One more story, please!

Come tutte le cose, anche la nostra avventura pittorica è arrivata al capolinea e ha visto la sua fine. Ogni fine lascia sempre un po’ di nostalgia addosso, e questo caso non fa eccezione. Abbiamo terminato il nostro terzo lavoro di pittura murale tra risate e canti leggeri, che uscivano dalle bocche dei ragazzi mentre davano le ultime pennellate sicure al murale, ormai padroni della tecnica. E’ sempre così: quando arriva il momento in cui io mi posso rilassare un po’ e “lasciarli fare” perchè li vedo ormai sicuri di quello che fanno, è ora di smettere di dipingere perchè il dipinto è completo! Pensavo proprio ieri che adesso sarebbe da rimanere invece che rientrare a casa, ed avviare altri lavori murali qui alla Rarahil! Il nostro team è ormai ben rodato e penso che se ci mettessimo a fare altri murales saremmo ancora più veloci e disinvolti nel portarli a termine. La cosa non è attualmente realizzabile perchè purtroppo tra una decina di giorni starò preparando la valigia per rientrare (senza un’ effettiva voglia di tornare, lo confesso!). Troppi sono gli impegni per quest’estate che devo portare a termine ed è proprio ora che io rientri. Ma di certo non lo faccio volentieri…il mio visto nepalese di 90 giorni scadrebbe il 29 luglio ( proprio il giorno di Santa Marta…una bella coincidenza, tra l’altro!) e quando guardo la data sul passaporto mi viene una tentazione immensa di sfruttarlo e di usufruirlo tutto. Ma questo è un capitolo a parte e non sono qui ora per raccontarvi della mia “scarsa voglia d’Italia”!

Danzando davanti al nostro dipinto murale...con Sreejana e Kushboo!

Danzando davanti al nostro dipinto murale…con Sreejana e Kushboo!

Come vi dicevo dunque, abbiamo sistemato anche la parete decorata della Yoga Hall. Per dare gli ultimi ritocchi alla parete ho lavorato solo coi ragazzi più grandi: fare le ultime ombre e sfumature, così come i contorni, non è cosa facilissima e i bambini più piccoli non sono in grado di farlo, non lavorando con dimensioni così enormi di superfici e zone da riempire con campiture di colore.
Nonostante la nostalgia della fine di un lavoro, dare poi il fissativo acrilico trasparente alla parete è una vera e propria meraviglia e neppure Narayan ha resistito alla tentazione di metterne un po’ sul muro: quando lo si passa oltretutto i colori risplendono di luce nuova, diventano ancor più brillanti di quanto già sono e la soddisfazione di vedere il frutto del lavoro di settimane prendere finalmente la sua forma definitiva è immensa.

Samir e Narayan danno il fissativo finale alla parete!

Samir e Narayan danno il fissativo finale alla parete!

E visto che anche questo lavoro è terminato ( la spiegazione dettagliata della parete ve la darò non appena pubblicherò le “foto ufficiali” col gruppo al completo dei 18 giovani pittori schierati di fronte alla parete, promesso!), in questi giorni mi sto dando da fare per stare comunque coi ragazzi e per abbellire i nostri ultimi giorni assieme con idee nuove e proposte di attività da fare assieme che li entusiasmino. Ultimamente abbiamo fatto qualche altra uscita dalla scuola per andare a catturare
il mondo con la nostra fedele matita e per riempire un po’ gli album di schizzi che i bambini possiedono ma che altrimenti usano troppo di rado per i miei gusti. Persino la piccolissima Aakhsu, che ha solo tre anni, vuole disegnare e Sandes le presta gentilmente un angolino del suo album personale, con quella gentilezza e quell’altruismo che sono tipici dei bambini del convitto della Rarahil school, abituati come sono ad essere una grande numerosissima famiglia nella quale tutto si condivide.

La Piccolissima Aakhsu vuole disegnare assieme a noi!

La Piccolissima Aakhsu vuole disegnare assieme a noi!

Solamente Sonu può assumere certe posizioni strane mentre si disegna dal vivo! ( Alle sue spalle...l'Ambulatorio De Marchi)

Solamente Sonu può assumere certe posizioni strane mentre si disegna dal vivo! ( Alle sue spalle…l’Ambulatorio De Marchi)

