RITORNO ALLA RARAHIL

L’amarezza di ieri si stempera oggi con i sorrisi che mi vengono incontro appena messo il piede oltre il portone del cortile, dopo aver attraversato i campi di riso che avevo lasciato in Autunno prima verdi e poi gialli, ed ora tristemente secchi.
Solo qualche rara macchia di verde interrompe le terrazze asciutte  :  il grano si fa strada come un’isola nel  riso : anche qui  il ” nuovo che avanza ” tenta di soppiantare la tradizione

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Ai sorrisi  seguono volti, mani, persone.

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Qui l’Ospite è ancora sacro.

Un unico, continuo “ NAMASTE, Maurosèr “ mi accompagna attraverso il cortile e gli edifici della scuola fin dentro all’ambulatorio.

Sarà forse la vecchiaia ( la stavo per definire imminente, ma ho temuto battute …. ) che modifica la percezione dei sentimenti, ma ancora una volta la commozione ha prevalso

Non che sia rimasto sorpreso da tale accoglienza : me l’aspettavo ed ero preparato, ciononostante questa loro capacità di esprimere gioia ed affezione mi lasciano sempre interdetto.

La strana sensazione di essere indifeso e nello stesso tempo senza alcun bisogno di difendermi.                                                                                                                                         Non so come spiegarla.                                                                                                                    Non trovo le parole.

Ma quali difese puoi mettere in campo quando un bimbo di 7 – 8 anni ti viene incontro dicendoti “bongiorno bajee, come stai ? “, e tu gli leggi in faccia la soddisfazione di essersi ricordato la frase che gli avevi insegnato mesi prima

Quando il più umile degli inservienti ti dice che è così contento di rivederti                                                     Senza sapere quanto lo sia tu di rivedere lui.

O quando la donna sotto-casta prende il coraggio di darti la mano davanti a tutti.                              E sei tu ad esserne orgoglioso.

Così di mano in mano, di sorriso in sorriso, sono arrivato alla scrivania.                                                     Con i suoi problemi, le sue esigenze, i suoi cassetti da aprire.

Non oggi, non è ancora tempo.                                                                                                L’”oggi” voglio dedicarmelo tutto , farmi questo regalo.

Le opportunità di questo genere sono rare e non vorrei sprecarle.

Non ora.            E non qui.

I cassetti li aprirò domani.

‘notte Mauro

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Un commento

  1. Grazie di farci partecipi di tanta umana ricchezza e di tanta bellezza. Che possa accompagnarti sempre. Buona giornata

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