STRIKE CON DOPPIO SALTO CARPIATO ALLA HINDUISTA

In Nepal non ci si allena mai solo per una singola disciplina olimpica, come minimo si pratica il decathlon, possibilmente a squadre!
Qualsiasi cosa infatti si organizzi, si pianifichi anche meticolosamente, questa non sarà mai sufficientemente a prova di sorpresa, di cambiamento, di colpo di scena… e chi più ne ha e più ne metta.
Per cui è fondamentale essere pratici di molteplici discipline di carattere mentale-sportiva: improvvisazione, rassegnazione, dietro-front simultanei, zig-zag…., tutto aiuta per arrivare, possibilmente primi ed incolumi, alla meta. Un pò come muoversi nel traffico caotico, è tutto uno schivare pericoli continui.
Nelle ultime 48 ore i ns. programmi sono stati rivoltati come un calzino causa ripetuti colpi di scena, ed il bello è che ogni volta la situazione creatasi era comunque migliore rispetto alla precedente; a differenza dei Malavoglia di pirandelliana memoria, dove tutto accadeva e nulla cambiava, qui, seppur a fatica, niente è mai come prima.
Erano previsi acquisti e consegne delle ormai famose attrezzature mediche per l’Health Post di Ashrang 1, ed invece ci è capitato addosso come una meteora, proprio sul più bello, uno sciopero generale di 48 ore in tutto il paese. Risultato: tutto bloccato, se ne riparlerà dopo 2 giorni.

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Nel frattempo, cambiato gioco forza il programma, viviamo un’altra esperienza rarissima anche per loro: un traffico da austherity italiano anni ’70. Decapitato il traffico cittadino, ridotto esclusivamente alla circolazione di biciclette, risciò, motorini 4 tempi eco-friendly, e solo qualche sparuto taxia caccia di prede. Niente starnazzanti autobus o minubus, niente colorati ed impestanti camion, solo tuk-tuk a gas propano come mezzo collettivo di trasporto. In pratica, uno spasso ed una delizia per naso, orecchie, occhi e gola. Perfino Thamel oggi sembra SOLO una calle di Venezia durante il carnevale. La mascherina, che comunque non abbiamo mai usato finora, è finalmente del tutto superflua. E così anche stavolta optiamo per un turismo assolutamente ecologico, muniti di sole gambe e scarpe; finalmente con somma gioia.
Lo stupa di Boudhanath ci accoglie completamente bendato alla sua sommità, per cui niente visione dal vivo dei suoi famosi occhi; probabilmente dopo averceli prestati per la mostra di Via Caprera ed attualmente per qualla di Sedico, lo stupa attende la loro riconsegna in patria per alloggiarli al loro posto! Trattateli bene.

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Ci dirigiamo nel luogo così profondamente induista che è Pashupatinath; ogni fedele almeno una volta nella vita deve recarsi lì in pelligranaggio, così come ogni bravo musulmano si reca alla Mecca. I sensi vengono sollecitati oltre modo; vista, olfatto, udito, se vogliamo anche tatto e gusto, vengono sottoposti ad una razione da cavallo di sensazioni, almeno per un occidentale come noi. Provare per credere. La fortuna ci permette di assistere alla cremazione di una persona influente, membro dell’esercito; queste ultime hanno un posto particolare nella gerarchia della cremazione: a monte del ponte che collega le due rive del melmoso Bagmati (dove l’acqua in teoria è più pura……., si fa per dire) e seconda solo alla postazione più importante, quella che una volta veniva riservata alla famiglia reale, ora ai membri del governo.
Wikipedia, Lonely Planet, You Tube, gli Alberti Angela di turno…., sono tutte fonti di informazione più o meno riconosciute che narrano ogni recondito posto pressochè inesplorato del pianeta; ma essere lì oggi e vedere dal vivo quello che succede è veramente un’altra cosa! Importante essere a monte del fumo che si leva dalla pira.
Per il 2. giorno di sciopero era prevista una gita in mtb fino a Bhaktapur, le biciclette erano già prenotate a Thamel; ma un messaggio di Sagar, caduto come un fulmine a ciel sereno, ci spiazza ancora una volta.
E così, con una inattesa precisione svizzera, esattamente alle ore 13.00 inizia l’incontro con Sagar ed il suo architetto nepalese, che dovrà fare da tramite tra le necessità ed i progetti dell’associazione da una parte, che stiamo mettendo a fuoco giorno per giorno, e le possibilità/tempi/metodi nepalesi dall’altra.

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Inaspettatamente tutto fila liscio, rigorosamente in maccheron-inglese-nepalese, con tanto di schema/ business plan redatto in italiano, successivamente tradotto in fretta con traduttore Google ed infine rifinito “a mano” poco prima del loro arrivo. Ma ci siamo capiti perfettamente, e la cosa ci meraviglia un pochetto.
Per concludere conveniamo con Sagar il programma dei prossimi giorni: acquisto e consegna delle attrezzature medicali ad Ashrang, e contemporanemante una nuova visita ai due plessi scolastici di Ashrang 1 e Bungkhot con il giovane architetto nepalese. Il tutto con jeep 4×4 ed in giornata; un vero tour de force, ma se ancora una volta Shiva non ci metterà becco, potrebbe essere la chiusura di una questione (Health Post) ed assieme un bell’inizio per l’avventura di edilizia scolastica intrapresa. Phil ci supporta come sempre, facendoci apprezzare il gioco di squadra. Domani vedremo quale sarà la volontà delle divinità una volta finito lo sciopero; nel frattempo faremo un salto a Bhaktapur, seppure in auto.

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Un commento

  1. Bravi ragazzi! Bel lavoro! E bel post ( come gli altri, del resto)

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