LE MANI SUL MURO

Tutti i giorni qui alla Rarahil la giornata inizia solennemente: tutti i settecento alunni si dispongono in ordinate file nel grande cortile della scuola per accogliere un nuovo giorno con il canto dell’inno nazionale e per pregare assieme. E’ un rituale che dura circa dieci minuti e nelle due settimane che ho passato qui vi ho assistito spesso. E’ un momento emozionante e di condivisione, che forse andrebbe reintrodotto anche da noi. Soprattutto mi emoziona l’attimo in cui uno degli insegnanti preposti invita tutti i bambini ed i ragazzi a chiudere i loro occhi e raccogliere i pensieri per concentrarsi nella preghiera. Ed è incredibile sentire il silenzio che cala nel cortile e percepire le leggere voci unirsi insieme in una sommessa preghiera. I più piccoli ogni tanto riaprono gli occhi e sbirciano attorno, come è normale che sia, ma poi tornano subito a richiuderli, tentando di ritrovare la concentrazione che vista la loro tenera età è per certo più difficile ottenere.

la preghiera del mattino

la preghiera del mattino

Ieri però la giornata è iniziata molto prima delle dieci, e in una maniera un poco insolita. Da quando sono qui, alle sette in punto tutti i giorni mi trovo in sala mensa coi cinquanta ragazzini del convitto per fare la prima colazione assieme (qualche biscotto, un po’ di latte caldo ed un uovo sodo: tutti i giorni c’è sempre lo stesso menù che si ripete…diciamo che, come avevo già ben intuito dai precedenti post dei medici dell’ADM, la fantasia e la varietà culinaria nella cucina della scuola non sono caratteristiche di spicco!). Ma ieri, durante l’inzuppata generale di biscotti nel latte, ho percepito una certa agitazione fin da subito tra i ragazzi e li ho visti accalcarsi tutti attorno a Sunil, l’insegnante che sta qui a convitto con loro. Ho visto Sunil sorridere e tenerli un po’ sulle spine prima di dir loro qualcosa in nepalese il cui significato m’è (stranamente!) sfuggito. Lì ho visti cominciare a saltellare, gridare e gioire e allora mi sono fiondata a chiedere informazioni scoprendo che avevano ottenuto il permesso di assistere ad una delle famosissime partite di calcio della squadra della Rarahil, che si teneva poco distante dalla scuola. In tre minuti erano tutti prontissimi, vestiti di tutto punto, pronti ad andare ad applaudire i loro compagni sul campo di sfida. Così mi sono accodata all’allegro ed elegante corteo ( l’unica senza cravatta ero io!) e li ho seguiti tra i campi, stringendo nella mia mano quella della piccola Kabita, che non mi si stacca di dosso un minuto quando mi vede.

di buon mattino, tra campi e risaie...per andare a tifare la squadra della Rarahil!

di buon mattino, tra campi e risaie…per andare a tifare la squadra della Rarahil!

Volete sapere com’è fintita la partitona? Bhe, coi campioni della Rarahil come volete che sia finita…ovvio, no? E’ finita in gloria… 3 a 1 per la Rarahil! Ecco dunque la felice squadra che rientra verso scuola, nel trionfo ed euforia generale!

in rosso, uno degli applauditissimi giocatori della Rarahil School

in rosso, uno degli applauditissimi giocatori della Rarahil School

la nostra vittoriosa squadra di calcio!

la nostra vittoriosa squadra di calcio!


Tornati a scuola, la giornata è ricominciata come sempre e dopo la preghiera che vi ho descritto poco fa ho cominciato ad accogliere in classe, uno dopo l’altro, i gruppi di ragazzi che dipingeranno assieme a me i murales. Dopo aver disegnato quasi per una settimana intera e lasciato le idee maturare per bene, ieri è infine arrivato il momento di andare a vedere le pareti che li attendo, per farsi un’idea della mole di lavoro che ci aspetta.
Uno dei gruppi mi ascolta in silenzio prima di entrare a vedere la parete a loro destinata

Uno dei gruppi mi ascolta in silenzio prima di entrare a vedere la parete a loro destinata


Li ho accompagnati così all’interno dell’ADM e della YOGA AND MEDITATION HALL, e li ho fatti sedere di fronte ai rispettivi muri.
Quando si inizia un lavoro di decorazione murale c’è sempre una certa emozione nell’aria. Se devo dipingere una parete da sola, di solito mi ci siedo di fronte e la guardo a lungo, anche se è ancora tutta bianca e nulla vi appare: sono io però che con l’immaginazione comincio a costruire la composizione, a vedere comparire sulla sua candida superficie immagini e colori, sfumature e personaggi. Il muro bianco incute un po’ di timore e i ragazzi, come accade anche agli adulti, ieri faticavano ad avvicinarcisi. Ho detto loro invece di farlo, di toccare quelle pareti, accarezzarle, mettere le mani sul muro, incominciare a desiderarle e immaginarle. Saranno le loro amiche nelle prossime settimane, su di esse proietteranno sogni e colori e resteranno i loro segni per lungo tempo ad abbellire le stanze dell’Ambulatorio.
"Mettete le mani sul muro, ragazzi! E' vostro..toccatelo, cominciate a sognarlo!"

