MENTRE CRESCE IL RISO…

Era un bel pezzo che avevo promesso ai ragazzi che avrei tenuto loro una lezione approfondita sulla tecnica ad acquerello e finalmente ieri pomeriggio ce l’abbiamo fatta. L’acquerello rimane la mia tecnica preferita, sebbene sia la più difficile di tutte, e così volevo trasmettere loro quei minimi trucchi e le conoscenze di base che rendono l’approccio coi colori ad acquerello di sicuro più semplice. Ho scelto tra i più grandi una decina di ragazzi che durante le settimane di lavoro ai murales mi erano sembrati particolarmente dotati e soprattutto interessati a saperne di più, e ho chiesto loro se avevano voglia di passare 2 o 3 ore con me, per imparare i piccoli trucchi del mestiere. Con mia interiore grande soddisfazione mi hanno detto tutti e dieci di sì. Nessuno ha preferito andare a giocare a pallone o a guardare la tv ( che qui si guarda appunto solo di venerdì sera o di sabato, cioè ieri) e questo m’è sembrato un grandissimo successo: nonostante tutte le ore ed ore passate assieme a dipingere sui muri o a disegnare innumerevoli bozzetti, hanno ancora voglia di seguirmi in mondi surreali e di giocare coi colori.

Acquarellando in allegria

Acquarellando in allegria

Così ieri, approfittando del fatto che qui c’erano anche Daniel e Angelica appena rientrati da uno dei più famosi trekking nella zona di Pokhara, ci siamo messi all’opera nella bella Yoga & Meditation Hall e abbiamo sfoderato tavolozze, pennelli e colori. E così mi sono tornati utili anche i libri che ho acquistato di recente qui a Kathmandu ( nel frattempo ne ho trovati altri di nuovi, giusto per infoltire un po’ la collezione della biblioteca di libri illustrati che sto creando al convitto!) che hanno aiutato i ragazzi a trovare spunti e ispirazioni per i loro primissimi esperimenti pittorici ad acquerello.

Nuovi libri illustrati per i miei piccoli amici...sperando che li aiutino a galoppar ancora più veloci con la fantasia.

Nuovi libri illustrati per i miei piccoli amici…sperando che li aiutino a galoppar ancora più veloci con la fantasia.

Non senza un po’ di fatica e un bel po’ di pressione psicologica con noi è rimasto anche il caro Narayan che come quasi tutti gli adulti, a differenza dei ragazzi, ha la tendenza a non volersi mettere in gioco…invece è rimasto con noi per tutte le due ore e mezza del corso, e ha prodotto una strabiliante opera prima che ha lasciato tutti a bocca aperta, lui in primis!

La straordinaria opera prima di Narayan!

La straordinaria opera prima di Narayan!

Senza copiare da nessuna immagine né dai libri, Narayan ha voluto cimentarsi nello studio di ombre e luci di un drappeggio e questo è il risultato…mica male per esser uno che non ha mai preso un pennello in mano in vita sua e che, anzi, era molto poco convinto nel farlo! Ma come ha iniziato a mettere i colori sulla carta si è rilassato magicamente e gli impegni che pareva avere in precedenza sono svaniti nel nulla. E’ stato poi bellissimo sentirgli dire, alla fine del corso, che finalmente capiva, avendo provato la sensazione sulla sua pelle, la bella esperienza del creare giocando coi colori. Mi ha detto sfoderando il suo solito grande e sincero sorriso: “Marta, adesso ho capito perchè i bambini vengono tanto volentieri a dipingere! Per due ore sono tornato bambino anche io!”

La carta che abbiamo usato era carta di ottima qualità, che avevo acquistato lo scorso inverno proprio con lo scopo di portarla con me in viaggio per fare lavori di grandi dimensioni, e non solo piccoli schizzi nei miei taccuini illustrati..proprio con l’intento di farne moltissimi qui in Nepal. Credete forse che questo sia potuto accadere? Solo una volta mi è successo di fare un’ uscita a Kirtipur, per disegnare il tempio principale della piazza vecchia, e quell’unico acquerello che ho quindi prodotto tra l’altro lo lascerò qui in Nepal: ho già deciso che lo regalerò a Narayan e domani andremo assieme dal corniciaio per confezionarlo.

Il magico sole che si tuffa nel mare dipinto da Prajwal

Il magico sole che si tuffa nel mare dipinto da Prajwal

Coi ragazzi della Rarahil sempre attorno, andare in giro a fare acquerelli è stato direi praticamente impossibile e tutto il mio tempo, salvo rarissime eccezioni, l’ho passato qui con loro, tra le mura della scuola. Con i restanti ottimi fogli ho quindi pensato di fare un corso ai ragazzi, che meritavano di provare gli acquerelli su “carta buona”, visto la grandissima differenza che quest’ ultima può fare.Ecco un po’ dei loro risultati…niente male, vero, per esser la prima volta?