C’è anche chi ai campi e alle case tutt’attorno preferisce dedicare una maggiore attenzione al cielo e alle sue magiche nuvole, che in questi giorni sono gonfie e imponenti visto l’inizio della stagione monsonica. La prima a stendersi sui prati è la mia fedelissima piccola amica Sudikshya, che in quanto a fantasia non si smentisce mai. E’ rimasta lì per un bel po’, tracciando linee e studiando quell’immenso blu sopra di lei con estrema attenzione, degna di una vera disegnatrice. Mi ha commosso scoprire poi, con tanta sorpresa, che nel cielo aveva disegnato proprio me aggrappata ad un mazzo di palloncini colorati. Giorni fa, chiacchierando, le avevo confessato che uno dei miei sogni di bimba era quello di poter volare aggrappata ad un folto gruppo di palloncini. All’epoca, ero effettivamente convinta che se i miei genitori mi avessero comprato tutti i palloncini all’antica festa della Madonna Addolorata di Belluno avrei potuto volare in alto nel cielo felicemente salda ai loro innumerevoli fili… Purtroppo il fantastico investimento ( che io ho chiesto davvero per anni!) non è mai stato fatto, sicchè non ho mai potuto verificare l’effettiva fattibilità della cosa. Ora è palesemente troppo tardi…neanche tutti i palloncini della fiera sarebbero in grado di trasportare più da nessuna parte il mio dolce peso!

Copiando le nuvole - Sudikshya e Susmita

Copiando le nuvole – Sudikshya e Susmita

Che forma hanno le nuvole adesso nel cielo?

Che forma hanno le nuvole adesso nel cielo?

Quest’ inverno, prima che io partissi per il mio lungo viaggio in Asia (che come ultima tappa prevedeva appunto il Nepal e la Rarahil School), il mio caro amico trevigiano Ivo Lorenzon (che è uno dei fondatori della Mostra Internazionale dell’Illustrazione per l’Infanzia di Sarmede, Treviso http://www.sarmedemostra.it/) mi regalò sette libri illustrati dal famoso illustratore ceco Stepan Zavrel da portare in Nepal per i bambini di qui. I libri sono arrivati anche prima di me, perchè hanno provveduto a farli avere ai bambini i medici che sono passati qui già nel marzo scorso. I volumi sono però in italiano, sicchè solo adesso che il mio lavoro di pittura murale è terminato trovo il tempo per tentare di tradurli in inglese in modo che i bambini siano autonomi un domani nel leggere le storie in essi contenute.

Ecco la foto che ho inviato alle case editrici italiane per convincerle ad inviarmi i testi contenuti nei volumi!

Ecco la foto che ho inviato alle case editrici italiane per convincerle ad inviarmi i testi contenuti nei volumi!

I libri di Zavrel sono dei classici intramontabili e la sua arte è senza tempo, e sempre lo sarà. Sono intrisi di meraviglia allo stato puro, e meritano di esser diffusi e visti dai bambini di tutto il mondo. Con questo intento ci sono stati affidati per farli rivivere tra le mani dei nostri piccoli amici nepalesi, e finalmente ci siamo…abbiamo cominciato a leggerli assieme! Per ora ci stiamo accontentando della mia traduzione orale direttamente dall’italiano all’inglese, ma ho già mandato diverse email alle case editrici che li hanno pubblicati per chieder loro di inviarmi i file di word con i relativi testi, in modo che io possa più velocemente tradurli, senza doverli trascrivere ( il che invece renderebbe molto più macchinoso tutto il processo). Solo una per ora ha risposto e ha inviato il testo, così ho iniziato a aggiungere con colla e forbici delle striscioline di carta sopra il testo originale quello in inglese.

I testi tradotti per i bambini della Rarahil

I testi tradotti per i bambini della Rarahil

Leggendo i libri si Stepan Zavrel con Sudikshya

Leggendo i libri si Stepan Zavrel con Sudikshya

Già alcuni giorni fa avevo tradotto oralmente in anteprima a Sudikshya ( che come avrete ormai intuito…è una di quelle piccole piacevolissime “zecche” che non ho nessuna intenzione, a differenza di quelle vere, di scollarmi di dosso!) alcune storie illustrate, ma non pensavo avrebbe assimilato questi racconti al punto di diventare essa stessa una grandissima cantastorie solo qualche sera dopo. Circa un’ora fa qui in camera mia c’erano una marea di bambini che sono capitati qui per il semplice motivo che stamattina, girando per Kathmandu, ho acquistato loro dei volumi illustrati da tenere qui al convitto in modo da iniziare, assieme ai libri che ci ha donato Ivo, una collezione di libri illustrati. Come potete facilmente immaginare, qui in Nepal la situazione editoriale non è delle più floride e i libri illustrati per ragazzini sono di scarsa qualità, sempre ammesso che esistano. Ci sono poche rare eccezioni, così come pochissime sono le librerie che tengono testi di questo genere, ovvero strettamente dedicati al mondo dell’infanzia. Tra l’altro, la mia “caccia al libro” stamane è stata anche più difficile del previsto perchè a metà maggio è andata completamente bruciata la più bella e fornita libreria di Thamel (nel cuore del centro storico di Kathmandu) a causa di un incendio scoppiato per una bombola del gas difettosa nelle cucine del ristorante al piano superiore. Della Pilgrim’s Books, un posto da sogno e una meta imperdibile per tutti i viaggiatori di passaggio in Thamel, oggi non rimane che un edificio carbonizzato. Per fortuna però che lo spirito di rinascita è fortemente presente anche qui, sicchè già da qualche giorno un altro negozio è sbocciato 500 metri più a sud nella stessa via, ed è pieno dei libri sopravvissuti al rogo: tra di essi vi ho trovato 5-6 testi interessanti, ovviamente corredati di belle illustrazioni di qualità, che ho subito acquistato per la futura biblioteca illustrata dei bambini della Rarahil. Potevo dunque passare inosservata al rientro dalla mia gita a Kathmandu quando ho attraversato il cortile della scuola con un pesante borsone di libri illustrati tra le mani? Ovvio che no…