“Mettete le mani sul muro, ragazzi! E’ vostro..toccatelo, cominciate a sognarlo!”


Tornati in classe, ci siamo rimessi all’opera: di tutti i disegni creati in questi giorni c’era da fare il delicato passaggio della composizione di tutti gli elementi scelti in scala ridotta, perciò siamo infine passati alla fase di disegno su grandi fogli, tagliati e assemblati in precedenza da me nelle esatte proporzioni. Per questa fase più difficile ho tenuto con me solo i ragazzi più grandi (12-16 anni), e s’è lavorato per ore ed ore, fino a sera. Contrariamente a quanto credessi, il lavoro gli è piaciuto e non l’hanno trovato noioso. Forse cominciano a sentire che sta per arrivare il momento tanto atteso della fase pittorica, e sanno che questo è l’ultimo passaggio prima dell’avvio del nostro coloratissimo e fantasioso cantiere!
Jenish e Samir, bravissimi disegnatori, preparano il bozzetto in scala ridotta

Jenish e Samir, bravissimi disegnatori, preparano il bozzetto in scala ridotta


Così tra segni e sfumature, consumando le matite fino a renderle dei mozziconi, ci siamo ritrovati a sera con i progetti ben arrotolati sottobraccio, stanchi ma soddisfatti del lavoro fatto.
finalmente si impagina tutto nel grande bozzetto definitivo, in scala ridotta!

finalmente si impagina tutto nel grande bozzetto definitivo, in scala ridotta!


Dawa Pema, io e Rohit

Dawa Pema, io e Rohit


Ora, per iniziare, non ci resta che aspettare l’arrivo di Valentina, che i ragazzi attendono con curiosità …ah, già! C’è una cosa importante che fino ad oggi non vi ho detto! Domani arriva qui a Kirtipur l’antropologa Valentina De Marchi, che arriverà con un volo dall’Italia di prima mattina. Per Valentina sarà la prima volta in Nepal e viene per restare con noi qui alla scuola per una ventina di giorni: il suo intento è quello di visitare la scuola e l’ambulatorio intitolato al suo caro papà, ma non solo. Viene munita di videocamera e idee, viene per riprendere i bambini mentre dipingeranno i muri della Rarahil e dell’ADM, per stare con loro e raccontare sotto forma di video/documento la loro vita qui, la nostra avventura pittorica e tante altre cose. Ma questa è un’atra storia ancora, e ve la racconterà direttamente lei prossimamente su questo blog!
Buona giornata a tutti!
Marta

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8 commenti

  1. Caterina Michelin · · Rispondi

    Ormai ho sviluppato una incurabile “dipendenza” da questo blog, che predispone al sorriso la mia giornata (troppo spesso convulsa e stressata) o dà nuovo vigore alle serate stanche. Grazie Marta e grazie ai tuoi meravigliosi compagni di viaggio!

  2. michelin daniela · · Rispondi

    Non starebbe a me commentare positivamente i tuoi piacevoli scritti…ma lo faccio lo stesso !!!Buon lavoro a tutti voi e un ideale abbraccio collettivo.

  3. gaiamarfurt · · Rispondi

    Che bello! Bravi! Non vedo l’ora di vedervi all’opera su quel muro! Questi bambini e ragazzi sono una meraviglia!

  4. Ferdinando · · Rispondi

    Bello come sempre leggerti, ciao Marta.

  5. Grazie a voi cari lettori, che con pazienza e affetto leggete queste mie parole…spero di non dilungarmi troppo, ma tante sono le cose da dire e tante le emozioni che qui si provano! Tante sono anche le cose che ometto, perchè se dovessi descrivervi tutto starei troppo tempo al pc sottraendo tempo ai ragazzi! Un bacio gigante a tutti voi…

  6. Complimenti Marta, per come scrivi e per quello che fai. Mi ricordo quel pomeriggio in cui siamo andati da Simonetta a parlare di questa cosa… E’ diventato vero!

  7. marta farina · · Rispondi

    eh, già, carissimo Flavio! Pensa a come tutto è legato da un filo sottile sottile…se tu non fossi venuto a quella mia serata a Sedico sul Nepal io non ti avrei conosciuto e di conseguenza neppure Simonetta…e ora chissà dove sarei! Magari da qualche altra parte in Asia facendo la stessa cosa…ma non sarebbe uguale. Qui a Kirtipur c’è un bel legame anche con la nostra Belluno ed è bello esser…proprio qui! Grazie anche a te, e alla tua curiosità di quella sera! Un abbraccione.

  8. ciao Marta, non ci conosciamo. Sono una studentessa, abito in provincia di Vicenza. Possiamo metterci in contatto? Vorrei chiederti delle informazioni riguardo tutto questo progetto che stai seguendo in Nepal.
    Grazie mille!

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