BOZZETTI E BOLLYWHOOD PARTY PER IL MOTHER’S DAY NEPALESE!

Il giorno 9 maggio qui in Nepal si festeggia la festa della mamma. E’ una data fissa, e la festa è davvero sentitissima. Non immaginatevi processioni strane o danze tribali per le strade di Kirtipur, anzi! La cittadina in questo giorno di festa è parecchio sonnolenta e tranquilla: è festa nazionale, scuole ed esercizi commerciali sono per lo più chiusi ed i nepalesi se ne stanno felicemente a casa a onorare e festeggiare le loro madri, che per quel dì sono fortunatamente esonerate dal dover cucinare o fare altri mestieri di casa. I ragazzi del convitto sono rimasti qui visto che le loro famiglie (sempre che ne abbiano una…qualcuno non ha più i genitori, ma solo parenti che comunque vivono lontano) stanno a parecchie centinaia di km di distanza o a parecchi giorni di cammino, specie per i ragazzi che arrivano dai paesi situati in quota lungo le pendici dell’ Himalaya. Così molti di loro, specie i più piccini, mi hanno sommersa di bigliettini di auguri pieni di cuori. Uno in particolare, Rujal, me ne ha portati addirittura tre. So che Rujal non ha più il padre, e la madre una volta rimasta vedova è ”scappata” con un altro uomo lasciando da solo Rujal con la nonna, perciò vi lascio solo immaginare come io mi sia sentita quando ho ricevuto tutti quei bigliettini proprio da lui. Qui a scuola c’ero praticamente solo io, i cuochi della mensa e Sunil, l’insegnante di danza che vive qui e che controlla i ragazzi, specie la sera quando li manda nei rispettivi dormitori. Non era dunque difficile che i bigliettini venissero portati a me, anche se mi piace pensare che sarebbe stato lo stesso così, anche con i settecento studenti della Rarahil più tutte le decine di insegnanti a riempire i cortili.
Abbiamo festeggiato assieme sgranocchiando tavolette di cioccolata ( che qui è considerata un lusso per le grandi occasioni, n.d.r.) e il 9 maggio è anche il giorno in cui abbiamo iniziato il lavoro di studio dei soggetti dei murales, facendo dei bozzetti a matita su dei grandi fogli.

i ragazzi al lavoro coi primi bozzetti per i murales da realizzare prossimamente qui alla Rarahil School

i ragazzi al lavoro coi primi bozzetti per i murales da realizzare prossimamente qui alla Rarahil School


I ragazzi hanno accolto bene il lavoro di preparazione dei bozzetti, che invece solitamente in patria annoia anche i più tenaci e appassionati ragazzini…oh, bhe, qualcuno che non sta facendo le capriole di gioia e che vorrebbe subito passare alla fase di pittura murale c’è, chiaro, ma per lo più è un’immensa soddisfazione vedere come vengono tutti puntuali ( secondo i canoni nepalesi di puntualità, ovvio!) agli appuntamenti che ho dato ai vari gruppi di lavoro. Ci siamo subito messi all’opera e abbiamo fatto i primi studi: sui fogli sono ben presto comparse maschere tradizionali italiane e nepalesi, montagne, paesaggi, architetture, visi, serpenti dalle sette teste, yak himalayani, gondole, castelli medioevali, torri pendenti e tante altre cose ancora!
Sobita alle prese col suo studio della...torre di PIsa!

Sobita alle prese col suo studio della…torre di PIsa!


Qualcuno si è così appassionato al lavoro che mi ha chiesto di restare discretamente presente anche durante l’incontro con gli altri gruppi..e questo per me è un successo enorme. Alcuni di questi ragazzi mi sembrano davvero dotati e sono rimasta stupita della loro bravura artistica. Tra i disegni che adesso sono sparpagliati sul pavimento di camera mia ce ne sono alcuni di davvero interessanti, sia per la resa chiaroscurale che per la maturità compositiva dimostrata. Insomma, al terzo giorno di lavoro posso proprio dire che questo progetto è partito col piede giusto.
Un altro bellissimo segno benaugurale ci è stato dato ieri: una farfalla è entrata in sala mensa e dopo aver svolazzato un po’ per lo stanzone indovinate un po’ dove è andata a posarsi? Già, sembra un racconto creato apposta per fare un po’ di scena, invece no…è tutto vero! E’ andata a posarsi tra le altre sue “colleghe” dipinte pochi giorni fa sul muro, neanche a farlo apposta.