Pennellate veloci e sicure a creare nuove forme

Pennellate veloci e sicure a creare nuove forme

Con me, fino alle sette passate di sera, è rimasto il meraviglioso Samir, uno dei ragazzi del convitto. Dopo tre ore di laboratorio non è rimasto più nessuno, eccetto lui, che invece m’ha tenuto lì un’ altra ora abbondante chiedendomi consigli su come portare a termine il suo lavoro. Aveva un’idea ben precisa in mente e mi ha chiesto timidamente se non mi spiaceva restare sola con lui per insegnargli qualche cosa in più. Come avrei potuto fare a meno di fermarmi con lui? Era letteralmente impossibile e l’ho fatto volentieri e con il cuore in mano. Così ci siamo ritrovati, silenziosi e assorti, a dipingere assieme, spezzando il silenzio di tanto in tanto con frasi brevi. Consigli e sorrisi, in uno scambio di tenerezza e gentilezza reciproca. Il suo “grazie” è la migliore ricompensa che io possa ricevere. Samir è curioso ed appassionatissimo d’arte e di disegno. Mi chiede spesso come si può creare il colore dell’incarnato della pelle, come si fanno le ombre, come si sfuma, come si può dare espressione ad un viso. Io cerco di dedicargli tutta la mia attenzione e di insegnargli più cose possibile. Lui mi ringrazia anche troppo, al punto che ogni tanto mi tocca dirgli di smetterla. “Basta dirmi grazie Samir! Questo è il mio mestiere e insegnare mi piace…e farlo con ragazzi interessati come te per me è un piacere, non certo uno sforzo!”, mi tocca dirgli. “Ma non tutti gli insegnanti sono così…a volte sbuffano o ci dicono le cose di malavoglia, senza passione” ha ribattuto lui. Lo so, eccome se lo so…anche io ne ho avuti di pessimi insegnanti, ho pensato. Però m’è servito conoscere e vedere all’opera anche quelli, se non altro per capire come io NON avrei mai voluto diventare nel caso un giorno mi fossi ritrovata nei loro panni.

Eccomi con il mio dolcissimo amico Samir e i nostri due acquerelli. Io, il mio, ovviamente gliel'ho regalato. Dalla foto non si vede, ma nel cielo bianco ho disegnato due uccelli liberi in volo, stilizzati. All'inizio ne avevo messo solo uno, dicendogli :"Questo sei tu, Samir"...poi lui mi ha detto :"Ma come? Lassù tutto da solo mi hai dipinto?"... Come potevo non provvedere? Così ho subito aggiunto un'altro uccello in volo parallelo a quello solitario e gli ho detto: " Ecco fatto...adesso ci son anche io!" Lui s'è fatto una grande risata (una delle sue, di quelle belle sonore, di pancia e di cuore!) probabilmente sentendo la magia di quella conversazione, all'apparenza semplice ma in realtà molto metaforica. Poi, perchè non si sentisse comunque troppo solo, di uccelli ne ho aggiunti tantissimi, nella parte bassa del disegno. In alto, comunque, ci siamo solo noi due: gli ultimi a resistere in questo giorno di acquerelli e pioggia (fuori). Gli ultimi a chiudere a chiave la stanza, gli ultimi ad asciugare i pennelli, quando tutti gli altri se ne erano già andati da un bel pezzo.

Eccomi con il mio dolcissimo amico Samir e i nostri due acquerelli. Io, il mio, ovviamente gliel’ho regalato. Dalla foto non si vede, ma nel cielo bianco ho disegnato due uccelli liberi in volo, stilizzati. All’inizio ne avevo messo solo uno, dicendogli :”Questo sei tu, Samir”…poi lui mi ha detto :”Ma come? Lassù tutto da solo mi hai dipinto?”… Come potevo non provvedere? Così ho subito aggiunto un’altro uccello in volo parallelo a quello solitario e gli ho detto: ” Ecco fatto…adesso ci son anche io!” Lui s’è fatto una grande risata (una delle sue, di quelle belle sonore, di pancia e di cuore!) probabilmente sentendo la magia di quella conversazione, all’apparenza semplice ma in realtà molto metaforica. Poi, perchè non si sentisse comunque troppo solo, di uccelli ne ho aggiunti tantissimi, nella parte bassa del disegno. In alto, comunque, ci siamo solo noi due: gli ultimi a resistere in questo giorno di acquerelli e pioggia (fuori). Gli ultimi a chiudere a chiave la stanza, gli ultimi ad asciugare i pennelli, quando tutti gli altri se ne erano già andati da un bel pezzo.

Ieri sera Daniel e Angelica avrebbero dovuto fermarsi a dormire qui alla Rarahil per la loro ultima notte qui in Nepal ma uno dei soliti diabolici scioperi nepalesi ( stavolta per motivi di disappunto per le prossime elezioni …che si terranno a ottobre!) li ha strappati lontano dagli abbracci dei bambini che erano già prontissimi a festeggiarli e a salutarli a dovere con lo stesso cerimoniale che di solito tocca agli ospiti che si soffermano a lungo qui alla scuola!

