AIUTIAMO QUESTO PAESE

Oggi finalmente troviamo un po’ di tempo per scrivere qualcosa che vi renda partecipi della situazione e di quello che stiamo vivendo. Siamo qui da 6 giorni ma l’impressione è quella di esserci da un tempo lunghissimo. Abbiamo dedicato i primi giorni a renderci conto degli effetti del terremoto.
Ci aspettavamo di vedere la parte vecchia di Kirtipur gravemente danneggiata, invece la maggior parte delle case non sono nemmeno lesionate e anche i monumenti sono rimasti per fortuna pochissimo danneggiati; sembra che Kirtipur debba ringraziare il fatto di essere stata costruita su una grande collina prevalentemente rocciosa. La situazione cambia completamente quando in pochi chilometri si passa nel vicino paesino di PangaIMG_2906 Come vi abbiamo già raccontato è quello che in questa zona ha avuto il più elevato numero di case crollate e di vittime. Le belle vie principali lastricate non sono più percorribili perchè invase dalle macerie delle case crollate e gli abitanti si sono subito attivati per liberarle.IMG_2941 Le campagne intorno a Kirtipur mostrano una situazione nel complesso molto differenziata: sono crollate gran parte delle vecchie case contadine che erano state costruite con mattoni di argilla cruda tenuti insieme da fangoIMG_3013IMG_2967 mentre si sono salvate tutte le case più recenti costruite con pilastri in cemento armato; la forza tremenda del terremoto è uguale per tutti, le sue conseguenze no. Spesso dipendono dal censo.
Non sempre per la verità , perchè anche qualcuna delle case di cemento, costruita su basi poco solide, non ha retto agli scossoni e si è afflosciata su sé stessa.IMG_2993 Per contattare una Associazione Umanitaria locale per andare nelle zone più colpite ed organizzare l’invio di materiali , abbiamo fatto un piccolo giro del centro di Kathmandu.IMG_3030 Anche qui le case completamente crollate non sono così numerose quanto ci si aspettava. Stranamente molte case vecchie anche apparentemente poco solide sono ancora in piedi, mentre sono crollati alcuni grandi edifici costruiti negli anni ’20 dagli inglesi per accogliere i Gurka invalidi, fedeli e coraggiosi soldati nepalesi che avevano combattuto fra le fila dell’esercito britannico nella Grande Guerra. IMG_3020Ora girare per il centro storico e commerciale di Kathmandu rimanda a qualche decina di anni fa quando si vedevano pochi turisti e le vie non erano invase dalla folla. La poca musica etnica a basso volume ci sta dicendo che c’è voglia di riprendere la vita. Il colpo al cuore si ha però arrivando in Durbar Square ( la piazza del re) dove alcuni importantissimi grandi templi sono ora solo un cumulo di mattoni e travi finemente intarsiati , che lasciano ampi squarci visivi e una sensazione di tristezza per una antica cultura che si è sbriciolata insieme ai monumenti. A quanto ci viene riferito la situazione a Bhaktapur, città imperiale famosa per il numero e la bellezza dei suoi monumenti, è ancora più grave; se avremo il tempo di visitarla vi racconteremo qualcosa. Finora infatti il nostro tempo è stato completamente assorbito dalle attività esterne e dalle tante riunioni organizzative. IMG_2916
Da lontano aiutare le persone colpite sembra un processo facile: basta inviare soldi, materiali, cibo, medicinali o persone ed essi vengono dispensati o utilizzati a seconda delle necessità . E’ solo restando qui che si comprende come la macchina del soccorso sia un meccanismo complesso che richiede grandi sforzi organizzativi e gestionali. Abbiamo subito capito che il nostro compito non sarebbe stato tanto quello operativo (sanitario o manuale) quanto quello operativo-gestionale; stiamo cioè lavorando per vedere che i fondi raccolti dai nostri amici in Italia siano dedicati all’aiuto delle persone più bisognose e siano utilizzati al più presto .
E così, in questa fase immediata, abbiamo individuato 2 direzioni verso cui impegnarci: una è quella di partecipare all’acquisto di cibo da fornire alle persone più povere del distretto di Kirtipur sia in forma urgente per chi non ha cibo, sia sotto forma di immagazzinamento in previsione dell’oramai prossimo periodo monsonico.
L’altra direzione è quello di fornire un buon numero di teloni con cui costruire tende dove le persone che hanno perso la casa possano ripararsi quanto prima , specialmente fra un mese quando arriverà il monsone. La zona in cui attualmente sembra esserci più bisogno è quella del distretto di Gorkha, che è stata epicentro del gravissimo terremoto ed ha quasi il 90% delle case distrutte o gravemente lesionate o non agibili. Stiamo cercando di accelerare al massimo tutte le procedure burocratiche e bancarie per acquistare e trasportare in loco questo materiale; per la distribuzione, aiutati da un interprete nepalese che ci seguirà, faremo riferimento ai comitati di villaggio che conoscono le famiglie in condizione di maggior bisogno. Speriamo e contiamo di riuscire a raccontarvi quanto prima come il nostro progetto andrà avanti. Noi davvero ce la stiamo mettendo tutta : energie e forza che credevamo di non avere stanno venendo fuori inaspettatamente : speriamo ci sorreggano fino a quando questo paese ne avrà bisogno.
Paolo e Mauro
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3 commenti

  1. Denis Toffoli · · Rispondi

    Cari amici medici voi siete li per predervi cura di questa povera gente…..bravi!
    …cercate di avere cura anche di voi!
    Un grande abbraccio!
    P.S. Caro Mauro oggi in sala al Putti abbiamo parlato spesso di te!
    Ci manchi già!

  2. Le forze non mancheranno………ne siamo sicuri !!! Mi farebbe piacere avere notizie veritiere su Bhaktapur….città alla quale sono molto legata, quelle avute qui sono molto contrastanti…un abbraccio e buon lavoro. Anna.

  3. Grazie di questi scritti ma soprattutto del vostro contributo. Vi pensiamo e siamo vicini, pronti ad aiutare ancora. Un abbraccio. Caterina

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