L’altro ieri, dopo aver lavorato tutto il giorno assieme ai ragazzi della Rarahil, ho avuto la piacevole visita di Pradip, uno dei più sorridenti personaggi che si possano incontrare tra i vari cortili della scuola, il quale s’è preso la briga di venirmi a prendere a scuola per poi portarmi nella parte alta della cittadina di Kirtipur dove abita con la sua famiglia. E’ venuto a prendermi perchè mi ha detto che nel giorno della festa della mamma non avrei potuto assolutamente restare qui sola ( …come se fossi sola! Sono sempre in mezzo a ragazzini festanti e giocherelloni tutto il giorno e l’ultima sensazione che potrei provare sarebbe proprio quella della solitudine!!!) senza nessuno (!) con cui festeggiare. Così, come se la giornata non fosse già stata abbastanza intensa, mi sono ritrovata a casa di Pradip a mangiare ottimo cibo nepalese e chiacchierare con la sua famiglia.

Pradip e la sua famiglia

Pradip e la sua famiglia


Non so se lo sapete, ma nel dubbio vi spiego una cosa, nel caso in cui vi troviate in Asia e veniate invitati a casa di una persona del luogo: l’ospitalità qui consiste nel versare cibo e bevande all’ospite in quantità spesso più che abbondanti, e fin qui…tutto ok, direte voi. La cosa che però forse vi farà sentire un poco strani o quantomeno leggermente in imbarazzo è che ci sarà l’intero nucleo familiare (e spesso anche qualche gruppetto di vicini curiosi!) a guardarvi inghiottire boccone dopo boccone il cibo che avete nel piatto e credetemi…di solito le famiglie sono davvero numerose qui! Nel caso vi succeda di trovarvi in tale situazione non abbiate paura: vi riempiranno di cibo e domande ( allo stesso tempo! Vi sfido a rispondere e inghiottire allo stesso tempo!), ma vi sentirete coccolati e viziati come non mai, e forse sarete l’attrazione della settimana o del mese se vi troverete in un posto sufficientemente sperduto o poco battuto dalle rotte turistiche!

Da casa di Pradip sono tornata a scuola a piedi, godendomi le fresche brezze serali e il calar del buio, facendomi una bella passeggiata di venti minuti durante i quali mi sono goduta per la milionesima volta lo spettacolo del caos e del via vai delle strade d’Asia. E’ uno spettacolo che non ha mai smesso di stupirmi né mi annoia mai, nonostante io abbia ormai passato ormai anni della mia vita in questa parte di mondo.

I ragazzi a scuola mi attendevano per cenare assieme ( e chi aveva più spazio in pancia dopo l’abbuffata a casa di Pradip?!..), come tutte le sere. Quando è arrivato infine il momento del commiato serale ho pensato…”oh, bene…finalmente mi posso rilassare e stare un po’ da sola!”
Mai pensiero fu meno azzeccato! I ragazzini più piccoli hanno voluto accompagnarmi in camera mia, che su di loro ha una fortissima attrazione. Parte dell’attrazione è dovuta anche al fatto che nella mia camera c’è un PC e quindi il collegamento ad internet …il che per loro significa essenzialmente una cosa: la possibilità di collegarsi a YOUTUBE per poter ascoltare le loro canzoni di Bollywhood preferite! Dopo numerose supplichevoli richieste ho concesso loro, nonostante l’ora tarda, di rimanere in camera mia per qualche minuto per ascoltare la musica assieme, con la promessa di restare però quieti. Credete forse che la promessa sia durata più di 0,7 secondi? Come è partita la prima hit bollywhoodiana del momento tutti e 12 sono schizzati in piedi e si sono messi a cantare, saltare , battere le mani a ritmo e trascinarmi nelle loro animatissime danze! Per rendere ancor meglio l’idea aggiungerò altresì una semplice informazione sulle dimensioni della stanza: non supera i nove metri quadri…fate voi i vostri conti! Ve li immaginate una dozzina di ragazzini tra i sette e i dieci anni che saltano e cantano come pazzi in camera mia? No? Ecco, ve li mostro io! E con questa foto vi lascio: guardate come sprigiona un’ aurea e un ritmo tutti bollywhoodiani! Sono sicura che saprebbe trasformare anche i più arrugginiti tra di voi in sfrenati ballerini hindi! E per oggi mi pare abbastanza, no? Da Kirtipur…passo e chiudo!