Prima di tornare a Kirtipur mi concedo un bel piatto di MOMO e mi metto a leggere meglio i libri che ho appena acquistato. "The adventure of a nepali frog" è un libro che anche io ho in Italia, e che non può mancare nella libreria della Rarahil: parla delle avventure di una rana che esplora il Nepal e delle sue avventure eccezionali e commoventi alla scoperta del mondo

Prima di tornare a Kirtipur mi concedo un bel piatto di MOMO e mi metto a leggere meglio i libri che ho appena acquistato. “The adventure of a nepali frog” è un libro che anche io ho in Italia, e che non può mancare nella libreria della Rarahil: parla delle avventure di una rana che esplora il Nepal e delle sue avventure eccezionali e commoventi alla scoperta del mondo

Così stasera dopo cena mi sono ritrovata di nuovo circondata da tanti ragazzini che non vedevano l’ora che leggessi loro le storie contenute nei nuovi preziosi libri e ne hanno volute ascoltare ben cinque di fila, da bravi ingordi quali sono! “One more story, one more story…last one!”. E, storia dopo storia, siamo arrivati al punto in cui a me mancava la saliva dal tanto leggere e interpretare le storie, così ho avuto un piccolo lampo di genio (concedetemi l’espressione, suvvia!)… Mi sono ricordata che Sudikshya conosceva due delle storie di Stepan Zavrel perchè gliele avevo lette qualche giorno fa, così le ho chiesto di raccontarle a voce alta in nepalese a tutti i suoi compagni. Lei, emozionata ma compunta e seria come una vera cantastorie professionista, si è messa a raccontare le due fiabe ai suoi amici che stavano zitti ad ascoltare in un silenzio di tomba, rapiti ed incantati dal suo racconto che alle mie orecchie suonava fluido e limpido, anche se non ho ovviamente capito un accidenti di quello che diceva. Mi sono limitata a farle da leggio e a girare le pagine ogni qual volta lei mi faceva un leggero cenno con la testa, lasciandomi capire che era ora di passare alla prossima illustrazione. Mi tocca proprio dirvelo: mi sono commossa quasi fino alle lacrime che ho tentato, per fortuna con discreto successo, di trattenere e non mostrare loro per non creare scompiglio. Vedere tutti quei bambini così presi nell’ascolto, così affascinati dalle illustrazioni colorate e piene di poesia, così immersi in mondi fantastici, gli stessi che fanno tutt’oggi sognare anche me, mi ha emozionato non poco.

Eccoli i miei giovani lettori e divoratori di libri, poco prima che se ne andassero dalla mia stanza, lasciandola silente e vuota. Mi sa tanto, cari medici dell’ADM, che vi conviene fare un bel corso di dizione e recitazione prima di venire qui la prossima volta…ormai i bambini “hanno imparato la strada” e penso che non passerà troppo tempo prima che uno di essi bussi alla vostra porta per chiedervi di leggergli una bella favola!

 11 bambini e libri in camera mia

I libri di Zavrel assieme ai nuovi volumi in inglese per i bambini del convitto della Rarahil

I libri di Zavrel assieme ai nuovi volumi in inglese per i bambini del convitto della Rarahil

 

P.S.

Proprio mentre scrivevo questo post nella mia casella postale stavano cominciando a fioccare i testi dei libri inviati dalla casa editrice Bohem Press, che si sta premurando di farceli avere in tempi brevissimi, così come ha già fatto anche la casa editrice ARKA. Grazie di cuore anche a loro per la gratuita e gentile collaborazione!

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2 commenti

  1. Maddalena · · Rispondi

    Che meraviglia….non ho parole…mi sono commossa tanto. Grazie Marta.

  2. senza che tu te ne accorga quando le ultime parole finiscono di scorrere davanti agli occhi e i pensieri di rincorrersi,hai stampanto nel viso un sorriso d’allegria ed emozione…così come ha fatto Maddalena:Grazie Marta.

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