ACQUA , LUCE E NUOVE TECNOLOGIE

E’ noto, mai avuto un buon rapporto con  mondo virtuale e nuove tecnologie.

Ma questa volta guardo con sordo rancore lo schermo che mi sta davanti, come un nemico di sempre.

Ieri sera ho fatto mezzanotte e passa a scrivere un Post su un tema che mi stava a cuore :  L’acqua.

Mi ero documentato, avevo chiesto informazioni in giro, raccolto qualche dato.

Stamattina alle 7 ero già pronto per le conclusioni.          Ancora a letto, apro la porta al nemico.

Contento del lavoro fatto e del risultato, mi accingo ad inserire il Post nel Blog :    Impossibile.

Sparito, scomparso nel nulla, volatilizzato.

Dicono che l’anima resti nell’aere, o nell’hard disk .

Non lo so : non mi intendo né di questo né di quella.

Quel che so è che ho mobilitato tutti i PC – Teachers di qui per recuperarlo, ma invano.

Inevitabile “ l’orlo di una crisi di nervi “ e lo stato di depressione.             Ormai basta poco.

Quel che segue è un breve riassunto dell’articolo; ciò che è rimasto in quei pochi circuiti naturali che secoli fa chiamavamo “sinapsi”, e che ora vengono prodotti nella Silicon Valley.

* * *

Provate ad immaginare la vostra ( nostra ) vita senza elettricità ed acqua corrente.

O meglio, provate ad immaginarla con 12, 15, 18 ore di black-out elettrico al giorno ed un’ora di acqua corrente ogni 4, 8, 12 giorni.

Questo è quanto sono costretti a vivere gli abitanti di Kirtipur, di Kathmandu, ed in generale delle città nepalesi.

Senza parlare delle aree rurali o montane, totalmente sprovviste, ma forse proprio per questo meno sensibili al confronto fra il “con” ed il “senza”.

Arrivando all’International Tribhuvan Airport attraverserete un lungo corridoio tappezzato di manifesti .

Alcuni vi danno il benvenuto, altri vi illustrano le ineguagliabili bellezze di questo straordinario Paese.

Ma uno di questi attirerà la vostra attenzione : vi spiega come il Nepal sia il 2° Paese al mondo, dopo il Brasile, in quanto a ricchezza di patrimonio idrico.

Chi ha percorso le valli himalayane durante il disgelo o nella stagione monsonica non faticherà a dar credito a tale affermazione.

I fiumi precipitano a valle con una violenza impressionante, e la loro portata mette davvero paura.

Come è possibile allora che un Paese con queste potenzialità sia costretto ad un razionamento così severo ?

Che l’acqua, bene primario e diritto umano basilare sia preclusa ad una così grande parte di popolazione ?

La cosa ha iniziato ad incuriosirmi molto tempo fa, vedendo la mattina presto così tanti camion-cisterna districarsi a fatica per le strette vie di KTM.

L’altro giorno poi, passeggiando per le vie di Kirtipur, ho notato una lunga fila di recipienti ben allineati. Li ho seguiti con lo sguardo fino ad una specie di fontana dove alcune donne li riempivano con cura, rispettando con precisione la coda e restituendoli colmi ai legittimi proprietari.

b

c

a

Uno per famiglia, non di più, qui ci si conosce tutti.

Stavo assistendo senza saperlo all’ “ora d’acqua “.            Intendo quella potabile.

L’altra, per usi diversi, viene fornita dai servizi idrici municipali per 1 ora ogni 4, 8, talora 12 giorni

Meravigliatevi pure, come mi sono meravigliato io, ma la fonte di queste informazioni mi è parsa attendibile.

Ne ho chiesto conferma in albergo, la ho avuta, con un supplemento di informazioni.

Tutte le case, gli ospedali, gli alberghi, le scuole hanno la loro cisterna, generalmente sul tetto, tant’è che la loro nera forma cilindrica costituisce parte integrante della Sky-Line delle città.

Per chi può.          Per chi non può il ruscello.         In campagna.          Ma in città ?

Qualche dato, tanto per capirci

Il piccolo albergo che mi ospita ha 2 cisterne da 8.000 lt ciascuna.

L’ora di acqua municipale ogni 4 giorni gli fornisce al max 400 lt;   il resto, quasi la totalità, viene comperato dai camion-cisterna, al prezzo di ca 2.500 Nrs ( = 25 Euro ca ).

Qualche sospetto ?

*

Strettamente legato a quello dell’acqua vi è poi il problema della corrente elettrica, qui totalmente idro-elettrica, quindi dipendente dalla stagionalità, nonostante alcuni importanti sbarramenti artificiali.

E’ stato calcolato che il Nepal ha una potenzialità che potrebbe raggiungere i 40.000 MW, a fronte dei poco più di 600 attualmente prodotti.

Non sono in grado di verificare l’attendibilità certa di questi dati, ma li ho avuti da fonti che mi sono sembrate affidabili.

Si lavora, si studia, si vive, con lunghissimi periodi di black-out programmato : fino a 18 ore al giorno, dipende dai periodi, attualmente 12 – 13 ore .

Non so quale altra Capitale al mondo sia gravata da problemi di energia di questo genere.

Le stesse fonti, ribadisco non verificate, dicono che il Paese consuma circa il doppio di quello che produce : il resto viene importato dall’ India.        E pagato ……

A proposito, non è che potrebbero essere queste le cause del mio black-out di questa mattina ?

E’ possibile che i salti di tensione possano produrre questi scherzi ?

Qualcuno me lo sa dire ?

O devo proprio convincermi del tutto di essere uno zuccone ?

OK.         Convinto.

Per cambiare tema, non è che le cose vadano tanto meglio nell’approvvigionamento del carburante.

Ieri, rientrando da Patan, ho visto un mare di motociclette ferme in fila davanti ad un distrbutore, uno dei rari.

Ho contato fino a 600, poi ho smesso, ed ho chiesto, come sempre.

Qualcuno era in fila da 5 ore, 5 litri al Max, cioè 1 lt/ora

Il resto a mercato nero, così mi è stato detto.             Dal tassista.

Per il mestiere che fa dovrebbe essere ben informato.

Ricordo la crisi petrolifera del ’74, quando la benzina costava poche decine di Lire.

Ora a quant’è ?

A quando lo stesso prezzo per l’acqua ?

Nella quale per giunta possono nuotare anche i pescecani …..

Pensiamoci su.

Ma seriamente .

‘notte                  Mauro

,

‘notte Mauro

,

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Un commento

  1. Se questa è una sintesi non oso pensare cosa fosse l’articolo.
    Complimenti per le poche sinapsi rimaste!!!

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