THOR EYERDAHL, CARLO MAURI, GAVRIJL ABRAMOVICH ILIZAROV

 

Cosa accomuni un grande esploratore norvegese, un grande alpinista italiano ed un grande ortopedico sovietico è una bella domanda.
Se poi questa stessa domanda viene posta da Kirtipur ed in questo Blog , allora la faccenda diventa ancora più complicata.
Se avete un po’ di tempo e pazienza vi condurrò letteralmente “ per mari e per monti”, passando dalle Dolomiti agli Urali, dal Karakorum alla Grigna, attraversando l’Atlantico e seguendo una traccia che si conclude qui, ai piedi dell’Himalaya.
Dove, per quanto mi riguarda, il cerchio si chiude
Non sarà così facile descriverla, ma credetemi, è una storia interessante, che dimostra come tutto sia in “Rete”: parlando di Montagna si può arrivare all’Ortopedia, e da questa al Nepal, per tornare alla Montagna, incrociando nomi, persone e luoghi che mai avrei pensato di incrociare. Tutto dipende come sempre da noi, dalla nostra curiosità e da quante sinapsi abbiamo attivato e collegato nella vita. Aggiungiamoci un pizzico di empatia ed il gioco è fatto.
Dunque partiamo dai nomi
-Thor Eyerdahl è stato un famoso antropologo – esploratore norvegese. Studiò gli spostamenti umani via mare percorrendo con rudimentali imbarcazioni di papiro le varie rotte sugli Oceani.
Le sue barche più note sono il Kon – Tiki ed il Ra, I e II
-Di Carlo Mauri non dico nulla, talmente è noto da noi : 1a invernale della Cassin alla Ovest, 1a solitaria della Poire, 1a del Gasherbrum IV nel Karakorum.
-Gavrijl Abramovich Ilizarov è stato un grande ortopedico sovietico, membro dell’Accademia Russa delle scienze e Premio Lenin.
Figlio di contadini analfabeti, egli stesso iniziò la scuola a 12 anni. Questo non gli impedì di laurearsi in Medicina e di sviluppare negli anni ’50 una particolare tecnica e “filosofia “ chirurgica che ora porta il suo nome. Pochi mezzi, tanto ingegno, tant’è che gli costruirono un ospedale di 800 P-L nella città di Kurgan, di là degli Urali. Da là essa si è diffusa in tutto il mondo proprio partendo dall’Italia. Da Lecco.
Nel 1970 Eyerdahl vuole attraversare l’Atlantico a bordo del Ra II
E vuole a bordo un equipaggio internazionale.
Ne fanno parte un medico sovietico ed il nostro Mauri.
Il quale trattava una brutta infezione ad una gamba, esito di un incidente in montagna e più volte operata, immergendola spesso nell’acqua salata.
Lo stupore del medico russo si trasformò presto in una proposta : – Quando rientriamo vieni con me in Unione Sovietica. Là c’è il medico che fa per te.
Detto e fatto. Mauri non era certo uomo da dubbi e paure.
Ed è così che fu il primo italiano ed “occidentale “ ad arrivare a Kurgan, ai piedi degli Urali.
Prima di lui i pazienti erano soltanto russi o appartenenti al c.d. “ blocco sovietico “ del Patto di Varsavia.
Due mondi che non si parlavano, impauriti entrambi dall’ “ altro “, ciascuno chiuso nelle proprie convinzioni,ideologiche ma anche scientifiche.
Mauri rientra a Lecco, sotto alla sua Grigna ( dove morirà nel 1982 ) dopo molti mesi ma guarito.
Lì ha un amico ortopedico, cui racconta la sua storia e cui mostra gamba e radiografie.
Grande stupore per l’innovativa filosofia, del tutto sconosciuta da noi.
Riparte per Kurgan con l’amico ed altri ortopedici .
Tornano allibiti, imparano la tecnica e da quel momento diventano messaggeri del “verbo “ in tutto il Mondo.

Ho avuto il privilegio sia di conoscere Ilizarov che di partecipare alla prima seduta operatoria all’Istituto Putti, dove vennero ad insegnarci la tecnica nei primi anni ’80 : 2° o 3° ospedale dopo quello di Lecco.
Da allora non ho più smesso. E da allora questo faccio. Bene o male.
Fino ad oggi. Oggi qui a KTM. Se ci siete ancora proseguo con il racconto.
4 anni fa , cercando di fare i primi passi nel mondo della Sanità nepalese, ho avuto la fortuna di incontrare il Direttore di un importante Ospedale generale di KTM, che era stato, alla fine degli anni ’90, anche Ministro della Salute.
Per inciso da questo ospedale dipende quello, più piccolo, di Kirtipur, al quale afferiscono in prima istanza i nostri pazienti.
…Ah, italiano, ortopedico ….. anch’io lo ero molti anni fa, ed ho trascorso oltre 1 anno in Italia, ad Ancona e Torino, per apprendere una tecnica particolare di un medico russo …..
Gli ho detto il nome del collega ed amico che teneva i corsi a Torino
Con sua grande sorpresa lo ho azzeccato.
Da quel momento lo annovero fra le persone più amabili, cordiali e civili, ed il nostro rapporto si è andato rafforzando di anno in anno.
Anche in virtù del Gorgonzola che ogni anno gli porto in dono, ma questa è un’altra storia…..
L’altro ieri lo ho incontrato di nuovo Saluti affettuosi come sempre. Discussione di alcune importanti questioni ancora aperte. Thè di benvenuto. Poi la proposta :
Ti andrebbe di partecipare ad un “counseling” su di un caso clinico in discussione per un Ilizarov ?
Non ho di certo la determinazione che aveva Mauri, né era così necessaria (spero si colga la sottile autoironia …. ) ma non ci ho pensato su nemmeno un attimo.
La Sala è prevista per domani, cioè ieri.

