Dakshimkali

Kirtipur 12 gennaio 2014.

Tre giorni di silenzio sono giustificati da impegni ” mondani” che mi hanno portato lontano dall’ ADM e dal suo indispensabile computer.
Il sabato in Nepal è vacanza ed in questo giorno si festeggia DakshinKali una divinità molto importante per loro. Si potrebbe, con qualche equilibrismo, farla corrispondere alla devozione, che in varie parti nel nostro paese, si dimostra per la Madonna nera. Lila e Narajan come al solito han fatto da anfitrioni erudendomi su tutti gli aspetti dell’evento con grande profusione di notizie e informazioni.
La venerazione per la dea mi pare molto sentita e il luogo dove sono stato condotto per le celebrazioni, dal nome dall’inquietante assonanza Bungamati (cuore della terra fertile) , si trova a ovest di Patan a 16 chilometri da Kirtipur.
Il paese è collocato in una zona paragonabile alle pendici del nostro appennino con vallette scoscese e costruzioni abbarbicate a ripidi pendii; il piccolo santuario si trova in una profonda gola alla confluenza di due torrentelli dove, all’aperto, la folla si concentra per ringraziare la dea per i favori ricevuti, per sciogliere voti e farne di nuovi.
I sacrifici di animali come galline e capretti, una volta molto diffusi, ora sono molto meno praticati e sostituiti da offerte di coroncine di fiori o dalla rottura di noci di cocco sul una pietra votiva. I fedeli si fanno applicare sulla fronte una rossa Tika a volte affiancata da un artistico stampino dorato. Dopo le preghiere, i ringraziamenti e l’elemosina fatta ai poveri, la gente affluisce in un area limitrofa dove può acquistare, da una miriade di ambulanti, quasi di tutto; nell’ occasione i Nepalesi usano organizzare frugali pic-nic, assimilabili a quelli della nostra Pasquetta, disponendosi nei prati e nei boschetti della zona.Ovviamente si scarpina parecchio perseguitati dalla onnipresente polvere dovuta alla stagione siccitosa.
Anche se a volte non ho saputo resistere alla tentazione di assimilare quel misticismo e quelle atmosfere ai nostri, ciò che fluttuava nell’aria era sicuramente pervaso di intenso e straordinario esotismo.
Il tempo della partenza e dei bilanci si avvicina; domani dovrò fare una visita ufficiale al Phect di Kathmandu per salutare Barath Pradan il dirigente degli ospedali locali.

Un caro saluto
Gianpaolo

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2 commenti

  1. Alberto Simiele · · Rispondi

    Buon rientro, mi son goduto i tuoi post, in cui curiosità, osservazione scientifica e arguzia si mescolano bene. Ma mi chiedo: tra te e Lila chi è il più ciacolon? Un abbraccio. Alberto

    1. gianpaolo drago · · Rispondi

      Infatti è stata una bella esperienza di reciproche “ciacoe “che hanno arricchito sicuramente entrambi !

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