il momento dei saluti

E’ giunto anche l’ultimo post: domani sera l’aereo mi riporterà in Italia e questa sarà l’ultima puntata del mio blog, fra poco toccherà a Giampaolo prendere il mio posto.

Oggi primi arrivederci: nel pomeriggio c’è stata la cerimonia di saluto, usanza tipicamente nepalese. La cerimonia serve per augurare buon viaggio: inizialmente viene posta la Tika sulla fronte e viene regalato un mazzetto di fiori, poi ogni partecipante alla cerimonia lega al collo di chi parte una sciarpetta beneaugurante. In seguito viene dato un uovo sodo a ognuno e si mangia tutti insieme. Cerimonia molto emozionante, sono riuscita a non commuovermi (non so come).

Anita dopo la Tika mi regala il mazzetto di fiori

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Con le sciarpette benauguranti davanti l’ADM

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Domani ci saranno i saluti con i ragazzi del collegio…li qualche lacrima mi sa che non riuscirò a trattenerla. Non starò qui a raccontare quanto mi mancherà tutto questo e quanta nostalgia avrò di questi giorni nepalesi…non ci sono parole per poterlo descrivere. Sono molto felice per aver avuto la possibilità di vivere questi giorni con una grande intensità.

E’ arrivato quindi il momento dei doverosi ringraziamenti:

Vorrei ringraziare innanzitutto chi mi ha permesso di vivere questa fantastica esperienza: il dottor Mauro Ciotti che mi ha “introdotto” all’ADM, Simonetta De Marchi, Paolo Grosso e tutte le persone dell’Associazione Ambulatorio De Marchi

Ringrazio tutte le persone che ho incontrato qui alla Rarahil e in Nepal; ringraziamento caloroso a Manish, Meena, Gophal e tutto il personale della Rarahil, le donne che lavorano in cucina, Narajan e Anita, chi mi ha fatto conoscere la realtà nepalese, non dimenticherò mai l’ospitalità ricevuta e li porterò sempre nel cuore

Ringrazio chi dall’Italia mi ha fatto arrivare un suo pensiero con email, messaggi, chiamate Skype: grazie per esserci stati…e ringrazio anche chi mi sta aspettando

Ringraziamento finale e speciale ai bambini e studenti che ho incontrato alla Rarahil, visitato nell’ADM, salutato per le strade nepalesi con un “Namastè”: spero di avervi lasciato anche solo l’1% di quello che voi avete lasciato a me, mi avete aperto e riempito il cuore! Nessuna parola, nessuna frase potrà mai spiegare quello che mi avete trasmesso e con quale intensità.

E per finire un piccolo pensiero: prima di partire per il Nepal e in certi momenti qui la domanda “sarà giusto andare li e sarà giusto quello che sto facendo” è sorta spontanea. Una volta parlando con una mia amica sul fatto se sia giusto o meno sperare di cambiare le cose, vivere provando e cercando certe emozioni, mi disse una cosa: “non lasciarti demotivare dal mondo, ricorda Elena che il nulla porta a nulla…”; aveva ragione. Sarebbe bello che tutti potessimo pensare che il nulla porta a nulla e che nel nostro piccolo ci impegnassimo per cambiare le cose. Tante sono le domande che ci poniamo e i dubbi che ci possono assalire, ma dopo tre settimane posso dire che venire è stata la cosa giusta e che chi ha messo in piedi questo progetto merita un grande applauso.
Forse per i più l’ADM può sembrare una goccia nel mare rispetto alle migliaia di cose che ci sono da cambiare in questo mondo, ma non dimentichiamoci mai che il mare è formato da tante piccole gocce…

Dhanyabad Nepal, dhanyabad…

Elena

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Un commento

  1. Grazie per le toccanti riflessioni.Dolibetaunla.Gianpaolo.

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