IN BARBA AL MONSONE!

Sono ormai giorni e giorni che piove quasi ininterrottamente e i campi hanno subìto una trasformazione incredibile rispetto ad un mese e mezzo fa, quando sono arrivata qui. Adesso si sono trasformati in veri e propri specchi che, ricolmi d’acqua, riflettono i nuvoloni gonfi e grigi che occupano il cielo sopra a Kirtipur e al Nepal intero. Piove e piove, ma questo non spaventa nessuno. Pare che tutto proceda e scorra tale e quale a prima…anzi! I campi ora pullulano ancor più di vita, da mane a sera.

A gettare uno sguardo sulle innumerevoli risaie che circondano Kirtipur non è difficile scorgere tantissimi puntini bianchi e blu.

1 puntini blu

A prima vista sembrano spaventapasseri piantati in mezzo ai campi, poi a guardare meglio ci si accorge che si muovono e che sono persone al lavoro intente a trapiantare il riso nella terra, terra che finalmente è morbida e accogliente. Chini su loro stessi, arano, piantano, setacciano, smuovono il fango coi piedi nudi.

2 piantando riso

Mi chiedo quale sia la sensazione che provano…non sono mai stata immersa nel fango fresco fino ai polpacci. Quasi quasi uno di questi giorni vado a dare una mano alla moglie di Narayan che so essere impegnata con il lavoro che procurano i campi di riso, come stanno facendo moltissime altre donne di qui. Appena finiamo la decorazione murale della mensa e io termino di tradurre i libri illustrati di Zavrel in inglese…ci provo!

3 piedin in acqua

L’importante è che mi assicurino che non avrò incontri ravvicinati con le temibili sanguisughe, che so esser delle bestioline ben diffuse da queste parti…quelle proprio no, non le riuscirei ad affrontare! (Perdonate la codardia, ma quando è troppo è troppo!)

4 nel fango

Nonostante il monsone che batteva forte sulle case e sulle strade (che diventano spesso veri e propri fiumi melmosi, specie se non sono asfaltate) stamattina ho inforcato l’ombrello e mi sono diretta verso l’abitazione della giovane pittrice Deepmala, che ho avuto il piacere di conoscere ormai qualche tempo fa. Deepamala ha 25 anni anche se ne dimostra molti meno (…sarà la mitica dieta a base di “dal bhat” a fare questo magico effetto?! …chissà!) e si sta per laureare all’ Accademia di Belle Arti. Sta studiando da anni arte con passione e dedizione e mi era venuta a conoscere ormai 5-6 settimane fa quando aveva saputo che alla Rarahil c’era una pittrice italiana che sarebbe rimasta a fare dei murales con i ragazzi. Anche lei a volte lavora con i bambini, collaborando da tempo con delle ONG locali e straniere, e mi è tornata a trovare qui a scuola quando ha saputo che avevamo finito i lavori di decorazione murale. Così, come spesso accade, da cosa nasce cosa e qualche giorno fa sono finita a pranzo da lei, per conoscere la sua famiglia e per vedere alcuni suoi lavori. Quelli più grandi, realizzati su tela ad acrilico, li conserva però in Accademia, perciò stamattina siamo andate insieme in facoltà per vedere le sue opere e così anche quelle dei suoi colleghi.

Con Deepmala e alcuni suoi amici pittori. ( Da notare, le mie scarpette di tela...perfette per il monsone, no???)

Con Deepmala e alcuni suoi amici pittori. ( Da notare, le mie scarpette di tela…perfette per il monsone, no???)

