GORKHA

LA DINAMICA DELL’ATTENZIONE

Al momento della calamità o dell’evento straordinario i media si scatenano e offrono a tutti una quantità così enorme di notizie, dati e immagini che saturano rapidamente i canali dell’attenzione.

Se aggiungiamo poi il modo immediato e quasi vorticoso con cui le notizie tragiche del mondo intero ci arrivano, si comprende come la notizia di un evento drammatico nuovo possa facilmente scalzare quello precedente. Se alla fine pensiamo che i media stessi per dimostrare la loro efficacia/potenza devono proporre, quindi mettere in vetrina, sempre nuovi articoli ecco come tutto questo rientra in una logica tipicamente e in qualche caso tristemente, umana. Il terribile, devastante terremoto del Nepal stava già scomparendo dalle pagine dei giornali, ormai non “faceva più notizia”, ma il destino avverso ha deciso di riprendersi le prime pagine con un secondo sisma di intensità appena inferiore a quello precedente.

PIOVE SUL BAGNATO……

Davvero questa povera popolazione non avrebbe avuto bisogno di un altro terremoto per ritornare a ricordarci che stavano ancora lottando con gli effetti del primo. Questa seconda scossa ha contribuito a far cadere quei muri pericolanti sotto cui la gente (in verità anche noi durante la visita a Bhaktapur) continuava a passare sperando non cadessero proprio in quel momento, ma ha anche continuato l’opera di devastazione di antichi monumenti, ha causato la morte di un altro centinaio di persone ed ha acuito ancora di più la sindrome da terremoto nelle persone. Gli abitanti della valle di Kathmandu o sono andati altrove a vivere da parenti oppure vivono in tende improvvisate con teli di plastica nei pochi luoghi aperti della capitale. In tutti la psicosi di una eventuale terza scossa è evidente e non li si può nemmeno rassicurare dicendo che le probabilità sono bassissime , perchè anche la probabilità di un secondo terremoto a distanza di 18 giorni avrebbe dovuto essere stata remota. Quanto spesso verifichiamo la verità del titolo: PIOVE SUL BAGNATO ……

……. GOVERNO LADRO

parlando con le persone che sono state, chi più chi meno, tutte colpite, si è rilevato come moltissime diano al governo molte colpe: di non essere intervenuto tempestivamente , di non aver organizzato in tempi rapidi la macchina del soccorso, di aver abbandonato a sè stesse le valli più lontane, di permettere che si infiltrassero fra gli aiuti persone senza scrupoli.

Da italiani, quali siamo , non ci sentiamo di esprimere giudizi ed opinioni in merito.

ONU, SAVE THE CHILDREN, UNESCO, EMERGENCY, CROCI ROSSE E GIALLE, CARITAS , MEZZELUNE ROSSE, UNICEF, ECC. ECC.

Metterli assieme non significa affatto dare loro e alle tante altre associazioni umanitarie che si stanno impegnando qui, lo stesso peso o valore; ognuna fa e deve fare la sua parte. Girando per città e campagne abbiamo visto un pò di tutto. Non lontano da Kirtipur un campo indonesiano per 160 posti, costituito da 8 grandi tende gonfiabili (made in Italy), 2 altrettanto enormi come ospedale da campo, 2 compressori, 4 generatori di corrente era occupato soltanto da 40 persone; il motivo è diventato presto chiaro. Saltano subito agli occhi le distese di teli colorati usati come tende ed inviati da mezzo mondo : essi si trovano vicino alla case distrutte o danneggiate e comunque inagibili. La gente è povera ma preferisce vivere male sotto una tenda di fortuna piuttosto che allontanarsi dalla propria casa e dalle poche cose che possono eventualmente recuperare. Fra i mezzi utilizzati da coloro che offrono aiuti umanitari spiccano le enormi , bellissime e sempre lucide Toyota dell’UNICEF : speriamo di cuore che i contributi di queste grandi organizzazioni mondiali corrispondano. L’aiuto umanitario richiede di esporsi a rischi a volte anche drammatici: 15 soccorritori che tentavano di raggiungere Barpak, paese distrutto e isolato, sono morti sotto una frana e un elicottero americano è caduto mentre era in azione di soccorso nella zona epicentro del secondo terremoto.

AIUTATI CHE IL CIEL…..

