Storia della comparsa di farfalle in sala mensa e di un ipotetica visita al Casinò di Kathmandu! (?)

Rieccoci a noi! Come vi raccontavo ieri sera, la fase di ripristino dei muri e di imbiancatura degli stessi è terminata. Da adesso si entra dunque nel vivo del lavoro, ovvero nella fase di ideazione e creazione dei bozzetti per i vari murales che andremo a realizzare da qui a metà giugno qui alla Rarahil. Stamattina, dopo aver fatto colazione coi ragazzi verso le sette ( anche se era dalle 5.30 che ero sveglia visto che oltre quell’orario è impossibile dormire…da quell’ora in poi il cortile è pieno zeppo di ragazzi che schiamazzano e urlano come fosse pieno giorno!), mi sono messa all’opera e sono andata a recuperare i colori acrilici che Hira ( il professore d’arte) mi aveva mostrato l’altro giorno. Volevo provarli e vedere che tipo di consistenza e brillantezza avevano, e così ho deciso che avrei fatto una prova su di un muro, già che c’ero.
Sì…ma quale? Dopo aver gironzolato un poco per la scuola ho pensato al muro della mensa…quale posto migliore per esser goduto poi dai bambini della scuola? Così mi sono messa di buon mattino ad impastare colori e dipingere appena fuori dalla porta della cucina. Tale porta reca un cartello che dice militarmente “CANTEEN STAFF ONLY”…ma a dire il vero c’è un tale via vai di bambini ed adulti che passa di là che credo che il cartello sia ormai invisibile ai più da quant’è datato!
Non sapendo cosa dipingere ho optato per delle semplici colorate farfalle…un po’ perchè sono altrettanto semplici da realizzare ed un po’ perchè doveva essere qualche cosa che desse l’idea di leggerezza, un soggetto arioso e non troppo impegnativo visto il luogo in cui si trova… non vorrei mai bloccare la digestione o azzerare l’appetito di qualcuno dipingendo le spaventose maschere della tradizione nepalese o simili soggetti!

..ecco le farfalle che sono comparse fuori dalla sala mensa!

..ecco le farfalle che sono comparse fuori dalla sala mensa!


Ho passato la mattina a dipingere e ho ricevuto una marea di visite…piano piano s’è sparsa la voce tra i bambini che stavo dipingendo la loro mensa perciò sono arrivati a frotte ad assistere allo spettacolo. Eh già, di vero e proprio spettacolo s’è trattato! Per tutto il tempo avevo dei curiosi attorno a me ed anche lo staff della cucina si affacciava ogni 20 minuti per vedere i progressi del lavoro, tralasciando di tanto in tanto l’impasto di puri che stavano facendo.

lo staff della cucina impegnato nella preparazione di centinaia di PURI

lo staff della cucina impegnato nella preparazione di centinaia di PURI


Insomma, la pittura affascina i più, come sempre, e anche gli adulti si incantano davanti al mistero e alla bellezza di qualcosa di nuovo che nasce dal nulla, da pochi barattoli di colori e qualche tocco di pennello. Non sono io a fare la magia, è “l’atto stesso del fare” che la crea. E’ così per tutte le arti, dal teatro, alla musica, alla poesia. Sicuramente adesso che mi hanno visto all’opera i bambini si sono incuriositi di più: parecchi mi hanno chiesto con impazienza di iniziare a dipingere, e tanti già oggi avrebbero voluto provare a mettere “le zampe” sul muro. Altri invece mi hanno detto di continuare e dipingere tutta la sala mensa ( che è enorme!!!) ma io ho detto loro che avrò ben altro da dipingere e non più in solitaria. La prossima volta sarà con loro, il che è indubbiamente più divertente e stimolante.