Moltissime erano davvero opere originali e di buona fattura e sono rimasta piacevolmente stupefatta dalla qualità dei lavori. In febbraio, durante il mio mese in Thailandia, avevo visitato l’omonima facoltà di Bangkok ma devo dire che lì avevo avuto tutt’altra impressione: scarse erano le opere in esposizione e di bassa qualità i dipinti esposti, per non parlare delle sculture. Dal Nepal invece, paese in cui non pensavo di trovare tanta fecondità e fantasia pittorica, sono rimasta piacevolmente stupita. Alcune delle opere rappresentano temi tradizionali rivisitati brillantemente in chiave attuale, come questo bel ritratto della KUMARI DEVI ( la dea-bambina di cui vi ho già accennato in uno dei precedenti post). Ironica ( e forse anche vagamente polemica) è per certo la sua raffigurazione a fianco di una macchina fotografica, forse a simboleggiare ancora una volta come questa bambina venga praticamente derubata della sua infanzia ed utilizzata come soggetto/oggetto da fotografare e venerare.

6 kumari painting

L’ala di scultura oggi era purtroppo chiusa, ma sono riuscita egualmente a sbirciare attraverso le finestre per vedere i lavori a grandezza naturale e gli studi anatomici che qualcuno sta portando avanti. Nei corridoi davanti alle aule di scultura ho però trovato questo bizzarro Buddha fatto di gesso e pezzetti di plastica dura recuperata chissà dove, alla quale viene restituita nuova vita in questo modo…

"Heilà, signor Buddha...la vedo un po'... ingessato! Si rilassi, suvvia, e torni ad indossare il suo leggendario sorriso!"

“Heilà, signor Buddha…la vedo un po’… ingessato! Si rilassi, suvvia, e torni ad indossare il suo leggendario sorriso!”

Anche i quadri di Deepmala sono parecchio particolari. Il suo lavoro è incentrato sull’essere umano, sulle persone e sui vari tipi di relazioni che vengono ad instaurarsi fra di esse, quindi sull’evolversi dei rapporti sociali e culturali. Eccola mentre mi mostra timidamente alcuni dei suoi più recenti lavori.

Deepmala con alcuni dei suoi quadri

Deepmala con alcuni dei suoi quadri

 

Soprattutto un quadro mi ha colpito più degli altri. Due figure umane, speculari tra loro, se ne stanno sedute senza testa. Dal loro collo spuntano dei fili, che a ben guardare richiamano il gioco di intrecci che fa il nostro DNA se visto al microscopio. Negli intrecci che quest’ultimo crea però ci sono nascosti pezzetti di rupie nepalesi, ad indicare come una sbagliata concezione del denaro possa avvelenare i rapporti e cambiare radicalmente le nostre vite e così il nostro modo di essere, la nostra reale essenza. Ecco spiegato il motivo per cui questi due personaggi non hanno più testa e forse neanche cuore: hanno lasciato che il denaro influenzasse la loro vita e le loro decisioni, e questa è la fine che hanno fatto.

Altri studenti invece sono più “classici” e fanno esercizio pittorico scegliendo temi ben più tradizionali (e quindi anche meno personali) come il rassicurante e sorridente Buddha, altri soggetti che derivano dalle storie della religione hindu o ancora soggetti popolari (ritratti di scene contadine o di festività religiose, templi, e altro ancora).

10 quadro buddha

Nei corridoi di ogni scuola d’arte o accademia che si rispetti c’è sempre quel buonissimo odore di colori ad acrilico o ad olio, quel nostalgico e creativo profumo che aleggia nell’aria, inconfondibile ed unico. Chi lavora con i colori sa di cosa parlo: si tratta dell’odore che reca con sé quel mondo alternativo che è la pittura, sconosciuto a molti (per esperienza diretta) ma comunque apprezzato dai più.