Ricordo bene la mia “prima volta “ in sala, ancora studente a Padova, quando dissi al vecchio Aiuto : “ Professore, sono un po’ preoccupato ….. E lui : Guarda che ad essere preoccupato sono io …..”
Stecchito.
Ieri, dopo quasi 40 anni di “onorato servizio” stessa sensazione di allora.
Quello strano mix di curiosità ed eccitazione.
Senza più la paura di grattarsi involontariamente il naso a mani sterili, tipica del neofita.
Mi presento all’ingresso, in una turba di persone in attesa. Non sono mai riuscito a capire di che cosa.
Qualcuno mi accompagna all’OPD, l’Ambulatorio.
Entro. Mi si fa incontro il Medico con cui avevo appuntamento.
Gentile e sorridente come lo sanno essere qui, aperto ed educato. Sensazione di essere in un ambiente familiare e già noto.
Molto interessante e particolare la sua storia professionale.
Come la Dottoressa che lavora da noi, corso di laurea in Unione Sovietica, lei a L’vov ( Leopoli, attuale Ucraina ), lui a Mosca.
Precisa : Quando mi sono laureato c’era ancora Leonid Breznev al potere
In quel tempo , ora non più, c’erano strette relazioni fra Nepal ed Unione Sovietica : oltre 200 studenti nepalesi frequentavano le Università russe.
Poi la specializzazione : Ortopedia. Sempre a Mosca, seguendo i corsi del Prof. Shvetsov, famoso ancor oggi anche oltre i confini russi.
Non ha avuto la fortuna , come me, di conoscere Ilizarov, morto qualche mese prima, nel 1992.
E poi l’Italia. Più volte a Lecco. Maurizio Catagni, vulcanico fondatore dell’ ASAMI ( Associazione per lo Studio e l’Applicazione del Metodo di Ilizarov ), geniale ed inarrestabile. Nostro Maestro agli inizi e riferimento per tutti in seguito.
Da noi ha conosciuto un pò tutti: italiani, alcuni russi che si sono trasferiti qui, americani, tedeschi.
Ha girato mezza Europa, imparando da tutti, e molto. Con l’umiltà di chi proviene da un Paese povero.
Ci siamo scambiati opinioni, raccontato storie ed episodi divertenti
Poi siamo andati in sala.
37 anni di Putti mi permettono di non meravigliarmi più né di provare sorpresa nel vedere casi clinici particolarmente complessi, affrontati talvolta con difficoltà, talaltra con un po’ di fantasia.
Questo non lo era particolarmente.
Si comincia. Tecnica di livello assolutamente elevato. Molto rispettoso delle strutture anatomiche ed attento ai dettagli. Mi capita talora di non esserlo altrettanto, e lo confesso con sincerità. Troppo vecchio per fingere.
Strumentario identico, di provenienza indiana.
Stesse manovre, stessi problemi ….. il BW che non passa ….. la filettatura delle aste grippata.
Un altro deja – vu. Piacevole sensazione di casa. Tutto il mondo è paese
Il tutto con un’accoglienza che solo qui ho sentito così calda.
Finiamo. Solito thè . Ci salutiamo con calore. A presto. Ti chiamo , se hai piacere. Eccome. Aspetto la tua chiamata.
Fuori il monsone si sta scatenando. La stazione di Ratna Park è un mare di fango. Altro mondo. Sensazione di essere lontano da casa, ma a 10 minuti da “casa “.
Salgo sull’autobus che mi riporta a Kirtipur.
Contento di non aver insegnato nulla e di aver imparato qualcosa. Come sempre.

‘notte Mauro

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4 commenti

  1. Mouro pensavo che i pezzi per l’intervento li avessi presi all’ortofficina dove hai comprato la bici, invece queste cose succedono solo da noi.
    Grande cronaca, grande cronista!!!
    Curls

  2. Molte grazie signorina Curls per i suoi apprezzamenti. In realtà ho detto al collega quale fosse il nostro “pusher” : la CAES di Cortina. E’ rimasto sorpreso perchè pensava fossero della Smith & Nephew ( produttrice di strumenti ) Dovrò far visita all’amico dell’officina per via dei rapporti….. che oggi sono sempre più difficili ….. Ma sarà il tema di un futuro Post

  3. Simonetta · · Rispondi

    Grande Mauro!! Foto storiche queste con collega nepalese e gamba in sala operatoria!! Bella allora questa esperienza?
    Ho letto questa sera tutti di fila i tuoi post…. bellissimi.
    Funziona la soluzione al problema scomparsa del sapone? Il sapone è sempre lì appeso alla codicella?
    se sì, soluzione semplice costo zero! a parte l’energia elettrica utilizzata da Drill-man

  4. Grazie Simonetta Esperienza straordinaria, che spero di ripetere . persona altrettanto straordinaria. quanto al sapone, anch’esso sarà di nuovo oggetto di un futuro Post…..

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