nepal

Kirtipur,venerdì 3 gennaio 2014, ore 11,30

L’ impatto con il Nepal arrivando al Tribhuvan Airport è stato emotivamente diverso da qualsiasi altro sbarco tipico delle nostre latitudini.
Si percepisce immediatamente che tutto è immerso in un’ atmosfera assopita, perfino la tecnologia sembrerebbe assersi presa una pausa di riflessione.Le strutture dello scalo poi dimostrano di aver goduto di un passato migliore.I pochi funzionari, che portano con serena disinvoltura divise alquanto approssimative, non ostentano ne severità ne tanto meno preoccupazione per la lentezza delle procedure che si dipanano all’insegna del self-service; unica nota contrastante con l’ andazzo generale,sul capo, una bellissima ed elegante bustina di stoffa a disegni geometrici rosa e bianchi.Sulla fronte la caratteristicatica”tica”.
Ho avuto la netta sensazione che perfino il metal detector fosse di un modello indulgente o assopito visto che con tutto il metallo che ho nelle ossa quì non ha accennato al minimo segnale d’allarme.
Traumatizzante è stato invece l’attraversamento di Kathmandu: un polverosissimo girone dantesco di veicoli scassati e variopinti con miriadi di motociclette che fanno la parte del leone. Tutti si cimentano,con incosciente disinvoltura, in manovre veramente funamboliche non dando alcun segno di nervosismo e di incertezza.Gli assordanti clacson sembrano aver sostituito ogni altra forma di comunicazione tra i guidatori.
Affetuosamente accompagnato da Lila e Narayan, sono giunto incolume a Kirtipur dove mi sono subito sentito a casa mia da quante volte ho letto il diario dell’ADM. E così il cuore si gonfia di commozione quando constati che gentilezza e autentica cordialità aleggiano nei cortili e nelle stanze della Rarahil Memorial School.

Il lavoro che dovrò svolgere nei prossimi giorni consisterà di un primo momento intercettivo-epidemiologico ,dovendo fornire alla dottoressa e all’ infermiera un protocollo semplice ma affidabile, per rilevare la reale incidenza delle patologie del cavo orale. A tal proposito avevo già approntato in Italia una cartella odontoiatrica in inglese sul cui utilizzo cercherò di istruire l’infermiera Anita che non parla molto ma che in compenso dice tantissimo con gli occhi e con i sorrisi. Dovrò poi calarmi nei panni del geometra per esaminare la stanza che ospiterà le dotazioni e le attrezzature di supporto alla poltrona odontoiatrica.
E’ apparso subito chiaro che poter attingere alle attente osservazioni di tutti i miei predecessori mi ha aiutato a cercare, per poi trovare con facilità, le caratteristiche di questo mondo così peculiare nella sua diversità. Sebbene i bambini siano uguali per vivacità ai nostri, difficilmente si ravvisa la malizia del gesto dispettoso,la competitiva arroganza di chi vuol sopraffare l’ altro. Fare i capricci lamentarsi o piangere, come dicono Mauro e Paolo, non è nelle loro corde. Quì trovi l’innocente candore e il sano rispetto per le istituzioni scolastiche , tutte cose che si sono un po’ perse per strada alle nostre latitudini.
E anche evidente la necessità di adeguare e temperare il” timing” del fare, che un certo entusiasmo efficentistico avrebbe inizialmente suggerito: certi ritmi vanno ridimensionati drasticamente e sostituiti da calma e gesso o anche Valium: Paolo docet! Ciò costringe a riflettere su quanto gioverebbe alle coronarie un ambiente come questo,dove lo stress lo si può solo portare dal nostro occidente schizzato! E’ pur vero che anche quì, prima o poi, dovranno darsi una mossa per eliminare certe sacche di povertà disumana, rinunciando ad un po’ di fatalismo.
Buona notte.
Gianpaolo.

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2 commenti

  1. bravo Gianpaolo
    molto divertente la tua descrizione dell’arrivo a KTM, che corrisponde al vero
    Naturalmente è d’obbligo un giro in motocicletta per assaporare fino in fondo le sensazioni del vero traffico “newari ”
    Buon lavoro, mi pare che non ti mancherà

  2. Bravo Gianpaolo soprattutto nel sottolineare i valori della gioventù nepalese e del rispetto verso gli altri che hanno tutte le genti nepalesi. L’ importanza del rispetto delle istituzioni e del prossimo sono cose che noi occidentali purtroppo abbiamo perso e che invece sono ancora un loro prezioso tesoro.

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