GANESH ILLUMINACI !

Ieri ho letto qualche passaggio del discorso di insediamento del nuovo Presidente della Camera Laura Boldrini e la sua storia: dal volontariato, alle Nazioni Unite, alla terza carica della Repubblica e mi sono commosso. Parole così è tanto che non si sentono dalla politica, appartengono di più a chi ha un sogno, una missione e nello stesso tempo ha i piedi ben piantati per terra.

Complimenti Onorevole Boldrini! Mi è piaciuta soprattutto quando ha detto che non si può fare subito quello che riteniamo giusto, ma quello che è possibile: mi ci sono ritrovato come partecipe di una missione che sta cercando ancora una identità e una dimensione.

Nei due giorni senza visite periodiche, in assenza di dottoressa e infermiera, ho visto otto scolaretti, uno col ginocchio sbucciato, uno con l’occhio nero, uno col vomito e così via, ma ho parlato molto con Narayan, che è una mente ordinatrice e ha già approntato un modulo per queste visite occasionali, che comprende la richiesta dell’insegnante, la sintesi dell’intervento sanitario e che va conservato in segreteria della scuola, per eventuale comunicazione alla famiglia. Poi vuole reimpostare l’archivio con cartelline personali per ogni studente, invece che per classi come è adesso, il che è più pratico, ma necessita di un ulteriore piccolo investimento.

Il prossimo passo che faremo, tramite Simone, è quello di prendere contatto con una ONG nepalese , che si occupa di educazione sanitaria nelle scuole, in modo da entrare nel network, come ci suggerisce lui, e attingere a quei contenuti o interventi che ci interessano.

Il 41 % della popolazione nepalese è in età scolare, è chiaro che il futuro del Nepal dipende più di tutto dall’educazione scolastica.

A proposito di igiene, nella nostra scuola c’è un chek-in per gli scolari tra il cortile e gli edifici dove sono le classi: un solerte insegnante con bacchetta in mano, li controlla uno a uno mentre accedono in fila indiana, mani, unghie, vestiti: chi non è ok, ai lavandini e spazzola!bandiere

Ma finalmente alla fine della settimana arriva la festa, e noi l’ abbiamo celebrata in montagna. Io, Beppe, Narayan, Nabin, Pradip, Dharma e Bopal siamo partiti alle 8 di mattina dalla scuola a piedi, abbiamo attraversato la campagna con le sue piccole fattorie, fino alla dorsale boscosa che chiude la valle a sud ovest, con meta la piccola cima che domina la scuola: il Champa Devi.

La mattina ogni nepalese rende grazia al suo dio: le donne apparecchiano un piatto con riso, fiori, polveri colorate che portano in offerta alle statue divine, gli uomini, come al solito scansafatiche, direbbe qualcuna che conosco, si accontentano di una preghiera e di una toccatina sulla fronte.offerta

Sotto un albero di pipal io e Beppe ci raccomandiamo a Ganesh, il mio preferito; come offerta un paio di fotografie. Ben motivati abbiamo iniziato la salita in una costa boscosa e dopo un po’ ecco uno sventolio di bandiere sospese tra gli alberi, che confluiscono sopra una casetta con una vecchina rinsecchita a guardia di uno stupa. Altra preghiera alla dea con quattro braccia, con due delle quali suona una chitarrona che arriva a terra, Saraswati, mi dicono.

Scavalcata una forcella ci si presenta una scena bucolica, campi arati, capre al pascolo con capretti giocosi e sullo sfondo un gruppo di casette in mattoni con imposte colorate: è il villaggio tamang che ha visitato Mauro. Una piccola folla circonda un impiegato con un banchetto che raccoglie soldi ( pochi e stropicciati) e restituisce una ricevuta, spiega Narayan che è una specie di cassa di risparmio rurale. Bambini multicolori ci circondano, per la gioia fotografica di Beppe.

Per andare a scuola hanno un bel pezzetto di strada e pare che quella pubblica, che è la più vicina, non sia molto apprezzata e che abbia un alto tasso di abbandoni. Qui forse si può fare qualcosa come dice Mauro: accordaci con la scuola per un giro di visite e una giornata di educazione sanitaria per esempio.

Proseguiamo su sentiero sempre agevole fino alla cresta, lì un bellissimo selciato segna tutta la dorsale, con scalinate nei tratti più pendenti. E’ un tracciato che parte da un altro versante, molto frequentato dai locali, che evidentemente apprezzano questa salita panoramica.cresta

C’è più cura nei sentieri che nelle strade in Nepal, ed è giusto che sia così infondo.

Sotto un sole che scotta oramai, arriviamo allo spiazzo della cima, preannunciata dalle bandierine, e chi troviamo lì raccolto in una ridotta sassosa? Mezzo panteon di statuette che si contendono le campanelle e le offerte. Spicca tra tutti il lingam, la stilizzazione dell’organo maschile che spunta da quello femminile, è il simbolo di Shiva nel suo ruolo di creatore. Sarà per questo che continuano ad arrivare frotte di ragazzi e ragazze, che se la ridono e se la spassano, ma non si son portati neanche una bottiglia d’acqua e vengono ad elemosinarla da noi.lingam

Comunque è giunta l’ora di celebrare: dagli zaini escono come detto, bottiglie d’acqua e non di vino (occorrerebbe una spedizione dall’Italia), riso condito, frittelle alle verdure, pollo fritto, pollo marinato con peperoncino e spiedini di bufalo da cuocere alla brace. Artefice di tutto Nabin lo chef.

Come non sentire che da quel luogo si espande un profumo divino?

Dopo il banchetto sono tornato al panteon e avvolta al lingam c’era una sciarpa bianca che qui è simbolo di benvenuto: una mano gentile aveva ringraziato il dio.

Abbiamo nascosto i ferri degli spiedini per il prossimo pellegrinaggio, auguro a chi verrà in seguito di farlo e di riceverne la stessa illuminazione.

A presto.

 

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3 commenti

  1. Bravo Alberto. Hai colto da subito l’essenza del problema, ma non ne dubitavo. Mutuandolo dal bellissimo discorso del nuovo Presidente della Camera. Non fare subito ciò che si ritiene giusto, ma ciò che è possibile. Anche qua, ma soprattutto là. Spero ti riesca l’allargamento all’esterno della nostra attività, in particolare in quei villaggi, per il resto tutta la mia solidarietà e vicinanza, ma anche tutta l’invidia per il Champa Devi, che a me è sfuggito per un soffio. Buon lavoro Mauro

  2. Bravissimo Alberto per aver citato in questa tua pagina di diario il fantastico discorso di insediamento di Laura Boldrini alla presidenza della camera die deputati. Erano decenni che non sentivo più da parte di un parlamentare un discorso così ricco di forti e significativi contenuti. Bello il suo passaggio sul volontariato e quando afferma di cercare di fare ciò che è possibile fare. Tali parole sono l’ essenza per la continuità del lavoro di tutto il gruppo che opera con te a Kirtipur. Buon proseguimento e buona permanenza caro Alberto.

    Mario Luciani

  3. Un grazie per l’incoraggiamento cari amici. Mario, spero di conoscerti presto di persona!

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