Nel pomeriggio poi abbiamo ricevuto una curiosa visita. La definisco curiosa poiché tutto è iniziato nel più bizzarro dei modi, e vado subito a raccontarvi come. Verso le tre ero nella mia stanza che cercavo leggende nepalesi al pc da poter studiare come soggetti per i murales e sento qualcuno bussare insistentemente alla mia porta. Quando apro c’è Hari (il factotum) che mi dice che Jagat ( Il principale responsabile della scuola) mi vuole vedere urgentemente poiché Hira ( stavolta si tratta del guardiano che sta anche in portineria, non dell’insegnante di arte!) ha ricevuto una telefonata da un taxista di Kathmandu il quale cercava una ragazza italiana che alloggiava alla Rarahil per conto di un “suo amico italiano”. Quando me lo dicono io mi trovo del tutto spiazzata…un mio amico??? Italiano??? Che sta a Kathmandu???…ma io non conosco nessuno che risiede a Kathmandu!
Ma come se la cosa non fosse già abbastanza comica e strana di per sé, cominciano ad aggiungersi informazioni stranissime… Hira aggiunge anche dei particolari che lì per lì a me suonano sinistri se non inquietanti: questo presunto amico italiano sta venendo in taxi a Kirtipur per portarmi a Kathmandu al casinò a giocare d’azzardo!! IO OVVIAMENTE penso ad uno scherzo ma nessuno dà segni di ilarità e sono quasi preoccupati quanto me. Non ci resta che attendere l’arrivo del misterioso amico italiano e vedere come evolve la situazione.

Ora, io ricordo bene il gioco del telefono senza fili di quando ero piccina…chi di noi non ci hai mai giocato? Era a dir poco sconvolgente vedere come una notizia veniva distorta man mano che passava di bocca in bocca, d’orecchio in orecchio…e anche qui credo che a volte le cose funzionino alla stessa maniera. Ma da qui a pensare che la persona che stava per arrivare fosse in viaggio verso Kirtipur per tale scopo ( andare al casinò???!…chissà poi se neanche ne esiste uno qui a Kathmandu! Anche su questo ho fortissimi dubbi!!!) è cosa assai bizzara, per usare un eufemismo. Tutto trafelato è invece sceso dal taxi Paolo Lorenzon, un amico di Fausto De Stefani che era stato qui in visita qualche anno fa, ben prima della costruzione dell’ambulatorio DE MARCHI. Paolo aveva solo il desiderio di vedere i progressi qui a Kirtipur prima di fare rientro in Italia dopo un trekking sull’Annapurna…altro che casinò e puntate pazze su di un presunto tavolo verde!!! Peccato, quest’esperienza la farò un’altra volta! Paolo ha visitato insieme a me e a Jagat ( il quale era assai confortato dal fatto di non dovermi caricare su nessun taxi diretto verso ambigui ambienti!) l’ambulatorio e la scuola, e dopo aver sorseggiato un immancabile milk tea ha ripreso la strada verso valle. A me invece credo resterà per sempre il dubbio su come sia stato possibile tale enorme equivoco d’intenti..mah! Misteri asiatici!

Paolo Lorenzon in visita a Kirtipur

Paolo Lorenzon in visita a Kirtipur

Rincuorata dal fatto di potermene stare tranquillamente qui alla Rarahil ho chiesto a Narayan di radunare prima di cena tutti i ragazzi del convitto nella YOGA AND MEDITATION HALL per poter finalmente parlare a tutti loro ed annunciargli del progetto di decorazione murale che intendo sviluppare qui. Erano più di cinquanta e credo che in tutta la mia carriera di laboratori non mi sia mai successo di parlare ad un gruppo tanto numeroso quanto silenzioso ed attento. E’ stato un primo incontro ma necessario per potermi presentare e per tentare di coinvolgerli tutti… o almeno questo è il mio desiderio, nonché il mio sogno. Vi lascio con una foto del nostro grande cerchio serale e mi fermo…credo di avervi raccontato abbastanza anche per oggi, no?


Un abbraccio serale a tutti… Namastè!
Marta

p.s. Grazie Paolo per la tua visita! E’ stato un piacere averti qui… “ short but intense”!

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2 commenti

  1. Complimentissimi Marta per le tue belle pagine quotidiane del diario e soprattutto per il tuo lavoro che stai svolgendo. Mario Luciani

  2. celestina frezza · · Rispondi

    E’ un piacere seguirti giornalmente e la magia la stai facendo proprio tu!!! Con affetto Celestina

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