a voi ...ecco l'improvvisato BOLLYWHOOD PARTY!

a voi …ecco l’improvvisato BOLLYWHOOD PARTY!


p.s. Ah! Ho un’ ultima chicca ancora da raccontarvi, prima di postare il testo. L’altra sera, mentre c’era il party bollywhoodiano in camera mia, al piano di sotto c’erano ancora in riunione Jagat ( il direttore della scuola) e alcuni dei contabili della Rarahil (…). Io non lo sapevo – anche se a dire il vero lo sospettavo viste le luci accese al piano inferiore – ma ne ho avuto la conferma il dì dopo quando Jagat mi s’è avvicinato in cortile e mi ha detto semplicemente “Marta, c’erano dei ragazzini in camera tua ieri dopo cena, vero?”. Lì per lì mi sono sentita come un topo in trappola e ho confessato il tutto…”sì, è vero, Jagat…erano tanti…già, la musica, i balli…ok, lo ammetto, la situazione mi è un po’ sfuggita di mano…già…” Insomma, ero ben predisposta a ricevere i dovuti rimproveri o quantomeno qualche frase di disapprovazione, invece Jagat ha allargato le guance col suo solito gran sorriso e mi ha detto “ah, bene, bene! Magari la prossima volta fate un po’ più piano, ok?”

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4 commenti

  1. p.s. mi sento di rincuorare i medici dell’ADM che sono quelli che di solito utilizzano il pc…tranquilli!!! anche se facciamo “cagnara”…ho sempre la situazione sotto controllo!!! il pc è sempre nel mio raggio d’azione e ai ragazzi…è vietato metterci le mani sopra!!! ;-)

  2. Simonetta · · Rispondi

    OH avevamo proprio qualche preoccupazione!! Non certamente Mauro che come molti gia sanno ha un rapporto combattuto con il PC

  3. Ciao Marta intanto complimenti per il lavoro che stai facendo non vedo l’ora di tornare a Kirtipur, per tutto ciò che stai provando tu ora, ma anche per vedere il frutto del tuo e vostro lavoro Ti confesso che quando ho letto di Rujal , il bimbo di cui anch’io ho parlato in un Post ( “Storie di qui” ), beh ho provato commozione Sono contento che tu lo abbia in particolare attenzione, perchè ne ha più bisogno degli altri Grazie Se torni verso casa di Pradip, poco prima della piazzetta troverai una vetrina con varie statue in pietra esposte E’ l’atelier dello scultore del busto di Giuliano e Giovanni vallo a salutare, gli fara piacere e forse potrai trarne qualche spunto per il tuo lavoro Che ti auguro proficuo Mauro

    1. marta farina · · Rispondi

      Caro Mauro, è proprio rileggendo i tuoi post che ho capito che il Rujal che ho incontrato io è lo stesso bambino che hai descritto tanto bene tu. Certo che avrò un occhio di riguardo per lui, senza però dare troppo nell’occhio…non vorrei fare differenze evidenti tra i ragazzi, come è normale che desideri. Quando verrai a Kirtipur vedrai il frutto di tutti questi pomeriggi e mattine passate a disengare e dipingere…tra poco si inzizia a dipingere sul muro, non vedo l’ora! Se ripasso dalle parti della casa di Pradip vado in cerca dello scultore di sicuro, promesso! Grazie dell’informazione. Un abbraccione dalla bella Rarahil school… notte, Marta

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