Questa massima che contiene un divino invito ha effettivamente una base di verità e qui le persone stanno già mettendola in atto; fin da pochi giorni dopo il terremoto molti si sono messi all’opera per costruirsi un riparo per la notte e per ripararsi dalla pioggia, ma chi è veramente povero e ha perso tutto, da quella massima potrebbe sentirsi offeso.

Quindi invece che attendere quello più grande del cielo abbiamo preferito portare il nostro piccolo, minuscolo aiuto, offerto con tutto il cuore.

Dopo aver preso le necessarie informazioni abbiamo deciso di andare a portare tende, materiale sanitario e zanzariere nel distretto di Gorkha,160 chiometri da Kathamandu ed epicentro del primo devastante sisma.

Saliamo sulla Jeep che ci porterà da Kathmandu a Gorkha Bazar, e da lì ai villaggi del Distretto.

Ci segue un camioncino con le tende , le zanzariere ed il materiale sanitario portato dall’Italia.

Ci vengono rivolte le ultime raccomandazioni, ma è una considerazione che ci colpisce particolarmente:

” Sappiate che qualunque cosa vi possa accadere, avverrà per una buona causa “.

Debiti scongiuri e si parte.

La strada che da KTM porta a Pokhara, dopo aver attraversato la vallata , segue l’orografia con un continuo di strette valli che scendono a picco sul Trisuli River.

Dopo il terremoto tutto ciò che ci sta sopra è instabile o appena appoggiato e basterebbe una piccola scossa, che qui è quotidiana, una pioggia o un colpo di vento per farlo cadere.

Arriviamo in questo tratto mentre l’orizzonte verso Gorkha si fa nero-viola ed iniziano a cadere le prime gocce che ben presto si trasformano in un violento temporale.

Evidentemente avevamo fatto male gli scongiuri forse perchè non hannoo fatto parte del nostro corso di studi .

Arriviamo in qualche modo a Gorkha Bazar e ci sistemiamo in un alberghetto dove risiedono anche gli inviati delle Nazioni Unite.

Domani sarà una giornata pesante, perchè abbiamo in programma la visita di alcuni villaggi lontani e particolarmente colpiti dal sisma.

Partiamo alle 5 del mattino con il tempo che per fortuna  si è rimesso al bello.

Ci resteranno per sempre impresse le immagini di colline dolci che si susseguono e si sovrappongono con i fianchi punteggiati di macchie gialle e arancione.

Questi colori ci indicano la presenza di tende : la casa di quei contadini non esiste più e uomini e animali sono costretti a convivere sotto la stessa tenda, uniti nella sventura.

A Bungkot, sperduto villaggio che si raggiunge con un’ora e mezza di fuoristrada, fra le tante immagini che ci hanno colpito ricordiamo gli occhi tristi e rassegnati di un contadino che ci ha mostrato l’unico bufalo che gli è rimasto e poco più in là la zona dove ha dovuto seppellire gli altri animali morti con il crollo della piccola stalla.

Ciononostante sta già arando il campo per prepararlo alla prossima semina.

RICOSTRUIRE PER RIPARTIRE

Nello stesso povero villaggio un altro contadino, aiutato dal giovane figlio sta impastando la terra rossa caratteristica di questi luoghi, per utilizzarla come malta fra le pietre che ha recuperato dalla casa crollata. E’ il primo evidente segno della ricostruzione e poco importa se, in caso di un futuro terremoto, quella terra non avrà la possibilità di tenere assieme quelle pietre ; quello che si sente forte è la fierezza , la dignità e la determinazione di quell’uomo.

Non aspetta nè si aspetta nulla dagli altri, nè dal cielo, tantomeno dal Governo.

E’ diventato per noi il simbolo della ricostruzione.

Il Nepal, o meglio il popolo nepalese, non deve solamente ricevere, dovrà imparare a utilizzare bene gli aiuti che arriveranno, in modo da essere orgoglioso artefice della propria ricostruzione. Se questo vale da un punto di vista puramente materiale, tanto più dovrebbe valere perchè questo Paese ritrovi finalmente una unità politica e di intenti che consenta di poter affrontare meglio un futuro che non sarà davvero facile.

Noi, come persone e come associazione, siamo qui e con loro.

Paolo e Mauro

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Un commento

  1. Cari Mauro e Paolo, è un po’ che non aggiornate più il blog e vi immagino ancora immersi in situazioni gravi a fare del vostro meglio per essere di aiuto. Cerco ogni giorno notizie qui nel blog, e spero che ci diciate presto cosa state vedendo e vivendo. Un abbraccio ed un pensiero a voi.

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