SERVIZI SEGRETI

L’efficacia dei servizi segreti nepalesi è fuori discussione! Dopo meno di 24 ore di tentativi su diversi fronti, alla fine stabiliamo il contatto con Anita, l’ex infermiera dell’Ambulatorio che dobbiamo assolutamente incontrare. E’ nel suo villaggio a ca. 500 km. da Kathmandu, al confine con l’India. Tentiamo di convincerla di raggiungerla noi con un mezzo (l’idea non ci dispiaceva affatto), ma sarà invece lei a raggiungerci qui a KTM nei prossimi giorni in una data ancora da definire; un pò di mistero suvvia.
Altro compito che portiamo avanti (ma non ancora completiamo) è la stampa dei biglietti per l’Associazione; sulla trafficata Ring Road troviamo un paio di stamperie con le quali intavoliamo una discussione su formati, densità, colori etc… Alla fine ci torneremo domani con chiavetta e file, per conoscere il preventivo finale e decidere anche a chi affidare il lavoro, che dovrebbero fare entro 48 ore.

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A piedi raggiungiamo il Tempio delle scimmie (Swayambhunath), sito che però sembra al momento abbandonato ad un uso improprio e poco dignitoso….. Proprio alla sommità, tra i templi già feriti dal terremoto, aleggia un acre e nauseabondo odore di varie provenienze: rifiuti organici e non, interiora di animali fin dentro le vasche dei templi e ci fermiamo qui. Un disastro! Fortunatamente, scendendo verso l’uscita, una squadra di portatori di macerie (in prevalenza donne) è impegnata in un lavoro ciclopico: il trasporto a valle nelle gerle di tutte le macerie. Speriamo sia l’inizio per far ritornare il tempio all’antico splendore.

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Proseguiamo la camminata in periferia, tra quartieri degradati, tendopoli e baraccopoli lungo il fiume. Si, dire fiume è una parola grossa….., l’ambiente è stato violentato ben prima del terremoto, la strada per un maggior rispetto per l’ambiente sarà lunga.
Grazie all’embargo autoimpostoci nell’utilizzo di taxi (le bianche e microscopiche Suzuki Maruti) cominciamo a conoscere il mondo colorato e folcloristico degli autobus di linea in partenza da quella specie di suk che è il capolinea di Ratna Park. A bordo di ogni mezzo un ragazzino particolarmente sveglio decide le sorti di quel viaggio con il suo lavoro di procacciatore di passeggeri, bigliettaio e vigile urbano lungo il tragitto. Grazie ad uno di questi raggiungiamo Patan per una prima rapida esplorazione.

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Al tramonto Il diluvio ci sorprenderà nella corsa verso casa, destreggiandoci tra auto, moto, risciò, venditori ambulanti, pedoni, tutti con lo stesso identico obbiettivo: asciugarsi quanto prima!

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Un commento

  1. Avete reso così bene l’atmosfera degli autobus e di Ratna Park che ne sentivo fin gli odori ….

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