Il compleanno di Buddha …e quello di Bidya!

Le ultime due giornate sono state parecchio movimentate qui a Kirtipur e vale la pena di raccontarvi un po’ cosa ci è successo tra venerdì e sabato. Venerdì, come promesso, il “dottor Daniel” ( come viene ormai chiamato da tutti qui alla Rarahil, compresa me!) ha tenuto una lezione ai ragazzi sull’igiene orale, proponendo loro spunti di riflessione e giochi che hanno lo scopo di rendersi conto dello stato di salute generale delle dentature dei ragazzi, per poter analizzarne poi la propensione all’igiene del cavo orale. Daniel ha incontrato le quattro classi tutte assieme ( molto coraggiosamente direi, visto che le classi hanno solitamente una trentina di alunni…i conti fateveli da voi!!!) nella Yoga & Meditation Hall, la sala che è destinata alle riunioni dei gruppi numerosi, quella stessa sala che a breve cominceremo a decorare coi ragazzi non appena saranno finiti i murales dell’ADM. Per l’appunto l’altro giorno , mentre Daniel teneva la sua lezione ai ragazzi, io nel mio angolo continuavo il lavoro dell’ingrandimento del bozzetto sulla parete da decorare, stavolta per fortuna con l’aiuto di Angelica, che mi ha alleggerito parecchio il noioso lavoro di ripasso delle linee definitive con il pennello e la terra ombra. Questo è un lavoro delicato e di precisione, che non posso fare coi ragazzi, ed è anche l’unica cosa che non faccio assieme a loro…perchè altrimenti per la stesura del colore la loro manodopera è fondamentale!

il "dottor Daniel" al lavoro, con Valentina che riprende il tutto con la sua fedelissima videocamera

il “dottor Daniel” al lavoro, con Valentina che riprende il tutto con la sua fedelissima videocamera

Dopodichè il nostro pomeriggio l’abbiamo dedicato all’esplorazione di Kathmandu, visto che di venerdì la scuola qui finisce alle 13.30: per Daniel, Valentina, Angelica e Davide questa è la prima volta in Nepal, sicchè siamo subito andati verso la meravigliosa Durbar Square, la parte più antica e storica della capitale che chi di voi ha già visto coi propri occhi di certo non può dimenticare. La bellezza dei templi e della piazza stessa ha catturato nuovamente anche me: nonostante l’abbia vista ripetutamente negli anni passati rimane un angolo di bellezza infinita, in cui la pietra rossa e le finestre intagliate sono testimonianze preziose di un passato glorioso e potente. Gironzolando per Durbar Square ci siamo imbattuti anche in una spettacolare composizione di candele accese sulla pavimentazione, che per certo ha significati votivi e religiosi, come è facile indovinare: nella foto qui in basso si vede ad esempio una decorazione con la “svastika”, il famoso simbolo della religione induista.

Luci e candele a Durbar Square

Luci e candele a Durbar Square

Abbiamo atteso che calasse il buio prima di andare a prendere l’autobus per tornare a Kirtipur, per goderci la magia delle luci del giorno che sfumano e dei templi che si illuminano con l’arrivo della sera. Ma prima della venuta del buio i nostri occhi si sono posati sulla triste attuale dea vivente, la bambina che sta reclusa in uno dei palazzi più famosi della piazza e che viene venerata come una vera divinità: si tratta della famosa KUMARI DEVI, di cui potete leggere l’intera storia cliccando su questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Kumari . Cinque o sei volte al giorno la Kumari è obbligata ad affacciarsi dalla finestrella intagliata del suo palazzo e deve dare un veloce sguardo alle persone che l’attendono nel cortile interno. Si tratta di apparizioni di pochi secondi ma l’espressione che ha sul volto basta a far capire a chiunque come questa bambina venga fondamentalmente privata della sua infanzia, dai sette anni fino all’inizio della sua adolescenza. E’ assolutamente proibito fotografare la Kumari, sicchè se volete vederla dovete venire qui di persona…noi non abbiamo foto da pubblicare. Ben più serene e felici ci sono sembrate invece queste giovani ballerine di musica tradizionale nepalese, che abbiamo incrociato in uno dei cortili, mentre si stavano preparando per l’ennesima esibizione di danza popolare. Dotate di grazia e di un innegabile bellezza naturale, erano agghindate come vere e proprie principesse…non occorre che ve le descriva, eccole qui!