Sicchè in fretta e furia, una volta confermato lo sciopero, ci hanno lasciati alla volta di Thamel, il famoso quartiere che si trova nel centro storico di Kathmandu dal quale ci sono speciali corse scortate dalla polizia in direzione dell’ areoporto nei giorni di protesta come questo. Ora dovrebbero esser in volo per L’Italia e auguro loro un rientro dolce, senza intoppi. Oggi dunque, che avrebbe dovuto esser un giorno come tutti gli altri, qui alla Rarahil non volava una mosca. Nessun insegnante s’è presentato ai cancelli della scuola e nemmeno uno dei settecento alunni s’è fatto vedere. Se sciopero dev’essere, che sciopero sia…e per tutti, ovviamente! Così io, che invece non riesco a starmene in ozio visto che manca una settimana al mio rientro e ancora ho un sacco di cose da portare a termine, ne ho approfittato per tradurre un altro libro dall’italiano all’inglese per i bambini e per proporre loro di terminare il lavoro di decorazione della mensa che avevo iniziato in solitaria ormai un mese fa e che avevo lasciato in sospeso.

Traduco, stampo, ritaglio e incollo...per rendere comprensibili i libri in italiano ai bambini della scuola. Per fortuna che con me c'è la piccola Sobita, che mi fa da ..."assistente al ritaglio"!

Traduco, stampo, ritaglio e incollo…per rendere comprensibili i libri in italiano ai bambini della scuola. Per fortuna che con me c’è la piccola Sobita, che mi fa da …”assistente al ritaglio”!

Ed anche questo pomeriggio è scivolato via, tra risate e sfumature, continuando a decorare con farfalle coloratissime quella striscia di muro della sala mensa che si vede subito entrando nello stanzone. Ancora non lo abbiamo terminato ma ormai manca poco…nei prossimi giorni, prima che io parta, dovremo trovare il tempo per finire anche questa parete colorata.

Riprendono i lavori di decorazione della mensa. Adesso non sono più io dipingere farfalle...lo fanno i ragazzi, che nel frattempo sono diventati praticamente autonomi!

Riprendono i lavori di decorazione della mensa. Adesso non sono più io dipingere farfalle…lo fanno i ragazzi, che nel frattempo sono diventati praticamente autonomi!

Persino Surye, il nostro cuoco, non resiste alla tentazione di lasciar un segno sulla parete e - tra un taglio di patate e l'altro! - dipinge la sua piccola farfalla arancione!

Persino Surye, il nostro cuoco, non resiste alla tentazione di lasciar un segno sulla parete e – tra un taglio di patate e l’altro! – dipinge la sua piccola farfalla arancione!

Quando arriva la sera mi ritrovo parecchio stanca e le ore sembrano non bastare mai. Sono sempre felicemente e per mia scelta circondata dai bambini e dai ragazzi che richiedono la mia totale attenzione, perciò non ho davvero mai un momento per me, dall’alba fino al tramonto …e oltre! Ma la stanchezza che sopraggiunge la sera è una stanchezza di quelle che è piacevole avere addosso, carica di immagini felici e momenti di condivisione indimenticabili. Eccone uno, ad esempio: non è emozionate vedere come gli allegri Sandesh, Roni e Yuwal si prendono cura di alcune piantine d’alberi da frutto piantate il giorno del WORLD ENVIRONMENT DAY, mostrandomele con fierezza e orgoglio, avendo partecipato alla manifestazione?

da sinistra: Roni, Yuwal e Sandesh

da sinistra: Roni, Yuwal e Sandesh

E fuori di qui…che succede? Cari amici, confesso…non lo so.

La mia gioia finisce entro i confini di queste mura e se solo vado a Kathmandu per qualche ora mi pare di “tradire” i miei piccoli amici, i quali spesso cercano allegramente di boicottare questi miei (per altro già molto rari!) spostamenti. Una cosa ve la posso dire per certo, perchè non mi occorre andare tanto lontano per vederla: mi basta guardare fuori dalla finestra della camera che da due mesi a questa parte chiamo “casa”. Giorno dopo giorno ho visto le risaie diventare sempre più feconde e verdi, con l’arrivo delle piogge, mentre i contadini si preparano per trapiantare nuovamente le piccole piantine di riso che sono appena spuntate in campi più ampi. Se non ci credete…ecco qui. Eccovi una foto scattata poco fa, solo per voi.

E con questo riquadro smeraldino vi lascio e vi mando un caro abbraccio della buonanotte!

Benedetta pioggia, che quest'anno è arrivata addirittura in anticipo, a favorire la crescita del riso

Benedetta pioggia, che quest’anno è arrivata addirittura in anticipo, a favorire la crescita del riso

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