CAFFE’ GIORNALE E CONVENTION NEWARI

Ogni mattina in albergo leggo “ Repùblica” quotidiano nepalese in lingua inglese, che trovo fresco di stampa insieme alla colazione e questo vale per me due stelle in più.

Ieri nelle pagine interne era riportata una ricerca della Oxford University, secondo cui il Nepal è tra i primi paesi che hanno ridotto la povertà, intesa in senso multidimensionale, non solo come reddito pro capite, ma considerando anche la salute, l’istruzione e lo standard di vita. La percentuale di persone povere è diminuita dal 64% al 44% tra il 2006 e il 2011; seguono nella classifica: Ruanda, Bangladesh, Ghana, Tanzania.

E questo nonostante ci siano stati dieci anni di insurrezioni ed instabilità politica. La disoccupazione è ancora alta, l’emigrazione continua , ma conclude l’articolo, per una volta tanto possiamo rallegrarci,

La cronaca politica occupa sempre le prime pagine: sembrerebbe di difficile interpretazione: dopo la caduta del precedente governo, dovuta all’uscita dalla maggioranza di una parte del partito che si definisce maoista, ma che in realtà è riformista, è stato nominato un governo tecnico, guidato dal capo della Corte Suprema (un magistrato!), che guiderà un gabinetto ad interim per indire le elezioni dell’ Assemblea Costituente, atta a redigere finalmente la nuova Costituzione, che il paese aspetta da anni.

Ma questo governo di scopo ha l’appoggio solo dei quattro partiti maggiori, gli altri, una decina, non partecipano o perché ritengono incostituzionale la nomina di un giudice all’esecutivo o perché vogliono mantenere una rendita di posizione.

Più chiaro di così: per un italiano è normale routine!

La maggior parte delle persone con cui ho scambiato due chiacchere ha poca fiducia nei politici, c’è addirittura chi rimpiange la monarchia, della serie: si stava meglio quando si stava peggio.
Però ho la sensazione che il neonato governo abbia creato un clima di tregua, perché da una settimana non c’è più stata una “banda”, quella forma di violenta protesta che blocca la circolazione stradale.folk

Oggi pomeriggio sono stato a un newari party. A dire il vero mi sono fatto spudoratamente invitare da Narayan, che partecipava come rappresentante della comunità: pur di cenare in compagnia, andrei anche all’inferno, l’avrete capito.

Ebbene la convention si teneva in un capannone alla periferia di Kirtipur, tra campi e fornaci di mattoni; c’era una folta rappresentanza di personalità newari, che dovevano rinnovare le cariche del movimento, che vuole salvare l’identità, la cultura, le tradizioni di questa etnia, che da qualche secolo è il cuore economico e culturale del Nepal.

Uomini e donne in costume con flauti e tamburi suonavano musiche tradizionali e nel palco si alternavano vari oratori, fino alle votazioni finali. Narayan mi spiegava che il movimento è apartitico, ma chiede una forma di federalismo, perché l’etnia newari, che prima con la monarchia era oppressa dalla casta dei bramini, ora non vuole essere oppressa da un centralismo statale.

Ma guarda un po’, anche qui il federalismo è invocato dalla regione più ricca, ma non buttiamola sempre in politica!nonni

Mi sono goduto la serata, che si è conclusa con una cena newari, che non avrei mai immaginato. Seduti su stuoie a gambe incrociate, posizione a cui invito ad allenarsi chi mi seguirà, con piatto di foglie cucite appoggiato a terra, venivamo serviti con frequenti passaggi di tutte le specialità.

Su una base di riso pestato che fa da legante, si confeziona con le cinque dita della mano destra, mi raccomando, il boccone che può essere di dhal, spinacini, fagioli, bufalo in gelatina, bufalo al chili, capra lessa, e altri passaggi che non ricordo.

Da bere, finalmente basta col tè: le alternative erano acqua o birra di riso o raksi, e l’acqua non era buona.

Tornando a casa in pulmino, abbiamo fatto a gara a chi cantava la canzone più trascinante, ho vinto io con Bella Ciao!dea

 

Alla prossima.  Alberto

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3 commenti

  1. La descrizione di Alberto sulla situazione politica del Nepal è chiarissima. Non condivido però la sua ultima frase che dice:” ho l’impressione che il neonato governo abbia creato un clima di tregua, perché da una settimana non c’è stata più una ” banda ” quella forma di violenta protesta che blocca la circolazione stradale”. Carissimo Alberto, a me risulta che la circolazione stradale in Nepal ci sia sempre, CON O SENZA forme di violenta protesta. Quei pochissimi vigili che ci sono a Kathmandu, dirigono (per modo di dire) il traffico stando a lato delle piazze e degli incroci per paura di essere investiti.
    Io amo il Nepal per la fantastica bellezza della sua natura, per la sua cultura e per la sua varietà di etnie e non certo PER LE ASSOMOGLIANZE FRA LA SUA CLASSE POLITICA E LA NOSTRA. Complimenti per le tue bellissime foto al Newari party. Un caro saluto da Mario

  2. Volevo dire che la circolazione stradale CAOTICA …………………..

  3. Simonetta · · Rispondi

    Italia-Nepal che sintonia!! complimenti quello che hai scritto è molto interessante e le foto sono proprio belle

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