Danzatrici nepalesi prima dello spettacolo

Danzatrici nepalesi prima dello spettacolo

Ieri invece siamo andati in compagnia del gentilissimo Narayan (che si è offerto ancora una volta di farci da guida, nonostante la sua scarsa propensione ad affrontare lunghi viaggi in autobus che definire sovraffollati è semplicemente irrisorio!) a visitare il tempio di Dakshin Kali. Questo tempio è famoso in tutta la vallata di Kathmandu poiché tutti i giorni lì vengono fatti sacrifici animali ( con un aumento esponenziale dei sacrifici il sabato mattina, ieri, appunto!), per lo più capre e polli.
Non pubblicherò foto “splatter” fatte al tempio, so bene che ci seguono parecchi bambini, ma vi invito a rileggere un post che il Dr. Paolo Grosso ha scritto proprio in merito a questo luogo lo scorso agosto…per facilitarvi le cose, eccovi il link:
https://ambulatoriodemarchi.wordpress.com/2012/08/30/25-agosto-2012-divinita-sangue-e-grigliate-miste/
Rileggetevi il post, che merita assolutamente cinque minuti del vostro tempo!

Una donna si decora la fronte con il TIKKA prima di entrare al tempio

Una donna si decora la fronte con il TIKKA prima di entrare al tempio

Ma le sorprese ieri non si sono esaurite con la visita al tempio di Dakshin Kali, che mette alla prova anche le convinzioni dei carnivori più incalliti e che farebbe per certo inorridire i vegetariani: nel pomeriggio io e Valentina eravamo attese a casa di Bidya, una delle ragazze della Rarahil, per festeggiare assieme il suo 17° compleanno, che il destino ha voluto far combaciare con quello del sacro Buddha! A casa di Bidya ci attendeva un folto gruppo di ragazzine tra i 12 e i 17 anni, tutte agghindate a festa, specialmente la festeggiata. Io e Valentina eravamo attese come lo sarebbero state delle vere e proprie star di Bollywhood: un piccolo corteo ci attendeva sulla strada principale da un bel po’ per accompagnarci alla festa, che s’è rivelata essere per lo più un raduno tutto al femminile di chiacchiere e gossip vari, con un’ immancabile abbuffata di cibo newari, sempre cucinato con amore e pazienza per gli ospiti “speciali” ( leggi: stranieri) come noi. Per un po’ ci siamo risentite ragazzine anche noi ( non è la prima volta che ci capita… ormai lo sapete vero, cari lettori?) e ci siamo lasciate coccolare dalle nostre giovani amiche, quasi come se le festeggiate alla fine fossimo noi invece che la cara Bidya! Siete curiosi di vederci? Eccoci qui, in mezzo ad alcune di loro, sulla via del ritorno dopo la festa… Bidya è la ragazza al centro, quella con l’elegante vestito verde iridescente, che qui si chiama “kurta” (maglia lunga a coprire le cosce e pantaloni larghi, larghissimi!) ed è molto simile ai vestiti che vengono così diffusamente utilizzati anche in Pakistan o in India.

Bidya e le invitate alla festa del suo 17° compleanno

Bidya e le invitate alla festa del suo 17° compleanno

Poteva l’intensa giornata concludersi semplicemente così?
Ovvio che no, il Nepal riserva sorprese a non finire per chi le sa cogliere al volo, così verso sera ci siamo inoltrati per le intricate stradine di Kirtipur, con lo scopo di assistere ai festeggiamenti del compleanno del Buddha! Eh già..non lo sapevate? Il veneratissimo Buddha è nato proprio il 25 di maggio: qui si tratta di un giorno importantissimo per tutte le comunità buddiste, i templi si riempiono all’inverosimile e nelle cittadine vengono organizzate processioni con immancabili canti e danze. A Kirtipur i protagonisti assoluti della scena di ieri erano due grandi Buddha di metallo e stoffa, che passavano per le strade di tutta la città vecchia accompagnati da un corteo di donne anziane che cantilenavano melodie religiose, mentre baldi giovani erano intenti a percuotere con energia grossi tamburi.

I Buddha danzanti di Kirtipur

I Buddha danzanti di Kirtipur

I Buddha di tanto in tanto si fermavano a ballare nelle piazzette, ed erano animati a turno da volontari che si infilavano sotto la struttura di ferro a dar loro vita e movimento, per la gioia dei più piccoli soprattutto. Noi abbiamo inseguito i due Buddha dorati come fecero un tempo i bambini seguendo il pifferaio magico della nota storia, fino ad arrivare a casa del nostro adorato Narayan, che ci attendeva per concludere la giornata con ottimo cibo newari, cucinato da sua moglie. Occorre poi specificare che la sera siamo tutti crollati dal sonno come sassi in due secondi? Non credo… Alla prossima, dal Nepal per oggi è tutto…passo e chiudo!

Marta

p.s. Simonetta ci faceva notare che nei precedenti post i due murales dell’AMBULATORIO non si vedono un granchè, anzi…si intravede qualche cosa dietro le foto dei bambini intenti a dipingere, ma non si ha mai una visione di insieme. Bhe, confesso…lo abbiamo fatto apposta, non volevamo svelarvi tutto subito! Un po’ di suspance ci sta sempre bene in questi casi, e pubblicheremo le foto dei due muri appena saranno finiti…ormai è questione di 2-3 giorni! Abbiate pazienza!!!

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