Dopo aver a lungo chiacchierato con Deepmala mi sono incamminata sotto la pioggia costante verso la Rarahil, e quindi verso Kirtipur (l’università si trova appena fuori il perimetro della città!) scoprendo una figura professionale che fino a una decina di giorni fa non era assolutamente visibile né presente per le strade della città. Indovinate un po’…di chi potrà mai trattarsi visto il tempo atmosferico che costantemente inumidisce le mie giornate qui in Nepal? Ma è ovvio, già …avete indovinato…è lui, l’aggiusta-ombrelli, figura che da noi è assolutamente scomparsa e della quale nessuno (purtroppo!) sente nemmeno la mancanza, visto il costo irrisorio di ombrelli e affini, specie se di fattura cinese. Ecco questa romantica e quasi eroica figura mentre sfida la pioggia battente (…e contempo sfida anche i tempi moderni, battaglia ben più ardua!) riparando gli ombrelli dei passanti che lo vedono, in caso di necessità, come una manna dal cielo.

11 aggiusta ombrelli

Ma l’aggiusta-ombrelli non è l’unico a sfidare le intemperie. Un esempio di resistenza ostinata nei confronti della pioggia battente ve lo dà questa corpulenta signora di mezza età che, in barba al monsone, stamane s’è impegnata come tutti i giorni a fare il bucato. Poco importa se appena passa una moto o un autobus viene schizzata d’acqua e fango, e poco importa se deve starsene coi piedi nel rivolo d’acqua che scende ai lati della strada …quando c’è da fare c’è da fare, e non si discute!

12 monsoon laundry

 

Sempre sulla strada di “casa” ho incontrato anche questa attempata coppia (…) intirizzita dalla pioggia, e dal freddo. La coppia, diciamo, era un po’ particolare e mi sembrava scocciata dal fatto che nessuno aprisse loro la porta di casa per farli entrare e per farli rilassare un pochino al calduccio. Ma loro, dotati della famosissima pazienza tutta nepalese, se ne stavano imperterriti sull’uscio, nell’attesa che qualche buona anima aprisse loro la porta. Se siano riusciti nel loro intento questo proprio non lo so, io di certo non sono rimasta sotto il diluvio ad appurare quale sarebbe stato il loro immediato destino: mi sono incamminata dopo aver scattato questa foto, e con passo spedito ho continuato a dirigermi verso la Rarahil.

"Cossa ti disi ti? Ti disi ke i ne verxe 'a porta sti fioi?" "Mah...par mi, no." ( TIPICO DIALOGO NEWARI IN TEMPI MONSONICI)

“Cossa ti disi ti? Ti disi ke i ne verxe ‘a porta sti fioi?” “Mah…par mi, no.”
( TIPICO DIALOGO NEWARI IN TEMPI MONSONICI)

E poche centinaia di metri prima di svoltare a sinistra dalla strada principale per imboccare la via della scuola ho rivisto i due cuccioli che ho incontrato sempre da quando sono qui, ogni volta che mi sono recata a fare qualche spesa in centro a Kirtipur, al Naya Bazaar.

Sono sempre lì, sugli scalini di una casa che ha le serrande sempre abbassate, ma non sono di nessuno, non hanno cioè alcun padrone. Sono due dei tanti cani randagi che abitano le strade del Nepal, e hanno una mamma che sparisce e poi torna a suo piacimento. Stanno pericolosamente vicinissimi alla strada principale, dove sfrecciano (a velocità impensabile per una strada di quelle dimensioni) gli autobus locali. Ogni volta che li incontro tiro un sospiro di sollievo e penso “…e anche oggi è andata…non siete finiti schiacciati sotto le ruote di qualche bolide nepalese!” Oggi li ho rivisti sempre lì, al loro posto, intirizziti e fradici dalla pioggia, a ripararsi in una zona dove, se non altro, non piove loro sulla testa. Mi hanno fatto una tenerezza incredibile e avrei voluto avere un asciugamano in borsa per dare loro un po’ di conforto e asciugarli un poco.

