ECCOMI QUA, AMICI VECCHI E NUOVI, VICINI E LONTANI

I primi “vecchi amici” di cui al titolo siete certamente voi lettori di questo blog, perché l’anno scorso, durante la mia terza calata in NEPAL, non vi ho degnato di nemmeno un articolo. La causa ? troppe persone si affollavano intorno a questa tastiera ansiose di raccontarvi le loro prime e perciò eccitanti scoperte nepalesi e ciò lottava con il mio spirito di scrittore solitario. Se avrete la pazienza di seguirmi può essere che nei prossimi giorni vi racconti, in differita di quasi un anno, quelle disavventure a cui non ho saputo (o meglio potuto) sottrarmi.
Dal momento che sono appena arrivato, dedico invece un po’ di tempo alle persone ritrovate e ai nuovi incontri. Il modo di accogliermi da parte di Narayan, Lila, Jagat professoresse ed inservienti vari che mandano avanti l’Ambulatorio è stato quanto mai simpatico e cordiale, ma niente in confronto ai timidi saluti e sorrisi che mi hanno rivolto gli studenti, specie quelli più piccoli.
La grande novità è stato comunque “the drill man”. Chi ha letto i miei primi post ricorderà sicuramente l’uomo di fatica (???) che usava il trapano (drill) per permettere a un tassello da 7 di sostenere un calendario. Per il passato nonostante il suo lavoro di tecnico aggiustatore globale, era sempre vestito in modo inappuntabile ed esibiva mani assolutamente pulite … il che significava una sola cosa: lavoro con un contagocce dal beccuccio stretto ! Beh questa volta la prima cosa che ho notato quando l’ho incontrato sono state le mani: callose, screpolate e, incredibile a vedersi, … sporche! In mano reggeva l’inseparabile TRAPANO e condivideva con James Bond sia l’atteggiamento che, potenza della cabala numerologica, lo stesso numero, solo che per il mitico agente segreto James 007 significava licenza di uccidere, mentre per il nostro amico corrisponde tuttora al diametro preferito dei fori.
Poco dopo ho anche incontrato l’artefice di cotanta trasformazione: Beppe! Homo tecnologicus per nascita e passione, sta bene nell’urgenza (lavora in pronto soccorso, poi fa il pompiere volontario) e risolve ogni piccolo problema con rapidità e decisione; come uomo di fiducia di Fausto ha avuto incarico di far lavorare drill man e non si è fatto pregare né ha perso tempo: usando maniere molto spicce ed efficaci (se non cambi entro un mese, sei licenziato) è riuscito dove genetica e predisposizione avevano fino a quel momento imperato.
Beppe è stato uno dei nuovi incontri e si è presentato come me lo avevano descritto, iperdinamico, preciso e deciso e la sua divisa (naturalmente il Tommy) portava tutti segni e i colori dei molti lavori di mantenimento che stava eseguendo nell’ambito della scuola; da quanto sono riuscito a capire, credo non ci sia attività umana dove Beppe non saprebbe metterci mano.
Altro personaggio che è arrivato per caso qui a Kirtipur è un giovane viaggiatore di 20 anni che è in giro per il mondo da ben 2 anni. Ha lavorato in Australia un bel po’ di mesi per raggranellare soldi ed ora gira senza mete precise per l’Asia; con una nota di orgoglio ci tiene a sottolineare che finora per mantenere le sue peregrinazioni non ha chiesto soldi alla famiglia. E’ arrivato al nostro ambulatorio perché un amico incontrato in Australia gli ha regalato un libro di Rumiz dove si faceva menzione di Fausto e della sua creatura la Rarahil Memorial School. Ultima stranezza: egli viene da un piccolo paese del bergamasco distante appena 30 chilometri da quello di Beppe e così si sono sbizzarriti a parlare nel loro terribile e ancor più incomprensibile dialetto.
Non ho invece visto il guardiano della Rarahil , quello che con la possenza dei suoi oltre 90 kg di puro muscolo controllava i passaggi al portone d’ingresso, vigilava sul sonno degli studenti e del personale della scuola e fungeva da ambulanza nel trasporto degli studenti infortunati. E’ purtroppo incappato in una rete di raggiro per lavoratori che intendono andare a lavorare all’estero fidandosi di un procacciatore che lo aveva convinto a recarsi in India per un lavoro dal salario molto, anzi troppo, appetibile. Un anno fa si è perciò licenziato dalla Rarahil firmando un contratto vincolante che ora gli impedisce di tornare fino a che non ha rimborsato i soldi che deve allo sfruttatore e naturalmente la paga che guadagna è molto lontana dalle sue speranze.
Basta però con le tristezze, adesso parliamo anche di cose belle: l’Ambulatorio è pulito in modo esemplare e non ci sono più punti di raccolta di cose inutili, Anita l’infermiera sta facendo un ottimo lavoro di inserimento dati e di catalogazione, oltre a quello di assistente alla dottoressa e di collaborazione con gli insegnanti su argomenti di igiene e salute.
Altra cosa che mi è piaciuta tantissimo è che i prati intorno all’Ambulatorio sono frequentati dagli studenti che vi vengono a ripassare le lezioni, oppure dalle ragazzine che vi raccolgono i fiori del trifoglio per intrecciare bellissime collane o coroncine; sembra proprio di essere in un campus dell’America.
Ho deciso di non aggiungere foto perché finora sono stato segregato con riunioni, creazione di liste di argomenti da proporre o discutere e quindi no walk , no photos. Spero di riprendere a girovagare quanto prima se non altro per catturare qualche immagine da regalarvi.
Paolo

 

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Un commento

  1. caro Paolo, fra poco più di un mese toccherà a me provare quelle sensazioni che stai provando tu e che ormai così bene conosciamo ma che ogni volta ci sorprendono ti auguro buon lavoro e buona permanenza
    mauro

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