Ah…Turin!

Kathmandu 9 gennaio 2014

 

Ieri sera, accompagnato dall’inseparabile Narayan, siamo stati a cena a Patan.

Ho voluto questo incontro per trascorrere una serata con Marco, un giovane neuro psichiatra infantile, che presta la sua opera in varie strutture nepalesi compresa la nostra.In sua compagnia si sono aggregati alcuni suoi amici volontari italiani e tra questi due originari di Torino,la mia città natale.

La sorpresa è stata grandissima perchè Giulia, la giovane fisioterapista che avevo accanto, parlava benissimo il torinese e per di più, coincidenza nelle coincidenze, abita a Torino a due isolati da dove sono nato.

Conversare allegramente a Kathmandu, in dialetto piemontese, rievocando la sabauda eleganza della nostra città è stata un emozione da capogiro!

 

Arvdse! Gianpaolo

 

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2 commenti

  1. Che bello ritrovare le proprie radici in luoghi e modi cosi impensabili. E che fortuna averle. Dopotutto è vero che “il viaggio altro non è che un lungo e lento ritorno verso casa”. E’ un lusso, caro Gianpaolo, e siamo davvero fortunati a poter avere un piede di qua ed uno di là. Ti auguro altri incontri così

  2. ciao, nella grande Kathmandu sono nascoste mille sorprese, come hai potuto vedere!!
    Riusciamo a fare un incontro Skype? Vedi le mail?
    A risentirci

    Simonetta

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