14 cuccioli

Anche loro due fanno parte della schiera di personaggi che incontro sempre quando vado in città o rientro alla Rarahil. Ormai ho fatto la strada talmente tante volte che la conosco a memoria: conosco il tipo di pavimentazione quando passo nelle stradine vecchie, so quali sono le scorciatoie che devo fare per evitare di esser travolta dagli autobus in corsa che hanno la fantastica abitudine di sfiorare i pedoni a bordo strada ( …), so chi incontrerò e dove perchè ci sono persone che sono certa che troverò proprio lì, dove mi aspetto ormai di vederle. Come la venditrice di pannocchie arrostite che se ne sta all’ombra del tempietto e sventola un pezzo di cartone per aiutarne la cottura, o come il venditore di frutta all’incrocio tra le due vie principali che sembra uno gnomo per le innumerevoli rughe che ha in faccia e per la posizione accucciata su se stesso che incredibilmente mantiene per ore senza sforzo.

O come il buon calzolaio, che è sempre nel suo bugigattolo a riparare le suole di qualche cliente, o la grassottella macellaia che sventola un sacchetto di plastica rosso attaccato ad un bastoncino per impedire alle mosche di posarsi sulla carne che ha esposta a bordo strada, o ancora come il venditore di dolcetti indiani che mi sorride ogni volta che passo davanti al suo negozio. (E ci credo che mi sorride…nel suo negozio ho comprato un sacco di volte dei dolcetti, più o meno ogni volta che sono stata invitata a casa di qualcuno per pranzo, e spesso in quantità industriali!)

A volte mi sento come la favolosa Amelie nell’omonimo film…ve lo ricordate quel capolavoro di film? “Il favoloso mondo di Amélie” (Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain) è un film scritto e diretto da Jean-Pierre Jeunet ed interpretato dalla splendida e giovanissima Audrey Tautou e da Mathieu Kassovitz. Il film venne distribuito nelle sale cinematografiche francesi il 25 giugno 2001 e arrivò in quelle italiane il 25 gennaio dell’anno successivo.

amelie-poulain

C’è una scena indimenticabile in cui Amelie, che ormai da anni passeggia per le strade del suo quartiere che si trova nel cuore di Parigi, trova sperduto a bordo marciapiede un signore cieco e lo prende sottobraccio per una corsa assieme tra i profumi, i suoni e le voci del mercato, giudandolo amorevolmente. Lo fa perchè conosce benissimo il luogo in cui, con tenerezza e magia, conduce quel suo sconosciuto e momentaneo nuovo amico, lo fa perchè sa bene, passo dopo passo, chi incontrerà lungo strada e dove.

Per rinfrescarvi la memoria vi allego qui il link al pezzetto di film a cui faccio riferimento, preso da youtube:

 https://www.youtube.com/watch?v=V7iptX5n-eo  ( non perdetevelo…riguardatelo subito!)

Se voi veniste qui a trovarmi, potrei fare lo stesso: vi prenderei sottobraccio e sulla strada che collega la scuola a Kirtipur vi mostrerei tutte le persone che costantemente incontro, e che sono certa di trovare “proprio lì”. Sono i miei inconsapevoli punti di riferimento, sono “appuntamenti a cui tengo” e loro, i diretti interessati, dell’importanza dei nostri appuntamenti sono del tutto ignari. Sono persone semplici, lavoratori, anziane donne che passano le loro giornate a vigilare che succede al di là delle loro soglie. Sono uomini e donne che ho visto ormai tante volte, così come loro hanno visto me. Ora quando cammino non fanno più troppo caso al mio passaggio: sono diventata “parte del paesaggio” e sono ormai una figura conosciuta. Glielo leggo negli occhi, ho il sentore del fatto che sono ormai accettata come comparsa in questo piccolo teatrale microcosmo nepalese, lo capisco dal modo in cui ormai mi sorridono se incrociamo i nostri sguardi.

Coraggio, chi viene a farsi un giro sottobraccio per le belle ( e un po’ umidicce, ormai lo sapete…siete avvisati!) strade di Kirtipur?

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Un commento

  1. Post ricchissimo… di descrizioni, di momenti, di emozioni, di immagini particolari, di citazioni… grande Marta! <3

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